Il mio profilo migliore: trailer italiano del film con Juliette Binoche

Il mio profilo migliore: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico con Juliette Binoche nei cinema italiani a ottobre 2019.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Dopo le tappe al festival di Berlino e al Biografilm di Bologna arriva in sala a ottobre, distribuito da I Wonder Pictures, Il mio profilo migliore (Who You think I am) che vede protagonista Juliette Binoche.

In questo film l'attrice francese premio Oscar per Il paziente inglese interpreta Claire, una splendida cinquantenne che – “caduta” nella rete del web - si dimezza l’età spacciandosi per una ventenne tramite un falso profilo social.

Tratto dall'omonimo romanzo di Camille Laurens e diretto da Safy Nebbou, il film racconta la deriva nella virtualità dei social media di questa affascinante e colta cinquantenne, madre single di due figli, seguendola da diverse prospettive. Anche se tutto si svolge nel mondo della rete, i sentimenti che nascono tra Claire e l’uomo “incontrato” sul web, sono assolutamente veri. Claire soccombe al fascino del suo mondo parallelo, fino a quando la realtà comincia a confondersi.

 

 

La trama ufficiale:

 

Claire ha 50 anni, è separata, ha due figli e ha una relazione con Ludo, un uomo più giovane di lei. Un giorno ha un’idea: per spiare il suo ex amante crea un profilo falso su Facebook. Adesso è Clara, una ragazza di 24 anni, affascinante e attraente. Ma l’amore è dietro l’angolo… e dopo aver conosciuto il giovane Alex, un amico di Ludo, tra i due nasce un’attrazione virtuale. Claire sembra diventata improvvisamente la ragazza di un tempo e tra chiacchiere e confessioni notturne al telefono, messaggi e chat, finirà per innamorarsi veramente di Alex. Claire/Clara si renderà conto che il mondo che ha creato si basa sulle menzogne, mentre i sentimenti che sta vivendo sono reali. Una storia d’amore ai tempi dei social network, un ritratto libero e non banale di una donna di cinquant’anni alle prese con una nuova e ritrovata felicità, con una straordinaria Juliette Binoche.

 

Il regista Safy Nebbou racconta la scelta di adattare il romanzo di Camille Laurens.

Ho scoperto il romanzo grazie alla newsletter pubblicata da Gallimard. Ho espresso subito il desiderio di leggerlo, ancora prima che fosse pubblicato. E l'ho divorato tutto d'un fiato. Un vero colpo di fulmine! Leggendolo ho pensato subito a Rashomon di Kurosawa dove ciascuno, a turno, racconta la sua verità. Ho anche pensato a La donna che visse due volte di Hitchcok, dove James Stewart è innamorato dell’immagine di una donna fantasma. Ma anche a Marivaux e il suo Le false confidenze, a Choderlos de Laclos e Le relazioni pericolose, a Borges, Pirandello… Michel Saint Jean, il mio produttore, era entusiasta quanto me. Abbiamo quindi deciso di sviluppare la sceneggiatura. "Il mio profilo migliore" è il nostro terzo film insieme, dopo L’Empreinte de l’ange e Comme un homme.

 

Nebbou rivela che si è riconosciuto in questa storia dal momento che ha vissuto personalmente qualcosa di molto simile.

Io stesso sono stato ingannato da una donna sui social network! Una donna dell’età di Claire, che ha finto di essere più giovane, come lei. Questa storia, vedi che sto parlando di "storia", mi è accaduta mentre stavo scrivendo l'adattamento de "Il mio profilo miglior"e. Incredibile, no? Ho parlato con questa “falsa identità” per 3 mesi prima di scoprire l’inganno. Come Claire, anche lei aveva usato una foto di un’altra. Devo dire di essermi ispirato a questa vicenda per scrivere il film, riutilizzando anche qualche “chat” che mi sono scambiato con quella donna. E' pazzesco e allo stesso tempo abbastanza logico! Posso dire che Claire, come la donna che mi ha ingannato, è anche un’abile sceneggiatrice dal momento che ha scritto la sua vita dandosi un ruolo, come un'attrice o una regista. È qua che si trova il punto di unione tra il cinema, in generale, con il mio film, in particolare. Posso dire, azzardando, che "Il mio profilo migliore" è il mio film che più evoca il cinema, con dei riferimenti a Hitchcock nella prima parte e a Truffaut o Sautet nella seconda.

 

 

 

 

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