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Stasera in tv: “Lo stato contro Fritz Bauer” su Rai 3

Rai 3 stasera propone “Lo Stato contro Fritz Bauer”, film drammatico del 2015 diretto da Lars Kraume e interpretato da Burghart Klaussner, Ronald Zehrfeld, Lilith Stangenberg, Sebastian Blomberg e Michael Schenk.

[Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

 

Cast e personaggi

Burghart Klaussner : Fritz Bauer
Ronald Zehrfeld : Karl Angermann
Lilith Stangenberg : Victoria
Jorg Schuttauf : Paul Gebhardt
Sebastian Blomberg : Ulrich Kreidler
Michael Schenk : Adolf Eichmann
Rüdiger Klink : Heinz Mahler
Laura Tonke : Fräulein Schütt
Götz Schubert : Georg August Zinn
Paulus Manker : Friedrich Morlach
Robert Atzorn : Il padre di Charlotte
Dani Levy : Chaim Cohn
Tilo Werner : Isser Harel

Doppiatori italiani

Franco Zucca : Fritz Bauer
Gianfranco Miranda : Karl Angermann
Benedetta Degli Innocenti : Victoria
Luca Biagini : Paul Gebhardt
Antonio Sanna : Ulrich Kreidler
Marco Mete : Adolf Eichmann
Cristina Poccardi : Fräulein Schütt
Carlo Cosolo : Georg August Zinn
Pino Ammendola : Friedrich Morlach
Roberto Fidecaro : Il padre di Charlotte
Alberto Bognanni : Isser Harel

 

La trama

 

Germania, 1957. Il procuratore generale Fritz Bauer ottiene prove irrefutabili del luogo dove si nasconde Adolf Eichmann. Il tenente colonnello delle SS responsabile della deportazione di massa di milioni di ebrei cela la sua vera identità nella capitale argentina di Buenos Aires. Ebreo lui stesso, da quando è tornato dall’esilio in Danimarca, Bauer sta cercando di portare in giudizio i criminali del Terzo Reich. Tuttavia, finora non è riuscito ad ottenere alcun risultato a causa della feroce determinazione della Germania a rimuovere il suo sinistro passato. Diffidando del sistema giudiziario tedesco, Fritz Bauer contatta il Mossad, i servizi segreti israeliani, e così facendo commette alto tradimento. Ma Bauer non sta cercando di vendicare l’Olocausto: la sua preoccupazione è il futuro della Germania.

 

Chi Era Fritz Bauer: Un eroe della Germania

 

Un pubblico ministero ha cambiato un intero paese: conducendo la sua
ostinata battaglia contro l’oblio, Fritz Bauer ha lasciato il segno nella giovane Repubblica Federale Tedesca. Ha portato i crimini commessi dai Nazisti nei salotti dei tedeschi, ha riabilitato gli uomini della resistenza che hanno lottato contro il regime ingiusto, ha braccato Adolf Eichmann e dato il via all’enorme processo di Auschwitz a Francoforte, uno dei procedimenti penali più importanti nella storia del dopoguerra. Un tempo lui stesso era sfuggito per un soffio agli scagnozzi di Hitler e ora è lui a dare la caccia a loro. Non gli interessa minimamente la vendetta, quello che gli sta a cuore è la giustizia.

Nato nel 1903 a Stoccarda, figlio di ebrei, Fritz Bauer si dichiara ateo. Dopo aver completato gli studi di diritto ed aver conseguito il dottorato, nel 1928 viene nominato giudice supplente nella sua città natale e dopo soli due anni diventa il giudice distrettuale più giovane della Germania. Tuttavia, avendo pianificato uno sciopero generale per protestare contro il trasferimento di potere ai Nazionalsocialisti, nel 1933 viene arrestato dalla Gestapo, bandito dalla pubblica amministrazione e imprigionato per otto mesi nel campo di concentramento di Heuberg. Nel 1936 fugge in Danimarca. Sette anni dopo, riesce a scappare in Svezia quando l’esercito di occupazione tedesco comincia a deportare gli ebrei di Danimarca. Nel 1949 torna in Germania, l’anno seguente diventa procuratore generale a Braunschweig e nel 1956 assume la medesima carica per tutta l’Assia a Francoforte sul Meno, funzione che rivestirà fino alla sua morte nel 1968.

Il primo processo di Auschwitz inizia a Francoforte nel dicembre 1963 ed è il più grande procedimento penale della Germania del dopoguerra. Il processo si protrae per 20 mesi durante i quali si presentano a deporre 360 testimoni. In termini giudiziari, il procedimento non dà molti frutti: la maggior parte degli imputati non viene giudicata colpevole di omicidio, ma semplicemente di concorso nel reato di omicidio e viene rilasciata dal carcere solo pochi anni dopo l’inizio della pena. Fritz Bauer non è colto di sorpresa. Il suo unico rammarico è che durante tutto il dibattimento solo uno degli imputati pronuncia una parola di pentimento. Ma in fin dei conti, quello che lo interessa è un altro aspetto: vuole trasformare il processo di Francoforte in un “processo educativo” per i tedeschi, vuole istruire i suoi concittadini sui crimini che sono stati commessi e accendere in questo modo un dibattito pubblico che dia il via a una trasformazione democratica del paese. E vuole che il mondo sia partecipe della capacità dei tedeschi di “giudicare” se stessi: “Il processo dovrebbe dimostrare al mondo che una nuova Germania ha la volontà di preservare la dignità di ogni singolo individuo”.

 

[quote layout=”big” cite=”Fritz Bauer (da un annuncio televisivo realizzato nel contesto del processo Eichmann)]Oggi la Germania è fiera del suo miracolo economico e orgogliosa di esser la patria di Goethe e Beethoven. Ma la Germania è anche il paese di Hitler, Eichmann, e dei loro tanti seguaci e sostenitori. Cosi come ogni giornata comprende il giorno e la notte, anche la storia di ogni popolo ha le sue luci ed ombre. Credo che le generazioni più giovani in Germania siano pronte a conoscere la storia del loro paese e tutta la verità. Quella stessa verità con cui i loro genitori a volte fanno fatica a confrontarsi.[/quote]

 

 

 

 

 

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