Una vita violenta: trailer italiano e trama del film di Thierry de Peretti

Una vita violenta: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Thierry de Peretti nei cinema italiani dal 23 maggio 2019.

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Il 23 maggio Kitchen Film porta nei cinema italiani Una vita violenta, il dramma francese diretto da Thierry de Peretti che racconta ascesa e caduta di un giovane che negli anni ’90 ha l’ambizione di cambiare la politica della sua isola, la Corsica, ma il suo impegno, sincero quanto violento, sarà infranto per la lotta tra clan e mafie locali.

Anche se "Una vita violenta" nasce da eventi realmente accaduti, esplora una zona più mentale e storica. Si occupa di elementi del passato che perseguitano il presente. Una vita violenta è un racconto epico sulla storia di una generazione.

Thierry de Peretti - Regista

 

Il cast del film: Jean Michelangeli, Henri-Noël Tabary, Cédric Appietto, Marie-Pierre Nouveau, Délia Sepulcre-Nativi, Dominique Colombani, Paul Garatte, Jean-Étienne Brat, Anaïs Lechiara e Paul Rognoni.

 

 

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La trama ufficiale:

 

Nonostante la minaccia di morte che pesa sulla tua testa, Stéphane decide di tornare in Corsica per partecipare al funerale del suo migliore amico e compagno d’armi, Christophe, ucciso il giorno prima. Per Stéphane è l’occasione di ricordare gli eventi che hanno condotto lui, un intellettuale piccolo borghese di Bastia, a passare dalla piccola criminalità alla radicalizzazione politica e alla clandestinità.

 

 

NOTE DI REGIA

 

Sono nato e cresciuto in Corsica, e ancora oggi passo qui metà del mio tempo. Ho un legame forte con l’isola. La mia famiglia, alcuni dei miei amici e molti dei miei cari vivono lì. Ho sempre trovato molto difficile spiegare ai miei amici, alle persone che incontravo o ai miei colleghi di Parigi o altrove, il posto da cui venivo, e non soltanto dal punto di vista geografico. Io non sono cresciuto in un luogo arcaico e fuori del tempo, e proprio come i miei coetanei anch’io ho ascoltato gli Smiths e guardato Uomini veri di Philip Kaufman, Dal profondo della notte di Wes Craven o Police di Maurice Pialat. Certo, la mia infanzia e adolescenza sono state segnate da un clima di violenza politica e da una profonda confusione. Gli abitanti della Corsica della mia generazione sono stati tutti testimoni o protagonisti, a vari livelli, di violenza e omicidi, vendette, attentati, famiglie decimate. Tutti noi abbiamo avuto amici che hanno scelto il sentiero più impervio, incontrato le persone sbagliate, oppure, senza mezzi termini, perduto le loro vite. Ho cercato di fare del mio meglio per dare conto accuratamente di queste due condizioni, questi due mondi che sono mescolati e fusi tra loro... Uno è il mondo in cui la società è pervasa, come altrove, dagli eventi e dalla confusione. Un altro invece è quasi un infra-mondo, entrambi problematici e oscuri, in cui la società è ossessionata dal sangue, dalla follia e dal territorio. Sono interessato a quel periodo in cui dozzine di giovani Corsi furono uccisi brutalmente, spesso per ragioni oscure, anche se sembrava che avessero imboccato la strada cattiva del radicalismo politico o del crimine. Filmare quel periodo significa affrontare temi come l’origine della violenza, e interrogarsi su quelli che affliggono l’isola oggi. Il film non ha una prospettiva storica, ovvero tratta di storia e di politica, ma soprattutto della Francia. Il film è un omaggio a tutti quei giovani che si sono persi o sono stati uccisi. Ma è anche la promessa di un dialogo tra una generazione dimenticata, persa e abbattuta e un’altra, ancora viva e vegeta, rappresentata sullo schermo dai suoi predecessori. [Thierry de Peretti]

 

 

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