Dafne: trailer e poster del film di Federico Bondi premiato alla Berlinale

Dafne: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Federico Bondi nei cinema italiani dal 21 marzo 2019.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Il 21 marzo, in occasione della Giornata Mondiale delle Persone con Sindrome di Down, arriva nelle sale Dafne, il film di Federico Bondi vincitore del Premio FIPRESCI nella sezione Panorama dell'ultima Berlinale.

 

La trama ufficiale:

 

Dafne ha trentacinque anni, un lavoro che le piace, amici e colleghi che le vogliono bene. Ha la sindrome di Down e vive insieme aigenitori, Luigi e Maria. L’improvvisa scomparsa della madre manda in frantumi gli equilibri familiari: Dafne è costretta ad affrontare non solo il lutto ma anche a sostenere Luigi, sprofondato nella depressione. Grazie all’affetto di chi le sta intorno, alla propria determinazione e consapevolezza, Dafne trova la forza di reagire e cerca invano di scuotere il padre.Fino a quando un giorno accade qualcosa di inaspettato: intraprenderanno insieme un cammino in montagna verso il paese natale di Maria, e, nel tentativo di guardare avanti, scopriranno molto l’uno dell’altra.

 

La protagonista Carolina Raspanti è nata nel 1984 a Lugo di Romagna. Dopo essersi brillantemente diplomata, è stata assunta presso l’Ipercoop di Lugo, dove tuttora lavora. Ha scritto due romanzi autobiografici che presenta spesso in giro per l’Italia: “Questa è la mia vita” e “Incontrarsi e conoscersi: ecco il mondo di Carolina”. Dafne è il suo primo film.

Ho accettato di fare il film e mi sono calata con naturalezza nel personaggio perché lo sentivo mio, volevo far emergere anche la mia personalità, il mio modo di rapportarmi con le persone. La semplicità e la naturalezza di Dafne riflettono quello che sono realmente nella vita.

Carolina Raspanti - Dafne

 

NOTE DI REGIA

 

Un giorno, qualche anno fa, vidi alla fermata dell’autobus un padre anziano e una figlia con la sindrome di Down che si tenevano per mano. Fermi, in piedi, tra il via vai di macchine e passanti mi apparvero come degli eroi, due sopravvissuti. DAFNEnasce da questa immagine-emozione, la scintilla che mi ha spinto ad approfondire. Sono entrato con curiosità in un mondo che non conoscevo, finché ho avuto la fortuna di incontrare Carolina Raspanti, con cui è nata un’amicizia fondamentale non solo per il film ma anche per la mia vita.Sul set, la sua presenza si è rivelata un esempio per tutti: Carolina non subisce la propria diversità ma la accoglie, ci dialoga, vive la sua condizione con matura serenità. In un mondo che “obbliga” all’efficienza e all’illusorio superamento della sofferenza (esiste ormai anche la pillola per il lutto!), Carolina/Dafne ci ricorda di accettare, nei suoi limiti, la condizione in cui ci troviamo e di viverla pienamente.La scomparsa improvvisa della madre segna un punto di non ritorno nella vita della ragazza, che ora deve affrontare non solo i suoi problemi ma anche quelli del padre. A partire dalla complementarietà dei loro bisogni, in un momento così drammatico e doloroso, la parabola del loro rapporto offre un’opportunità per entrambi: DAFNE è la storia di una “ripresa”, come ottimismo e volontà di superamento.Un invito, almeno negli intenti, ad abbandonare l’atteggiamento rigido del pregiudizio e sentimenti come la paura, a volte persino l’orrore o più spesso la compassione davanti al “diverso”, grazie all’ironia (la forza più evidente del carattere di Carolina, dotata di un umorismo spiazzante e imprevedibile) e, contemporaneamente, all’estrema serietà di cui la ragazza si fa portavoce: per lei la vita è una lotta da affrontare a viso aperto!Con una commistione di generi, e senza trasformare la disabilità in tema d’intrattenimento, DAFNE è una commedia drammatica o un dramma in chiave di commedia: una dramedy dove si può ridere e piangere allo stesso tempo, mi auguro. Oggi in Italia sono quasi quarantamila le persone con la sindrome di Down. Non è una malattia, è una condizione genetica che accompagna pertutta la vita le persone nate con un cromosoma in più. Tuttavia, non esiste una persona Down uguale a un’altra, proprio come non c’è una persona normodotata uguale a un’altra. Carolina è Dafne. La “realtà” è stata l’ispirazione e il metodo mentre scrivevo e mentre giravo. Non è stata Carolina ad entrare nel film (non ha mai letto una sola pagina della sceneggiatura), è stato il film a piegarsi a lei. Potevo permettermi di “tradire” il testo originario ma non la fiducia di Carolina, che esigeva rigore, rispetto, ascolto.Tutti stimoli per tentare di restituire dignità alla sua storia, al suo sguardo e a quella stretta di mano alla fermata dell’autobus. [Federico Bondi]

Il regista fiorentino Federico Bondi, laureato in Storia e Critica del Cinema, nel 2008 debutta nel lungometraggio con Mar Nero, in concorso al 61° Festival di Locarno (dove vince il Pardo d’oro alla migliore interprete femminile, il Premio Giuria Ecumenica e il Premio Giuria Giovani) e candidato al David di Donatello per la migliore attrice protagonista e al Nastro d'argento per il migliore regista esordiente. Dalla fine degli anni novanta è regista di spot e documentari, tra cui Soste (2001), Soste Japan (2002), L’uomo planetario, L’utopia di Ernesto Balducci (2005), Educazione affettiva (2014). "Dafne" è il suo secondo lungometraggio di finzione.

 

 

 

 

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