Daniel Day-Lewis: “Con Il Petroliere sono diventato brutale”

Daniel Day-Lewis racconta in un’intervista esclusiva a Donna Moderna – il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto, in edicola giovedì 7 febbraio – la sua ultima esperienza sul set del film Il Petroliere (There Will Be Blood): “Non è stato facile calarsi in quei panni. Perché Plainview è un uomo violento, ambizioso. Ho

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il petroliere daniel day-lewis

Daniel Day-Lewis racconta in un’intervista esclusiva a Donna Moderna – il settimanale diretto da Patrizia Avoledo e Cipriana Dall’Orto, in edicola giovedì 7 febbraio – la sua ultima esperienza sul set del film Il Petroliere (There Will Be Blood):

“Non è stato facile calarsi in quei panni. Perché Plainview è un uomo violento, ambizioso. Ho cercato di capire le dinamiche del lavoro nelle miniere, lo stato d’animo dei minatori che scavano nel buio come dannati, vivendo come animali. È stato faticoso. Io sono convinto che per recitare la vita di un altro bisogna sporcarsi le mani, bisogna viverla. Così mi sono trasformato in un essere brutale”.

il petroliere foto 2 daniel day-lewis

Daniel Day-Lewis si è aggiudicato il Golden Globe per questa interpretazione ed è in lizza per il suo secondo Oscar. Sulla sceneggiatura ha dichiarato entusiasta:

“Ho scelto di recitare la parte di Daniel Plainview per il copione, Paul Thomas Anderson ha scritto una sceneggiatura fantastica. Mi ha fatto entrare nel mondo del Far West, nella vita di uomini folli che rinunciavano alle comodità per inseguire l’avventura e il sogno della ricchezza. Finito di leggerlo, avevo già la valigia pronta. Anche se il rapporto con un regista è sempre un’incognita. Soprattutto in un film senza donne né happy ending. (…) Appena incontrati ho capito che noi due insieme avremmo colpito nel segno. Siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Sul set eravamo una cosa sola, io lui e la macchina da presa. Le nostre mogli erano un po’ gelose””.

Si chiude l’intervista con un aneddoto delle riprese: “Mi sono rotto una costola mentre giravamo, in una scena in cui dovevo cadere in un pozzo. Non volevo controfigure e l’ho girata io, sono precipitato sul fondo! Ma quando lavoro non penso ad altro, cerco di comprendere l’anima del personaggio e farla emergere. Sono come in trance. E quando l’immaginazione non basta, be’, imparo dalla pratica… “.

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