Roma di Alfonso Cuaron, perché Netflix censura gli incassi in sala?

Caso curioso, quello di Roma di Alfonso Cuaron, già Leone d'Oro all'ultima Mostra del Cinema di Venezia e frontrunner ai prossimi Oscar. Prodotto e distribuito da Netflix, il film è uscito in 100 sale d'America e in quasi 500 cinema nel resto del mondo. 58 di questi in Italia, con la Cineteca di Bologna a distribuirlo per soli 3 giorni, fino all'inatteso ma più che meritato prolungamento per altre 48 ore in 40 sale.

Peccato che nessuno sappia quanto Roma abbia incassato. Tanto nel Bel Paese quanto negli States, perché Netflix ha 'taciuto' gli incassi. Un evento curioso, per non dire inedito, che con Sulla mia Pelle di Alessio Cremonini, uscito al cinema a settembre in contemporanea alla messa in onda in streaming, non si era verificato. In quel caso gli incassi furono svelati, e con orgoglio, vista l'elevatissima media per sala.

Con Roma, però, tutto è cambiato. Eppure non si può parlare di 'flop', visti i gremiti cinema che hanno proiettato la scorsa settimana la pellicola, non a caso rimasta in 40 sale selezionate, ma sul portale Cinetel Roma non esiste. "Volutamente non ci sono stati forniti i codici per la rivelazione degli incassi del film", ha chiarito su Repubblica Roberto Ferrari, presidente di Cinetel, che raccoglie i dati della stragrande maggioranza delle sale nostrane. Gian Luca Farinelli, responsabile della Cineteca di Bologna che ha distribuito la pellicola, ha confermato che "nel contratto siglato con Netflix, una precisa clausola ci obbligava a non raccogliere e rivelare presenze e incassi".

Il perché Netflix abbia deciso di intraprendere quest'inedita decisione, è a noi tutti sconosciuto. Interpellato da Franco Montini di Repubbica, l'ufficio stampa italiano della multinazionale non ha infatti dato risposta.

  • shares
  • Mail