Intervista ad Edoardo Margheriti

Direttamente dal CiakSiGira vi proponiamo l'intervista esclusiva di Davide Viganò ad Edoardo Margheriti, figlio di Antonio Margheriti, grande regista del cinema di genere.

D: Dopo un periodo di buio totale dove un certo cinema e i suoi autori sono stati ingiustamente dimenticati,ora grazie a Tarantino, è tornata la moda del cinema di genere italiano, se ne parla molto con maggiore attenzione che in passato. Quale è la tua opinione in merito? Una rinascita di un certo tipo di cinema è possibile? Quali le luci e le ombre di questo revisionismo critico?
R: Ovviamente sono molto contento della rivalutazione dei film che abbiamo fatto nei molti anni che ho collaborato con mio padre (e con altri registi), in special modo sono felice per lui, che tanto amore e passione ha dedicato al suo lavoro, considerando come “figli” tutti i suoi film (anche quelli meno riusciti o che aveva accettato di fare solo per motivi economici). Certo non fa molto piacere che i nostri registi di Genere siano stati sempre molto stimati ed apprezzati all’estero, mentre erano completamente ignorati se non addirittura denigrati dalla critica e dagli “esperti” del settore in Italia. Ci volevano un paio di Italo Americani (Tarantino e Joe Dante) osannati (soprattutto il primo) dalla critica per i loro film, dichiaratamente ispirati ai nostri film degli anni 70 e 80. Quando Tarantino dichiarò pubblicamente di aver fatto scuola con i film di mio padre, di Fulci e di Castellari subito i “criticoni” si dedicarono a rivalutare quei film (più che a riscoprire direi
a scoprire, in quanto credo che non li avessero nemmeno mai visti!) dichiarandoli dei piccoli capolavori del cinema di genere (ma che cacchio significa poi “cinema di Genere”? perché i film di Fellini o Godard non appartenevano ad un qualche genere?… Vabbè, lasciamo perdere… Meglio di “cinema di Serie B” è…. Per quanto concerne una rinascita del Genere lo spero molto, essendone uno dei fautori ed autori, ma non lo vedo bene…

D: Antonio Margheriti è stato un vero e proprio capostipite del genere fantascienza,tanto che "Spacemen" era amato anche da Kubrick,questo genere però mi sembra poco sfruttato,non ha avuto un seguito come lo spaghetti-western e il poliziottesco,come mai?Solo per ragioni economiche o altro?
R: Errore. I film che vennero mostrati a Stanley Kubrick e che apprezzò tanto da accettare la proposta della MGM di utilizzare Antonio per i trucchi di 2001 Odissea nello spazio, non includevano Spacemen, ma “I Criminali della Galassia” e “L’arciere delle Mille e una notte” entrambi della Metro in cui spiccavano i mirabolanti trucchi di Antonio in Blue Screen (effetti poco usati in Italia e dove Antonio era un maestro). Comunque, la Fantascienza non riuscì a prendere piede in Italia negli anni 70, 80 per meri problemi di costi, visti i colossal americani tipo Star Wars. Film con cui non si poteva competere solo con la fantasia e la padronanza tecnica. Servivano proprio i soldi per le scenografie, i costumi, gli arredi e tutti il resto….

D: Altro campo in cui Margheriti eccelleva era il genere horror,più legato però alla tradizione gotica che apertamente splatter,più attento alla costruzione della trama che la ricerca dello schock fine a sè stesso,quindi mi chiedevo che rapporto aveva con il suo unico splatter movie,cioè Apocalysse domani,peraltro considerato da Tarantino un vero e proprio cult?
R: E’ vero, mio padre non amava il gore e lo splatter, detestava il colore del sangue e la truculenta gratuita nella immagini, infatti quello che da Tarantino viene definito uno dei suoi migliori film a mio padre faceva anche un po’ schifo, ma lo amava comunque e ne cominciò ad andare fiero solo dopo la dichiarazione del suo “Fan”.

D: Ascoltando un'intervista di Martino,il noto regista parlando di un attore disse che lo scritturava spesso perchè lo considerava un portafortuna,anche suo padre aveva delle scaramanzie o superstizioni particolari,oppure no?
R: Porca miseria!!!! Non avete notato la presenza di Alan Collins (al secolo Luciano Pigozzi) in quasi tutti i suoi film? Oppure alcuni tipi di ambientazioni come le caverne, o di effetti speciali (i treni che esplodono sono innumerevoli nella sua carriera). Oltre alle superstizioni più comuni di noi tutti: il colore Viola, passare sotto una scala, etc.


D: Come nascevano i suoi film,cioè da dove prendeva lo spunto per i suoi film, interveniva sulle sceneggiature anche se non era lui l'autore oppure non toccava nemmeno un rigo dello script?

R: Amando molto il genere avventuroso e fantastico, Antonio tendeva sempre ad inzeppare i suoi film di effetti speciali, per cui a seconda del soggetto del film suggeriva allo sceneggiatore, o scriveva lui stesso, le sequenze più appropriate: i soliti treni, o elicotteri, aeroplani, inseguimenti di auto talmente folli da dover essere fatti con dei modelli, astronavi, oppure fantasmi, mostri, alieni, etc.

D: Come ho detto prima io adoro Tornado che in un certo senso penso anticipi Platoon, ecco potrebbe dirmi come è nato quel film, di chi è stata l'idea, quel finale così amaro e commovente era già stato scritto oppure è stato aggiunto, io lo reputo un bellissimo film contro la guerra, quindi anche con un intento serio; concordi?
R: L’amaro finale di quel film fu un’idea proprio di Antonio, mentre la storia fu una naturale evoluzione del genere Vietnam che in quegli anni impazzava sugli schermi. Anche sul nostro primo War movie L’ultimo Cacciatore comunque vi erano forti segnali di condanna della guerra e che chi la combatte è comunque vittima della stessa, sia che si trovi da una parte o dall’altra, che sia l’aggressore o l’aggredito. Per cui concordo in pieno.


D: Un film di suo padre che secondo lei meritava più attenzione da parte del pubblico e della critica e che invece non è stato sufficientemente capito quale è?

R: Un po’ mi dai del tu, un po’ del lei… Deciditi !!! Cavolo! Questa è una domanda difficile che non mi aspettavo… vediamo… Sai, un film è puramente soggettivo e piace o non piace a seconda dello stato d’animo di quel momento. Un film che ti può aver annoiato al cinema potrebbe piacerti da matti alcuni mesi dopo visto in DVD… e non è per il fatto che stai sbracato in poltrona a casa tua in calzoncini a fumare e a mangiucchiare. Proprio Tornado non ha avuto quello che meritava, oppure Controrapina (forse per via del titolo assurdo che gli venne dato dai distributori) un bellissimo giallo con Karen Black, Lee Van Cleef ed Edward Albert realizzato per gli americani. Anche
Il Mondo di Yor tratto da un famoso fumetto, e realizzato in più episodi per la RAI non venne nemmeno mai trasmesso se non pochi anni fa in piena notte. Comunque… Visti alcuni dei grandi successi di botteghino in Italia (non faccio nomi ne titoli, ma mi riferisco ad alcune “cazzate comiche” che hanno incassato, e peggio ancora, incassano decine di miliardi (ora milioni di euro), oserei dire che quasi tutti i film di Antonio avrebbero dovuto avere molto più successo sia di critica che di pubblico di quanto non sia effettivamente avvenuto.

D: I rapporti con gli altri colleghi come erano? C'era qualcuno che stimava profondamente e qualcun altro verso cui manifestava una certa indifferenza?
R: Mio padre era molto amichevole con tutti, ma allo stesso tempo era introverso e di scarsa socializzazione. Pensava solo al lavoro, ed i veri amici si contavano sulle dita di una mano. Aveva un ottimo rapporto di stima ed amicizia con Sergio Leone, Mario Bava, Turi Vasile, Sergio Martino ed Enzo Castellari. Ruggero Deodato fu uno dei suoi aiuto registi agli inizi degli anni 60, come alcuni altri.

D: Un progetto a cui suo padre teneva moltissimo e che purtroppo non è riuscito a realizzare è.....
R: Parecchi… e quasi tutti Fantascienza o fantasy. Uno in particolare che ha tentato per tre o quattro anni di mettere in piedi era una mia sceneggiatura, un Fantasy in stile gotico, con protagonista un ragazzo, una specie di saga medioevale avventurosa, con mostri e creature demoniache che tentano di impadronirsi di un regno fuori dal tempo in cui viene catapultato un ragazzo dei nostri giorni, e dove vivendo mille avventure trova se stesso e l’amore.

D: Io sono una persona molto attiva politicamente è come tale ho delle mie bizzarre teorie, cioè considero il nostro cinema di genere dei 60-70-80 molto politico, anche se mascherato sotto trame di intrattenimento. Mi spiego meglio,nei 60 i film balneari di Marino Girolami descrivevano la nazione del boom, del benessere, che non doveva più dar caccia ai ladri di biciclette, anche perchè si cominciava a rubare in altri ambiti, i film western di Corbucci tipo Vamos a matar copmaneros o Quien Sabe di Damiani raccontavano attraverso i pistoleri e le bande di banditi messicani le istanze rivoluzionarie del 68,i polizieschi attraverso le violenza brutale dei suoi poliziotti narravano i tempi delle piazze fontane e delle stragi di stato. Cioè i film di genere narrano al popolo, al proletariato le realtà del paese, concordi?
R: I Margheriti sono storicamente una famiglia di apolitici (almeno non ce ne siamo mai occupati seriamente) ma molte delle situazioni ricorrenti nei film di puro intrattenimento nascono da situazioni di disagio del mondo che ci circonda, trasportate in altri contesti per non essere immediatamente riconoscibili (non facevamo il neo realismo) ma comunque assimilati dallo spettatore… Volente o nolente… Per cui concordo anche con questa tua ultima domanda.

Spero di essere stato esaustivo e di avervi soddisfatto con le mie risposte. Vi ringrazio anche a nome di mio padre, che se fosse stato possibile avrebbe risposto personalmente.
Saluti a tutti e… Continuate ad amare il cinema.

Edoardo Margheriti

Noi ringraziamo sia Edoardo, che Davide e, naturalmente, Antonio!

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: