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Stasera in tv: “Lo straordinario viaggio di T. S. Spivet” su Rai 3

Rai 3 stasera propone Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet (The Young and Prodigious T.S. Spivet), film drammatico del 2013 diretto da Jean-Pierre Jeunet e interpretato da Kyle Catlett, Jakob Davies Layton, Niamh Wilson, Helena Bonham Carter, Robert Maillet e Judy Davis.

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Cast e personaggi

Kyle Catlett: T.S. Spivet
Jakob Davies Layton
Niamh Wilson: Gracie
Helena Bonham Carter: Dott.ssa Clair, madre di T.S.
Robert Maillet: Giant Hobo
Judy Davis: G.H. Jibsen
Callum Keith Rennie: Padre di T.S.
Julian Richings: Ricky
Dominique Pinon: Two Clouds
Richard Jutras: Stenpock
Rick Mercer: Roy
James Bradford: Presidente Smithsonian

Doppiatori italiani

Lorenzo D’Agata: T.S. Spivet
Chiara Francese: Gracie
Debora Magnaghi: Dott. Clair
Dania Cericola: G.H. Jibsen
Alessandro D’Errico: Padre
Riccardo Rovatti: Two Clouds
Oliviero Corbetta: Stenpock
Riccardo Lombardo: Roy
Pietro Ubaldi: Presidente Smithsonian

 

Trama e recensione

 

T.S. Spivet (Kyle Catlett) è un bambino prodigio di 10 anni appassionato di cartografia e invenzioni. Vive in un ranch nel Montana insieme alla mamma (Helena Bonham Carter), esperta di morfologia degli insetti, al padre, cowboy nato nel periodo storico sbagliato, a sua sorella quattordicenne che sogna di diventare Miss America e a suo fratello gemello Layton. Un giorno T.S. riceve una telefonata inaspettata dall’Istituto Smithsonian che gli annuncia la vittoria del prestigioso premio Baird per la sua invenzione di un dispositivo dal moto perpetuo. All’insaputa di tutti, per ritirare il premio e tenere il discorso di ringraziamento, T.S. salta su un treno merci e intraprende il suo straordinario viaggio attraverso l’America in direzione Washington…ma allo Smithsonian tutti ignorano che T.S. è solo un bambino!

 

 

 

Curiosità

  • La pellicola è la trasposizione cinematografica del romanzo Le mappe dei miei sogni (The Selected Works of T.S. Spivet) di Reif Larsen.
  • E’ stato il primo lungometraggio ad utilizzare la macchina da presa Arri Alexa M.
  • Kathy Bates era stata originariamente scelta come Ms. Jibsen, ma si è ritirata a causa di problemi di salute ed è stata sostituita da Judy Davis.
  • Il primo lungometraggio Jean-Pierre Jeunet è stato Delicatessen (1991), una commedia malinconica ambientata in un mondo post-apocalittico e oppresso dalla fame, in cui un edificio che si trova sopra una gastronomia è gestito da un macellaio, che uccide le persone per nutrire i suoi inquilini. In seguito ha realizzato La città perduta (1995), un fantasy dark che parla di uno scienziato pazzo che ruba i sogni dei bambini, in modo da garantirsi l’immortalità. Il successo di questo film ha portato all’offerta di dirigere il quarto film di una celebre saga, Alien – La clonazione (1997). Jeunet ha poi diretto Il favoloso mondo di Amélie (2001), con protagonista Audrey Tautou. La pellicola manteneva il tono surreale dei suoi primi film, ma con una maggiore allegria e diversi elementi romantici e comici. Questa storia di una donna che è felice quando compie delle buone azioni, ma che non riesce a trovare l’amore, è diventata un enorme successo di critica e di pubblico in tutto il mondo ed è stata candidata a cinque Premi Oscar. Nel 2004, Jeunet ha realizzato Una lunga domenica di passioni, un adattamento del romanzo di Sébastien Japrisot. Interpretato da Audrey Tautou e Jodie Foster, mostrava una donna in cerca del suo fidanzato scomparso dopo la prima Guerra mondiale. Nel 2009, è stata la volta de L’esplosivo piano di Bazil che vede Dany Boon nei panni di un uomo che in cerca di vendetta contro due produttori di armi escogita un intricato piano per smascherarne le disonestà, aiutato da una bizzarro gruppo di senzatetto e freaks.
  • “Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet” costato 33 milioni di dollari ne ha incassati nel mondo circa 9.

 

Intervista al regista

 

Come ha scoperto Le mappe dei miei sogni, il romanzo che Reif Larsen sembra aver scritto pensando proprio a lei?

[quote layout=”big”]Dopo aver girato L’esplosivo piano di Bazil, non avevo voglia di occuparmi nuovamente di un soggetto inedito. D’altronde, mi piace variare. Quindi, ho chiesto a un “lettore di professione”, Julien Messemackers, se conosceva qualche libro che avrei potuto trovare interessante. In precedenza, Julien mi aveva scritto una sintesi de Il favoloso mondo di Amélie, durante la fase preparatoria del film che avrei poi realizzato. Era una sintesi fantastica, che comprendeva praticamente tutto quello che accadeva nel film e che mi ha aiutato molto durante la prima fase del progetto. Nella primavera del 2010, mentre mi trovavo in Australia per girare alcuni spot pubblicitari, Julien mi ha chiamato per dirmi: “Devi assolutamente leggere Le mappe dei miei sogni, è il primo romanzo di un giovane autore americano di nome Reif Larsen”. Mi ha inviato una copia del libro e ho approfittato del jet lag per leggerlo, terminandolo in pochi giorni. Sono rimasto colpito dal protagonista, un personaggio straordinario, e dalla sua toccante storia, dalla ricchezza di particolari presenti nella storia, dall’ambiente descritto, dai treni, dal Montana, dagli ampi spazi aperti…[/quote]

 

Ha incontrato l’autore?

[quote layout=”big”]La prima volta che ho incontrato Reif Larsen, mi ha detto: “Quando ho visto Il favoloso mondo di Amélie, ho avuto l’impressione che qualcuno avesse rovistato fra i miei pensieri!”. E mi ha fatto vedere un album fotografico che anche io avevo appena regalato a tutti i miei amici! Così, è nata subito una complicità tra di noi, nonostante la differenza di età e di background. Ci sembrava di appartenere alla stessa famiglia: abbiamo gli stessi gusti, ossessioni, entusiasmi e interessi. Lui è com’ero io 30 anni fa! Ha seguito il progetto fino alla fine, veniva sul set e ha fatto anche la comparsa. Da quando ci siamo incontrati, ci siamo sempre tenuti in contatto via mail. Io, fin dall’inizio, ho desiderato subito poter adattare il suo libro. Per me è stata l’occasione di fare un film consono al mio universo, ma allo stesso tempo ambientato in un luogo lontano, se non altro per via della lingua, degli spazi aperti e del paesaggio americano.[/quote]

 

Il suo vecchio amico Guillaume Laurant ha collaborato con lei all’adattamento del libro. Qual è stato lo stimolo maggiore per questa collaborazione?

[quote layout=”big”]Il romanzo è lunghissimo, più di 400 pagine! Praticamente era impossibile adattarlo ed è proprio questo che ha reso il nostro lavoro tanto stimolante! Abbiamo dovuto eliminare interi capitoli. Ci siamo concentrati sulla storia di T.S., eliminando le varie digressioni che costellano il libro. Gli abbiamo fatto vincere il Premio Baird per l’invenzione della macchina a moto perpetuo, e questa è stata un’idea di Guillaume, perché volevamo dare visibilità alla sua invenzione, mentre nel libro il ragazzino viene premiato per la sua competenza con le mappe geografiche e con i disegni. Abbiamo ricollocato il fratello al centro della storia, assegnato un ruolo essenziale alla madre che nel libro compare a malapena solo alla fine e abbiamo unito tutti i vari stadi del lancio promozionale di T.S. in uno stravagante spettacolo televisivo. È stato un lavoro duro, ma allo stesso tempo piuttosto semplice, perché il materiale di base è straordinario. E questo procedimento è sempre più facile rispetto al dover inventare tutto da zero. Quindi c’è tanto lavoro ma anche tanto piacere nel farlo. Ho preso il libro e ho iniziato a colorarlo: in rosso le parti che preferivo o che ritenevo indispensabili alla storia; ho sottolineato in giallo quelle che mi piacevano meno; e in verde i passaggi che non mi convincevano affatto. Ho selezionato le pagine dividendole in delle cartelline e, partendo da questa classificazione, ho ricostruito la storia, mischiando le pagine. A quel punto ci siamo messi a scrivere. Come sempre, Guillaume ha scritto i dialoghi e io le descrizioni visive. Ci siamo scambiati le pagine via email, comparandole, completandole e riscrivendole. Poi le abbiamo fatte tradurre in inglese da Fred Cassidy, che vive a Los Angeles e che aveva già tradotto “Vita di Pi”.[/quote]

 

La colonna sonora

 

Le musiche originali del film sono del musicista polistrumentista canadese Denis Sanacore. Nipote di un emigrante siciliano, Sanacore nasce a Montreal il 22 dicembre 1967. Sin da bambino sviluppa un interesse per il violino e rimane affascinato da questo strumento dopo aver visto un programma televisivo francese con Stephane Grappelli. Denis Sanacore ha registrato la colonna sonora di “TS Spivet” a casa nel suo salotto, staccando il telefono e costringendo al silenzio i suoi cani. Ha anche suonato la chitarra e il violino in tutte le tracce dell’album.

 

TRACK LISTINGS:

1. Eagle
2. Coppertop
3. Red River
4. Nebraska
5. Goodbye Layton
6. To Each His Own Lucky Star
7. Chicago Chase
8. Two Clouds
9. Buffalo
10. On the Train
11. The Father’s Setting Room
12. Red Light
13. Happiness
14. Guitar Mood
15. Radio Flyer
16. Dr Clair’s Diary
17. Smithsonian Institute
18. End Credits
19. Tecumseh Elijah Spivet
20. The Jack O’Lanterns
21. View Master
22. The Echo of Myself
23. Train Shuffle
24. Here Now and Then

 

 

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