Esercenti Italia, ‘segnali positivi per il nostro cinema, Netflix e Amazon pubblichino i loro dati’

“Se Netflix, Amazon etc non pubblicano i loro dati, questo non è sano”. L’attacco di ANICA, ANEC, ANEM, FICE e ACEC alle piattaforme web.

I dati definitivi del box office del cinema italiano sono ancora in elaborazione, perché i dati SIAE usciranno solo tra poche settimane, ma i dati CINETEL hanno fatto risuonare l’allarme, visto il calo degli incassi del 5% rispetto al già disastroso anno precedente.

Eppure ANICA (Associazione Nazionale Industrie Cinematografiche Audiovisive e Multimediali), ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema), ANEM (Associazione Nazionale Esercenti Multiplex), FICE (Federazione Italiana Cinema d’Essai), ACEC (Associazione Cattolica Esercenti Cinema) hanno voluto rilasciare un comunicato congiunto, perché a loro dire il quadro sarebbe tutt’altro che negativo. Per quattro motivi.

1. Le criticità del Box Office italiano sono note e sono state ampiamente analizzate, mese per mese, ma la tendenza è in rovesciamento, come dimostrano i risultati di Novembre e Dicembre (e, seppure statisticamente non indicativi, quelli dei primi tre giorni dell’anno, nei quali hanno comprato un biglietto nei cinema – dato Cinetel – 2.122.282/ due milioni centoventiduemila duecentoottantadue spettatori). Ma il punto centrale, quello del rilancio, presa da Distributori e Produttori ANICA, ed Esercenti ANEC e ANEM, in costruttiva collaborazione con il Governo, è quello di programmare un forte rilancio strategico della stagione estiva, con una programmazione molto robusta, già annunciata un mese fa;

2. L’anno scorso si tributò un giudizio catastrofico sul Cinema italiano. Quest’anno si registra invece una crescita del +23% delle produzioni e co-produzioni nazionali. “È un buon risultato“, sottolineano gli esercenti, “soprattutto se ricordiamo che il nostro Cinema va giudicato sia per gli incassi che per la qualità di prodotti che puntano sulla trasmissione del contenuto più che sui risultati di botteghino“;

3. Nel 2018 – benché non sia oggi il momento di valutazioni affrettate – hanno avuto un segno negativo rispetto all’anno precedente i Box Office di Francia e Spagna; molto negativo quello della Germania. Insomma, non guardiamo solo all’Italia;

4. Da tempo, ormai, occorre valutare queste tendenze in chiave industriale. La catena del valore dei diversi settori produttivi della Cultura e dell’entertainment si sta spostando sensibilmente sul Digitale. Il che non vuol dire che – per il Cinema – la sala smetta di essere importante. Al contrario: è decisiva, come attesta la forte e rinnovata collaborazione in seno alla nostra filiera. Ma attenzione: è tempo di legare sia i numeri economici che quelli delle visioni dello spettacolo cinematografico alle nuove realtà. Intanto, mettendo a paragone i biglietti staccati nei Cinema con quelli degli altri settori dello Spettacolo e della Cultura: Teatro, Musica, Lirica, Danza; anche il Calcio e tutti gli Sport messi assieme; e tutti gli ingressi nei Musei, Monumenti e Siti archeologici: il Cinema stravince il confronto con tutti questi settori.

Sulle conclusioni, invece, le 5 associazioni passano all’attacco delle piattaforme web, ben accolte ma chiamate a maggiore trasparenza.

“Se Netflix, Amazon etc non pubblicano i loro dati, questo non è sano. Non si conosce il numero dei loro abbonati in Italia. Non si conosce il numero di visualizzazioni di un prodotto cinematografico e audiovisuale. È tempo che le regole della trasparenza valgano per tutti. Così tutti i valori – produttivi ed artistici, economici, del numero di spettatori – potranno essere valutati in modo razionale e coerente. Questo è un altro motivo di ottimismo: crescono l’offerta e la domanda, i valori economici e il numero di spettatori per il Cinema nelle diverse modalità di fruizione. Si tratta di garantire regole moderne ed efficaci per tutti”.