James Dean in CGI: si pianificano altre “resurrezioni” di leggende di Hollywood

Il team di effetti visivi dietro la resurrezione di James Dean nel prossimo film di guerra “Finding Jack” sta già pensando ad altre potenziali “resurrezioni”.

Dopo la controversia sortita online alla notizia di un James Dean interamente digitale come protagonista di un nuovo film sulla guerra del Vietnam, arriva la notizia che il team di effetti visivi che si sta occupando della defunta star scomparsa a 24 anni è intenzionata a riportare altre celebrità defunte sul grande schermo.

Secondo quanto riferito l’obiettivo di questa azienda, la Worldwide XR, è utilizzare repliche digitali in altri film e progetti di realtà virtuale. Attualmente Worldwide XR detiene i diritti di oltre 400 celebrità decedute.

Qualcuno ricorderà le parole di coloro che all’epoca del film Final Fantasy evocavano lo spauracchio un futuro fatto di “soli” attori digitali, il film fu un flop e i personaggi creati con l’ausilio di CG erano bellissimi ma palesemente “finti”. Poi sono arrivati i cameo di attori defunti come il Grand Moff Tarkin di Peter Cushing riportato nello spin-off Rogue One: A Star Wars Story, un lavoro magistrale che però poteva reggere solo per alcune scene, e non certo per un intero film, e nel caso di Cushing l’operazione appariva come un tributo all’attore e non come un escamotage per sfruttare economicamente l’immagine di un attore defunto. Nel caso di un James Dean digitale protagonista di un intero film è naturale che sorgano dubbi su una tale operazione, e ora la notizia di nuove potenziali “resurrezioni” rafforza l’idea di un’operazione commerciale su larga scala più che del tentativo di omaggiare questa o quell’icona. La recitazione è un’arte spesso sottovalutata, vedi confondere un ottimo doppiaggio con le reali capacità di trasmettere emozioni di un attore. L’unico modo per rendere omaggio ad un attore come James Dean è quello di perpetuarne l’eredità attraverso i suoi film, e non con qualcosa che sembra James Dean ma in realtà non lo è affatto, per quanto si voglia fortemente credere che lo sia.

 

Fonte: Variety / Joblo.com

 

 

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