Diamantino - Il Calciatore più forte del Mondo: trailer e poster italiano

Esce anche nelle sale d'Italia il folgorante esordio di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Uscirà al cinema il 15 agosto prossimo grazie a I Wonder Pictures Diamantino - Il Calciatore più forte del Mondo, primo lungometraggio di Gabriel Abrantes e Daniel Schmidt.

Il film, che ha conquistato la Settimana della Critica al Festival di Cannes 2018, strappando anche una candidatura agli European Film Awards, è una produzione franco-brasiliano-portoghese che narra l’ascesa, la caduta e la rinascita di un calciatore di fama mondiale. Una fiction pop sul mondo del calcio, il cui finale vuole essere un messaggio di amore universale e di speranza nel futuro.

Diamantino è un campione di calcio di fama mondiale. È un Cristiano Ronaldo, un piede d’oro, un genio del Pallone inarrestabile. Finché un brutto giorno, tutto il genio sparisce irrimediabilmente nel nulla. Attraverso le bizzarre vicende del suo protagonista, Diamantino si veste da commedia divertente per giocare con intelligenza sull’universo del calcio.

Protagonisti Joana Barrios, Abílio Bejinha, Chico Chapas, Carloto Cotta e Vítor de Almeida.

"Diamantino è l’unione di fantascienza, horror, noir e commedia romantica. Una favola nera per adulti. Lontano dall’essere ambientato in un luogo da “C’era una volta”, la storia racconta i conflitti attuali. È la storia di due amanti maledetti, nel mezzo della crisi dei rifugiati, dove regna un clima da estrema destra", ha sottolineato Daniel Schmidt. Volevamo un personaggio semplice, iconico, carismatico, come Balthazar in Au Hasard Balthazar. Volevamo la coppia romantica più improbabile, divertente e sexy, come Katharine Hepburn e Cary Grant in Susanna! 
Volevamo una descrizione politica schizofrenica che rispecchiasse la follia della nostra realtà, un po’ alla South Park o Vogliamo vivere! di Lubitsch fino ad Iron Man. Volevamo una favola come Cenerentola. Diamantino è un’icona, un mito, che si ritrova dentro una storia d’amore affascinante e improbabile, imbrigliato in una miriade di macchinazioni politiche, ma "tutto è bene e quel che finisce bene", ha concluso Gabriel Abrantes.

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