Men in Black International, la recensione: dimenticabile e poco esaltante reboot

Dopo i Ghostbusters al femminile di Paul Feig, la Sony rilancia un'altra saga.

Dimenticare Barry Sonnenfeld, regista dei primi tre capitoli, ma soprattutto Will Smith e Tommy Lee Jones. Per riuscire nella tutt'altro che semplice impresa la Sony si è affidata a F. Gary Gray, regista di Fast & Furious 8, al Dio Thor Marvel Chris Hemsworth, già pesantemente scivolato con il reboot dei Ghostbusters, e alla sua collega di set in Ragnarok, Tessa Thompson, chiamata a bilanciare l'inevitabile parità di sesso che negli ultimi anni ha preso finalmente piede anche ad Hollywood.

Men in Black International è un reboot a tutti gli effetti, che faticosamente prova a riavviare una saga ferma dal 2012, quando il discusso MIB 3 riuscì contro ogni previsione ad incassare 624,026,776 dollari in tutto il mondo. Tratto dall'omonima serie a fumetti di Lowell Cunningham, e basato sull’idea che ci sono alieni di altri pianeti che vivono tra noi, Men in Black 4 introduce nuovi agenti, alieni e location, provando immancabilmente ad aggiornare un franchise fantascientifico dal chiaro potenziale, anche solo in termini di merchandising.

Peccato che gli sceneggiatori Art Marcum e Matt Holloway, già visti all'opera con Iron Man e Transformers: The Last Knight, abbiano partorito uno script dai toni esageratamente leggeri, e soprattutto dall'intreccio narrativo drammaticamente scontato. Tutto, presunto colpo di scena finale in primis, è prevedibile, mentre il gigante Hemsworth fatica terribilmente ad uscire dai panni del belloccio idiota formato action. Un tonto, il suo agente H, a dir poco fastidioso, anche se nel finale tiratissimo in qualche modo 'motivato'.

Al suo fianco si fa strada una Thompson gagliarda e tosta, ma spalla di una coppia la cui alchimia tarda a fare breccia. Impossibile non pensare al duo Smith/Jones, che fece furore nel 1997 e nel 2002, con Gary Gray e i due sceneggiatori intenti ad ampliare il raggio d'azione dei (Wo)Men in Black, come da titolo Internazionali, tanto da spaziare tra Londra, Parigi, Marrakech e un isolotto vicino Napoli. La sfornata di nuovi alieni, più o meno originali, non riesce a coprire tutte quelle mancanze di scrittura che con il passare dei minuti si fanno sempre più preoccupanti, rendendo MIB 4 tendenzialmente noioso, e a tratti particolarmente cretino.

Indirizzato ad un pubblico ancor più giovane del solito, con mostriciattoli tutti occhioni e dalla battuta pronta, il film si sforza costantemente nell'essere divertente, incalzante, sorprendente, senza mai riuscire nell'intento. Anzi. L'azione c'è ma non è mai spettacolare, così come la massiccia CG risulta essere tutt'altro che impeccabile, con Liam Neeson e Rebecca Ferguson ulteriori new entry e la splendida Emma Thompson confermatissima nel ruolo di capo dei MIB.

C'è da affrontare una nuova minaccia, una razza aliena capace di assumere l’aspetto di chiunque, con il veterano e pluridecorato agente H (Chris Hemsworth) e la determinata recluta M (Tessa Thompson) costretti ad unire le loro forze pur di salvare il Pianeta. Ancora una volta. Nulla di nuovo sotto gli occhiali scuri, se non l'intenzione di far virare il genere buddy movie verso la parità di genere, e un mancato adeguatamento alle novità dei nostri giorni, perché il celebre sparaflash non può chiaramente più bastare in una società in cui tutti siamo costantemente connessi h24, tra videofonini e social. Possibile che nessuno riesca ad immortalare costoro che distruggono città, combattendo spaventosi mostri? Ciò che manca, in MIB 4, è il coraggio, il provare ad osare, a cambiare drasticamente qualcosa che è già stato visto e digerito, mentre gli spiegoni si sommano l'uno sull'altro e lo scontro finale, risolutivo, si consuma incredibilmente in pochi attimi.

Gary Gray e i due sceneggiatori hanno tramutato un fenomeno pop dall'ironia pulp e spiazzante in un banale blockbuster per ragazzini, provando inopinatamente a scimmiottare i titoli Marvel degli ultimi anni. Con scarso successo.

Voto di Federico 5

Men in Black International (Fantascienza, commedia, Usa, 2019) di F. Gary Gray; con Chris Hemsworth, Tessa Thompson, Liam Neeson, Emma Thompson, Rafe Spall, Rebecca Ferguson, Kumail Nanjiani, Nasir Jama, Viktorija Faith, Anatole Taubman, Ruth Horrocks, Bern Collaço, Joakim Skarli, Hiten Patel, Tuncay Gunes, Adrian Alvarado, Stephen Samson, Mandeiya Flory - uscita giovedì 25 luglio 2019.

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