Luca Barbareschi: "Avevamo ritirato J'Accuse da Venezia e chiesto le dimissioni di Lucrecia Martel"

Lucrecia Martel ha dovuto cedere al Leone d'Argento nei confronti di Roman Polanski, dopo averlo attaccato ancor prima del via di Venezia 76.

Sono stati 15 giorni infinitamente lunghi per l'86enne Roman Polanski, in Concorso alla 76esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e ancor prima del via attaccato dalla presidente di giuria Lucrecia Martel, che tornò sui fatti giudiziari del regista, al Lido con J'Accuse.

L'ufficiale e la spia, questo il titolo italiano, è stato poi acclamato dalla stampa, tanto da vincere il FIPRESCI come miglior film del concorso, e rumor alla mano avrebbe duellato fino all'ultimo per la Palma d'Oro. "Mai unanimità, su nessun film. Tutti hanno rispettato Dreyfus, che è piaciuto con sfumature diverse", ha rivelato il giurato Paolo Virzì a LaRepubblica. Alla fine dei giochi la pellicola è uscita dalla Mostra con un Leone d'argento - Gran premio della giuria, 2° premio del Concorso dopo il Leone d'Oro.

Luca Barbareschi, attore nonché produttore della pellicola, ha svelato a LaRepubblica quanto avvenuto in quei concitati giorni, quando la regista argentina decise di terremotare il Festival, attaccando un regista in Concorso ancor prima di aver visto la sua ultima opera.

Chapeau al direttore Barbera. Questo dà a Venezia una legittimità artistica enorme. Ha riportato la bilancia sul fatto che la Mostra è libertà ed esprime giudizi sull'arte. Ho parlato con la presidente Martel, le ho detto il mio pensiero. Quando siamo arrivati abbiamo ritirato il film dal Concorso e ho chiesto le sue dimissioni. Tanto che ha dovuto fare un comunicato per smentire quello che aveva detto. Sono state settimane di sofferenza. Come ci può essere serenità di giudizio con una persona che a priori dice quello che lei ha detto? Un presidente di giuria non può esprimere giudizi sui film, non deve parlarne con nessuno.

Concetti che non fanno una piega, quelli espressi da Barbareschi, indirettamente confermati dallo stesso giurato Virzì.

Le dichiarazioni della Martel hanno creato tensioni. La sera stessa le ho detto che era stata fraintesa. "Perché non fai una smentita?", le ho detto, cosa che lei ha fatto. E nel momento in cui ci siamo resi conto che il film ci era piaciuto molto abbiamo detto che questa cosa ci metteva in difficoltà, perché qualunque decisione avessimo preso sarebbe stata commentata in una sorta di retro pensiero.

A vincere, alla fine, è stato il Joker di Todd Phillips, vera sorpresa finale di Venezia 76.

Neanche quello all'unanimità. Secondo qualcuno non aveva bisogno di un Leone d'Oro. A me colpisce che la Warner abbia potuto produrre un film così radicale e pazzo nello sguardo verso la ferocia del presente.

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