Stan Lee: Kevin Feige ricorda il suo ultimo incontro con la leggenda Marvel

Il capo dei Marvel Studios, Kevin Feige, ha condiviso un toccante omaggio all'iconico Stan Lee.

Kevin Feige, capo dei Marvel Studios, ha voluto omaggiare Stan Lee ricordando l'ultima volta che ha incontrato la leggenda del fumetto, due settimane prima della sua morte. I due si erano inocntrati per discutere del futuro e in quell'occasione Lee mostrò un po' di nostalgia per il passato, mentre scherzava con Feige quando i discorso si faceva un po' troppo serioso.

Kevin Feige ha iniziato il suo tributo ricordando le origini di Stan Lee, il suo momento di scoramento alla Marvel Comics e il supporto della defunta moglie che ha giocato un ruolo importante nel far uscire Lee da quel momento difficile, in cui venne tra l'altro anche creato uno dei supereroi più amati di sempre.

Avete sentito la leggenda, che ritengo sia vera, che quando Stan Lee era un giovane scrittore alla Marvel Comics era stanco di fare la stessa vecchia cosa, e sua moglie, Joan, lo incoraggiò a scrivere il tipo di storie che avrebbe voluto leggere, ecco cosa ha portato ai Fantastici Quattro. Poi Hulk e Spider-Man. Poi Iron Man e gli X-Men e tutto il resto. Ha realizzato nel bel mezzo dei suoi incredibili anni '60 quello che stava creando, che la gente rispondeva ai suoi personaggi nello stesso modo in cui rispondeva agli antichi miti che leggeva da bambino. E così pensò: “Aspetta un minuto, fammi trasformare uno di quei personaggi in un eroe". E così nacquero Thor, Loki e Hela.

 

Kevin Feige ha toccato con mano la potenza a livello di immaginario generata da Lee e i suoi collaboratori di lunga data, tra cui l'altra leggenda Jack Kirby. Il capo dei Marvel Studios ha elogiato Lee per aver rischiato in un momento in cui poteva gettare la spugna. Ma senza quel momento di frustrazione e senza una compagna che lo spronasse oggi non avremmo mondi che non erano mai esistiti prima e tutta una serie di eroi che hanno intrattenuto e ispirato intere generazioni. Per Lee non si trattava solo dell'eroe e dei suoi poteri, si trattava di qualcosa di più profondo, Lee lasciava che si intravedesse sempre il lato umano dietro la maschera, nell'armatura o sotto il costume, c'era sempre l'umanità a contraddistinguere le creazioni di Lee, l'umanità con tutti i suoi pregi e difetti. Feige prosegue il suo tributo accennando proprio all'anima che Lee infondeva alle sue creazioni.

Stan era carismatico e come un cheerleader eloquente sapeva tifare per i suoi personaggi e per il medium dei fumetti in generale. Era anche un narratore molto progressista. Si era preso dei rischi e ha scritto di quello in cui credeva. Guardate la citazione che va in giro da uno dei suoi vecchia articoli di Stan's Soapbox su come una storia senza un messaggio è come un uomo senza un'anima. Caspita se è vero, ed è incredibile quanto sia evidente in tutte le storie che ha raccontato.

 

A proposito dei rischi che si preso Stan Lee, Kevin Feige parla in particolare di Black Panther. Feige si dice ancora stupefatto da ciò che Ryan Coogler è stato in grado di realizzare con il film, ma non sarebbe mai successo se Lee e Jack Kirby non avessero scommesso sul personaggio. Black Panther è stato creato durante il movimento per i diritti civili e questo ne ha fatto un supereroe a suo modo militante.

Kevin Feige conclude il suo tributo ricordando una battuta che Lee gli ha rivolto in quell'ultima occasione. I due stavano discutendo sul futuro e Lee non ha resistito sfoderando il suo irresistibile humour sornione.

So che vuoi che io interpreti il ​​ruolo del protagonista nel prossimo film, ma devo semplicemente limitarmi ai cameo, dovrai lasciare i ruoli da protagonista agli altri attori, mi dispiace.

 

Quest'ultima battuta rappresenta una sorta di summa dell'approccio di Lee alla vita e ad ogni singolo giorno; vivere sempre il momento ironizzando sul suo essere "leggenda", godendo il più possibile dell'amore dei suoi fan e ricambiandolo partecipando alle convention, interagendo sui social media e facendo capolino in ogni film Marvel, ricordando ai suoi amati fan che come un buon papà lui c'era sempre a sostenere i suoi "figli", anche in questa nuova avventura su grande schermo che terrà viva per le generazioni a venire l'eredità di Stan Lee uomo e creativo.

 

 

Fonte: Entertainment Weekly

 

 

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