Dragon Wars, la recensione in anteprima

Dragon Wars (D-War, Corea del Sud, 2007) di Hyung-rae Shim; con Jason Behr, Amanda Brooks, Robert Forster, Craig Robinson. 500 anni fa in Corea c’erano due serpentoni giganti (uno buono e uno malvagio) che combattevano tra loro per conquistare una fanciulla. Se fossero riusciti ad assimilarla avrebbero raggiunto lo stato divino e niente o nessuno

dragon wars Dragon Wars (D-War, Corea del Sud, 2007) di Hyung-rae Shim; con Jason Behr, Amanda Brooks, Robert Forster, Craig Robinson.

500 anni fa in Corea c’erano due serpentoni giganti (uno buono e uno malvagio) che combattevano tra loro per conquistare una fanciulla. Se fossero riusciti ad assimilarla avrebbero raggiunto lo stato divino e niente o nessuno avrebbe potuto fermarli. Il ragazzo della bella fanciulla però preferisce uccidersi assieme a lei piuttosto che dare la sua dama in pasto ad uno dei due draghi.

E’ così che al giorno d’oggi, in america, tornano i draghi per conquistarsi il paradiso, e tornano anche le reincarnazioni del giovane e della fanciulla che si ritroveranno a dover fuggire dalle fauci del serpentone cattivo (che nel frattempo mette a ferro e fuoco Los Angeles) e dalle grinfie dell’FBI che vuole uccidere la ragazza per rimandare il problema di altri 500 anni.

Non che nutrissi particolari aspettative per questo blockbuster coreano parlato in inglese e recitato da attori americani, ma tale livello di idiozia non me lo sarei aspettato, sembra più di stare davanti ad una (brutta) serie televisiva che ad un film vero e proprio, aldilà degli attori presi da buffy roswell (Jason Behr) e la fotografia traslucida (che cerca di nascondere la propria povertà plastificando il visibile) c’è una storia inconsistente e poco interessante che sembra presa in prestito da un episodio di Xena del ’95.

Il protagonista si porta appeso al collo per tutto il film un medaglione verde e oro grande quanto un pugno, e nessuno che gli faccia notare quanto ridicolo sia. Durante l’attacco del drago cattivo, il protagonista e la sua dama, braccata e inseguita dal drago, vanno a fare una passeggiata sulla spiaggia perché lui deve “riflettere”. Ogni qual volta deve finire una sequenza arriva dal nulla un amico in macchina pronto a far fuggire i nostri eroi, amico che poi sparisce la da dove era venuto.

Ma non temete, non ci sono solo imbarazzanti scene live action, ci sono anche imbarazanti scene in CGI, ma se in quelle dal vero il livello è assolutamente inaccettabile quelle in computer grafica sono nettamente superiori, si lasciano guardare diciamo. Sarà un po’ perché vedere elicotteri fra le fauci di un serpente che si arrotola intorno ad un grattacielo richiama in noi mostri di più alta levatura, sarà che la battaglia fra militari e l’esercito del male in mezzo a Los Angeles (malgrado che i militari in live action siano i soliti 4, con due carri armati. rimontati in ogni sequenza) riesce in qualche modo anche ad essere entusiasmante, ma non possiamo dire di esserci annoiati, probabilmente è solo dovuto al fatto che stavo guardando qualcosa di leggermente meglio rispetto a quanto avevo precedentemente assistito.

Se i coreani vogliono conquistare il mercato USA direi che questo non è il modo migliore, certo al botteghino è andato anche benino, ma ci chiediamo se qualcuno voglia tornare a guardare qualcosa del genere dopo la prima esperienza. Per una volta tanto siamo d’accordo con la distribuzione italiana e riteniamo opportuna la decisione di farlo uscire direttamente per il mercato home video (il 26 Febbraio) che poi se lo guardate fra amici pronti a fare battute su ogni scena (e il film si presta molto bene a questo tipo di esercizio) sono convinto che fa anche passare un’oretta e mezzo in allegria, altrimenti statene pure alla larga.

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