Woody Allen ed il suo Sogni e Delitti

Woody Allen si confessa in un’intervista esclusiva a Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari in edicola mercoledì 30 gennaio e racconta il suo Sogni e Delitti (Cassandra’s Dream): “Sogni e delitti è la storia di due bei giovani, che nonostante l’educazione e le buone intenzioni, sono condannati a una fine terribile dalle loro stesse

di carla

woody allen sogni e delittiWoody Allen si confessa in un’intervista esclusiva a Grazia, il settimanale diretto da Vera Montanari in edicola mercoledì 30 gennaio e racconta il suo Sogni e Delitti (Cassandra’s Dream):

“Sogni e delitti è la storia di due bei giovani, che nonostante l’educazione e le buone intenzioni, sono condannati a una fine terribile dalle loro stesse azioni. L’assassinio e il lato oscuro delle tragedie mi hanno sempre interessato. Il gesto di togliere la vita è davvero drammatico. Ho sempre pensato che vivere sia un caos. Ho una visione cupa e pessimistica dell’esistenza ma sento che ci sono oasi divertenti in quel miraggio che è la vita”.

Poi Allen parla di sè come attore, cercando di scindere l’aura da intellettuale nevrotico, conferita dai personaggi che interpreta, e il Woody reale:

“Ora recito solo quando mi sento perfetto per il ruolo. Non sono un vero attore. Anzi mi odio. In fase di montaggio tendo a tagliare molto le scene dove compaio. Mi descrivono come un creativo e un eccentrico, in realtà conduco una vita borghese con la mia famiglia. Passo per un intellettuale ma non lo sono. Non leggo i libri complicati, non mi interessano. Non ero un bravo studente e la prima volta che ho letto un libro avevo 18 anni, solo per fare una buona impressione alle ragazze. Facevo anche tanto sport, ma chi mi guarda non ci crede. Ho dormito con la luce accesa fino a 40 anni e sono andato dallo psicologo per 24. Non sono mai stato all’ospedale grazie ai miei geni. Invecchiare però è terribile, e non ho nemmeno guadagnato in saggezza…”.

cassandra's dream sogni e delittiSul perché abbia abbandonato l’America, scegliendo Londra come la sua nuova New York, il regista spiega a Grazia:

“In Europa ottengo più facilmente i finanziamenti e mi viene concessa libertà. Quando gli studi di Hollywood finanziano i miei film chiedono cambiamenti sulla sceneggiatura e sugli attori. Qui mi lasciano fare quello che voglio. In più Londra è fredda e grigia tutti i giorni: condizioni perfette, per me”.

Allen conclude l’intervista parlando del suo stile di regia:

“Non faccio mai leggere tutto il copione, restare all’oscuro degli sviluppi della trama rende più spontanei. Ingaggio i migliori attori, poi mi tolgo dai piedi. Gli dico: ‘se volete cambiare il copione, cambiatelo; se volete dire le mie battute, ditele; se non volete dirle, inventatele, purché rispecchino il personaggio’. Il 98% delle volte va bene”.

Sempre nel numero di Grazia, in edicola mercoledì 30 gennaio, è stato intervistato Ewan McGregor, protagonista di Sogni e delitti:

“Cinque anni fa dissi al mio agente che avrei avuto lavorare con Allen. L’anno scorso quando ho saputo che veniva a girare a Londra anziché Parigi ho sperato che mi chiamasse. È andata bene, è arrivata la telefonata e sono andato a New York per incontrarlo. Quel giorno del casting ero emozionato perché ero nel suo studio storico. Lui è arrivato e ci siamo visti per 45 secondi. Poi mi ha messo alla porta. Il giorno dopo ho ricevuto la sceneggiatura”.

Poi McGregor aggiunge:

“Sul set il suo modo di dirigere è incredibilmente specifico. Capita che tu faccia una scena e lui dica: ‘Rifacciamola esattamente così’. Poi magari ti chiede di fare una cosa nella direzione esattamente opposta. Lui non ha paura di provare cose nuove”.

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