Le Grand Bal: trailer italiano del documentario di Laetitia Carton

Le Grand Bal: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul documentario di Laetitia Carton nei cinema italiani dal 2 maggio 2019.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Dopo la tappa al 71. Festival di Cannes e aver concorso come miglior documentario ai César (gli Oscar francesi), il 2 maggio arriva nei cinema italiani Le Grand Bal. Il documentario di Laetitia Carton che racconta la magica esperienza che lega migliaia di persone di ogni età e provenienza che tutti gli anni si ritrovano per 7 giorni e 8 notti di danza, musica e risate nella campagna francese.

 

La trama ufficiale:

 

Ogni anno più di duemila persone, di età ed estrazione sociale diverse, si riuniscono da ogni parte d’Europa nella campagna francese per un’esperienza straordinaria: Le Grand Bal. Per 7 giorni e 8 notti ballano insieme, mentre la musica suona dal vivo, in un emozionante connubio tra tradizione e modernità. La grazia del ritmo supera ogni fatica fisica e la gioia pura della danza abbatte le barriere. Le Grand Bal è un inno senza tempo alla magia del ballo e all’armonia di anime e corpi nella diversità.

 

Durante l’estate 2016 due squadre, una di giorno e l'altra di notte, hanno vissuto con i ballerini e i musicisti filmando ininterrottamente la totalità del Grand Bal.

Mi è sempre piaciuto ballare. Eppure, non ho avuto modelli da seguire, i miei non ballavano. Ma mia nonna mi raccontava spesso che, da giovane, in un tempo in cui non la conoscevo ancora, saliva sulla pedana da ballo all’inizio della serata e non l’abbandonava più fino alle prime luci dell’alba. Era trasportata dal ballo. Il suo viso si illuminava quando mi parlava di queste notti trascorse nell’ebrezza del movimento e della musica. Penso che pur non avendola vista ballare, lei mi abbia trasmesso il suo amore per i bal trad. Il mio primo bal trad è stato un colpo di fulmine...

Laetitia Carton - Regista

 

 

NOTE DI REGIA

 

l mondo dei bal folk l’ho amato subito, mi ci sono sentita talmente bene... Da allora costellano la mia vita.Quindici anni fa sono andata per la prima volta ai Grands Bals de l’Europe a Gennetines nella zona dell’Allier. È un luogo magico, una parentesi incantata. Si balla per 7 giorni senza sosta. I musicisti non smettono mai di suonare, giorno e notte. Oggi, dopo 29 annidalla sua creazione i Grands Bal de l’Europe radunano 2000 persone che ballano per una settimana su 8 o 9 pedane sotto i tendoni all’aria aperta. Su questi parquet girano ogni giorno una ventina di gruppi musicali, ci sono circa 500 musicisti per gli stage e una quindicina di bal folk la sera. Tutte le generazioni, giovani e vecchi si fondono e ballano insieme. È una delle cose che mi rende più felice. Non vedo altri luoghi di festa che riuniscano fasce d’età e vite così diverse. Le donne ballano con gli uomini, gli uomini con le donne, le donne con le donne e sempre di più, gli uomini con gli uomini. Nell’arco di una danza, un legame particolare può intessersi con il proprio partner per creare un universo sottile, magico e unico. Si sa come si entra in una mazurka, non si sa in che stato affettivo se ne uscirà. Quest’emozione, questa convivialità, quest’energia condivisa che nasce da questa collettività, non la trovo altrove... Nel bal folk si è semplicemente ballerini o ballerine. Non ci sono ricchi e poveri, non contano l’apparire o lo status. Tutti si amalgamano nell’arco di una notte. Viviamo in una società rosa dalla creazione di bisogni artificiali, una società che spinge a consumare, da soli e di fretta in un perpetuo rinnovamento. La danza trad permette di ritrovare il piacere di essere con gli altri e di avere pratiche comunitarie che non esistono più al giorno d’oggi. Condividendo questa festa, riscopriamo che esiste un’unità e che abbiamo un posto al suo interno. [Laetitia Carton]

 

Diplomata in Belle Arti a Clermont-Ferrand, Laetitia Carton ha iniziato a esporre i suoi lavori subito dopo il diploma in spazi dedicati all’arte contemporanea.
Dopo un master in realizzazione di film documentari di Lussas (Université de Grenoble) realizza il film saggio D’un chagrin j’ai fait un repos che le permette di viaggiare fino a Cuba, dove vince un premio. Nel 2009 realizza un primo film per la televisione, La Pieuvre, su una malattia genetica neurodegenerativa che decima la sua famiglia, la malattia di Huntington. Parallelamente, scrive e comincia dal 2006 a girare un film con la comunità dei sordi, sulla lingua dei Segni, che porta a termine 9 anni più tardi. J’avancerai vers toi avec les yeux d’un Sourd esce nelle sale francesi nel gennaio 2016. Nel frattempo, realizza per il cinema il ritratto del suo amico Edmond Baudoin, fumettista, che esce nel settembre 2015.

 

 

 

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