Sofia: trailer italiano del film premiato a Cannes 2018

Sofia: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Meryem Benm Barek nei cinema italiani dal 14 marzo 2019.

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Il 14 marzo arriva nei cinema italiani, con Cineclub Internazionale Distribuzione, il film Sofia, l'opera prima al femminile di Meryem Benm Barek, premiata al Festival di Cannes 2018 per la migliore sceneggiatura della sezione "Un Certain Regard".

 

La trama ufficiale:

 

Sofia, vent’anni, vive a Casablanca con i suoi genitori. Durante un pranzo di famiglia, ha violenti crampi allo stomaco. Sua cugina Lena, studentessa di medicina specializzanda in oncologia, capisce subito e con discrezione la situazione: Sofia sta per partorire. Nessuno sapeva della sua gravidanza e, usando come scusa la necessità di recarsi in farmacia, Lena prende l'iniziativa di portare Sofia all'ospedale, dove partorisce. Ma ci sono solo 24 ore per risolvere un grosso problema: Sofia deve sposarsi per non infrangere la legge. Inizia così la ricerca del padre...

Il film è interpretato da Maha Alemi (Sofia) Sarah Perles (Lena) Lubna Azabal (Leila) Faouzi Bensaïdi (Faouzi)Nadia Niazi (Zineb) e Hamza Khafif (Omar).

 

 

La regista Meryem Benm Barek racconta come è nata la storia del film.

Quando ero adolescente, mia madre mi aveva raccontato la storia sconvolgente di una ragazza che era stata accolta a casa dai miei nonni. Aveva 17 anni e ai tempi mia madre, che era poco più grande di lei, una sera aveva scoperto per caso che la ragazza era incinta e stava per partorire. Per questo motivo era stato organizzato un matrimonio il più velocemente possibile. Queste storie sono abbastanza frequenti in Marocco, dove le relazioni sessuali al di fuori del legame matrimoniale sono proibite dalla legge. Chiunque in Marocco ha già sentito parlare di storie di donne, che potrebbero essere cose così riassunte: “Non sapevo di essere incinta”. Insomma, nonostante le possibilità che ciò accada sembrino decisamente remote, ci sono davvero casi di donne che sono diventate madri senza neppure sapere di essere incinte, che magari si sono presentate al pronto soccorso lamentando dolori lancinanti scambiati per crampi mestruali, per poi sentirsi dire dal personale ospedaliero di dover essere trasferite immediatamente in sala parto. Si tratta di situazioni estremamente complicate poiché i genitori rischiano di essere perseguiti penalmente e di essere condannati a un anno di prigione, dunque il matrimonio è l’unica via di uscita possibile. La mia storia è nata in modo spontaneo quando ho iniziato a domandarmi come un dramma di questo tipo potesse essere rivelatore del funzionamento di una società in tutti i suoi aspetti. Inoltre, il matrimonio incarna ancora il successo più grande che si possa raggiungere in Marocco. Permette di rafforzare la propria situazione sociale; per questo deve essere il più vistoso e sontuoso possibile...viviamo in una società basata sull’apparenza dove l’immagine che diamo di noi e della nostra famiglia è fondamentale. I genitori di Sofia sono più preoccupati delle origini modeste del padre del bambino che della nascita in sé e per loro la gravidanza della figlia è meno drammatica del suo inevitabile matrimonio con un ragazzo che proviene dai quartieri popolari. Si tratta di salvare il loro onore e quello della loro figlia ma anche (e soprattutto) di preservare la loro immagine davanti agli altri, soprattutto perché il dramma arriva in un momento cruciale in cui stanno per siglare un contratto con il cognato francese che cambierà le loro vite e permetterà loro la scalata sociale.

 

La regista Meryem Benm'Barek è nata nel 1984 a Rabat, in Marocco. Ha studiato arabo all’Institut National des Langues et Civilisations Orientales a Parigi prima di entrare al dipartimento regia dell’INSAS di Bruxelles nel 2010. Durante i suoi studi ha diretto cinque cortometraggi, tra cui Nor nel 2013 e Jennah nel 2014. Quest’ultimo è stato selezionato nella short-list per gli Oscar 2015 e in numerosi festival internazionali. Oltre alla regia, cura effetti sonori e sound design e ha esposto al Victoria and Albert Museum di Londra. Sofia, il suo primo lungometraggio, ha ottenuto il Gan Fondation Prize e il finanziamento del Doha Film Institute.

 

 

 

 

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