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Abbasso il buonismo: i 5 film horror da vedere a Natale

Chi l’ha detto che a Natale bisogna essere tutti più buoni? Qui a Cineblog siamo più cattivi, e vi proponiamo i film horror da vedere in questi giorni!

Scusate, ma quando sento parlare di Natale mi viene leggermente da vomitare. Il cinismo fa parte del mio Dna (e della mia formazione), e quindi va da sé che tento di combattere in ogni modo il buonismo che dilaga in questi giorni. Se anche voi siete appassionati di horror, però, saprete benissimo che un metodo ce l’abbiamo…

Questo post è dedicato a tutti coloro che, come il sottoscritto, non sopportano il Natale e preferiscono rispolverarsi le care, vecchie vhs (RIP), e riassaporare qualche classicone di genere. A tema natalizio, certo. Cineblog propone i suoi titoli horror da vedere a Natale: 5 film (tra cui un ex-aequo, capirete perché) + 1 “bonus”. No, non simil-horror alla Gremlins: qui facciamo “sul serio”.

Ma non ci sono solo i tizi matti vestiti da Babbo Natale (anche se non mancano, va da sé…). Dagli ovvi slasher che ogni fan dell’horror si aspetta di trovare nella Top 5 si passa ai rape & revenge, e dai film ad episodi di una volta passiamo ai cult recenti. Insomma: la redazione ha deciso di darvi qualche piccola idea “alternativa” ai soliti film malinconici e a quelli che vedrete per la centesima volta in tv. Ce n’è per tutti i gusti.

Dopo il salto, i film horror da vedere a Natale.

5 film horror da vedere a Natale

Racconti dalla tomba (Tales from the Crypt, Freddie Francis, 1972): film ad episodi simil-Hammer con tanto di cornice, e non esattamente un film natalizio. Però uno degli episodi vede un maniaco vestito da Babbo Natale, che assedia una “povera” donna uxoricida (Joan Collins) in casa. Gli altri capitoli, col Natale, non c’entrano nulla. Ma – e ditemi il contrario! – è proprio l’atmosfera della pellicola che “fa tanto Natale”. Divertente, deliziosamente “moralista” secondo la legge del contrappasso, e con alcuni spaventi davvero genuini. Sottovalutato e praticamente dimenticato da tutti. Da rigustare da soli, nel cuore della notte, sotto il piumone e con cioccolata calda.

Un Natale rosso sangue (Black Christmas, Bob Clark, 1974): ragazze di una confraternita ammazzate una ad una nella loro villetta. Il film horror di Natale per antonomasia. Prima di Halloween, con tanto di soggettiva dell’assassino, uno dei migliori slasher mai realizzati: regia attenta, atmosfera impagabile, finale in pianosequenza da pelle d’oca. Con Olivia Hussey e Margot Kidder (la Lois Lane di Superman). Una visione obbligatoria: e non dite che siete appassionati di horror se non l’avete mai visto. Ora arriva la vostra occasione. Conosciuto anche come Silent Night, Evil Night, giusto per complicare le cose con Silent Night, Deadly Night. Con un evitabile remake diretto da Glen Morgan.

L’ultimo treno della notte (Aldo Lado, 1975): due giovani ragazze partono da Monaco su un treno per passare le vacanze di Natale a Verona dalla famiglia. Incontrano due balordi ed una strana signora borghese: inizia un incubo. Praticamente il remake non dichiarato de L’ultima casa a sinistra di Craven, che all’epoca aveva solo tre annetti. Ma è un rape & revenge curioso proprio perché italiano, e nel quale si respira addirittura aria di terrorismo (quelle “bombe” sul treno…). Con un paio di trovate davvero forti, tra cui un uso “improprio” di un coltellino… Inquietante Macha Méril, nello stesso anno di Profondo Rosso. Didascalico e discutibile: ma è un tipo di cinema che oggi ci scordiamo.

Natale di sangue (Silent Night, Deadly Night, Charles E. Sellier Jr., 1984): probabilmente uno dei peggiori film della Storia del Cinema, e ci dispiace per il suo nutrito fanbase. Ma hey, siamo comunque con voi: lo riteniamo talmente brutto che è quindi imperdibile (e meglio di Christmas Evil)! Un bimbo vede i suoi genitori venir brutalmente assassinati da un killer vestito da Babbo Natale: cresce in un orfanotrofio e gli si scatena l’istinto omicida. Stra-scult l’entrata in scena involontariamente queer di Robert Brian Wilson, che interpreta il protagonista a 18 anni. Con la scream queen Linnea Quigley, infilzata sulle corna di un cervo con tette al vento. E credeteci: di inutili e gloriose inquadrature di tette ce ne sono a iosa. Con quattro sequel, di cui uno diretto da Brian Yuzna e un altro addirittura da Monte Hellman. Da rivedere con gli amici il 25 dicembre, per digerire. Regole: birra e rutto libero.

À l’intérieur (Alexandre Bustillo e Julien Maury, 2007) e The Children (Tom Shankland, 2008): ambarabaciccicoccò… Che film europeo recente guardarsi la notte di Natale? Fate la vostra scelta tra gore copioso ed atmosfera. Che poi, in realtà, al primo non manca l’atmosfera, e al secondo non mancano zampate splatter e violente (soprattutto sui bambini…). Se cercate la storia di una donna sola e incinta, assediata da una donna vestita in nero che le darà filo da torcere e la torturerà in ogni modo, buttatevi sul primo: astenersi anime candide. Se cercate un incrocio tra Il Presagio e Them, con bambini inquietanti ed un crescendo di inspiegabile follia, buttatevi sul secondo: astenersi “moralisti”. Cosa c’entrano col Natale? Sono ambientati tra il 24 e il 25 dicembre. Alternativi.

Racconti dalla tomba
Un Natale rosso sangue
L\'ultimo treno della notte
Natale di sangue
À l\'intérieur
The Children

Il film horror del Natale 2012: Silent Night

Silent Night (Steven C. Miller, 2012): il remake (o reboot?) di Natale di sangue. Col quale, tuttavia, c’entra poco o nulla. Si tratta di un film completamente diverso, che ha una storia tutta sua e che non cerca nemmeno troppo i collegamenti con l’originale. Certo, un paio di scene sono riprese dal film di Sellier: il nonno rimbambito che si sveglia giusto per avvertire che il Natale è brutto e cattivo, ed una ragazza infilzata sulle corna di un cervo. Uno slasherino a suo modo “decente”, che riesce quasi a divertire grazie ad un paio di uccisioni davvero notevoli. Gloriosa quella della top model (con tette al vento: citazione?) messa a forza nel woodchipper. Poi però le cose negative battono ai punti quelle positive: tra queste, un Malcolm McDowell costretto a gigioneggiare e a pronunciare frasi comiche ogni due secondi (“Don’t put avocado on the burger”), ed una parte finale davvero deludente. Ma è sopraffina la citazione al capitolo 2, con quel “garbage’s day” diventato un tormentone su Youtube:

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