Torino 2019, Dio è donna e si chiama Petrunya: trailer italiano del film di Teona Mitevska

Dio è donna e si chiama Petrunya: video, trailer, poster, immagini e tutte le informazioni sul film drammatico di Teona Mitevska nei cinema italiani dal 12 dicembre 2019.

[Per visionare il trailer clicca sull'immagine in alto]

 

Il 12 dicembre arriva nei cinema italiani, con Teodora Film, Dio è donna e si chiama Petrunya, film rivelazione dell’ultimo Festival di Berlino, che verrà presentato in anteprima italiana il prossimo 24 novembre al Torino Film Festival. La regista Teona Mitevska sarà a Torino anche nella giuria del festival e le sarà dedicata una retrospettiva completa.

Capace di unire impegno e ironia in una storia al femminile dalla forza dirompente, Dio è donna e si chiama Petrunya è un grido di libertà contro ogni pregiudizio, già accolto con entusiasmo da pubblico e critica a Berlino e destinato a diventare un caso anche in Italia.

 

La trama ufficiale:

 

Disillusa dalla vita e senza un lavoro, la giovane Petrunya si ritrova per caso nel mezzo di un’affollata cerimonia religiosa riservata agli uomini: una croce di legno viene lanciata nel fiume e chi la recupera avrà un anno di felicità e prosperità. Con aria di sfida, anche Petrunya si getta in acqua, riuscendo a prendere la croce per prima, nello scandalo generale: mai a una donna era stato permesso di partecipare all’evento e tanto meno di vincere. Tutto il paese sembra unito nel chiederle di restituire la croce, con le buone o con le cattive, ma Petrunya è decisa a non arrendersi e a tenerla con sé a ogni costo…

 

 

Il cast del film: Zorica Nusheva nei panni di Petrunya, Labina Mitevska, Simeon Moni Damevski, Suad Begovski, Stefan Vujisic, Violeta Shapkovska e Xhevdet Jashari.

Ispirato a un evento realmente accaduto, il film consacra la regista Teona Mitevska come una delle voci femminili più originali del cinema di oggi, oltre ad essere tra i tre finalisti del prestigioso Premio LUX del Parlamento Europeo.

 

NOTE DI REGIA

 

Il lancio della croce in acqua è una tradizione tipica dei paesi ortodossi e si svolge il 19 gennaio di ogni anno. Nel 2014 a Štip, in Macedonia, è stata una donna a recuperarla e il suo gesto è stato considerato oltraggioso dalla comunità locale e dalle autorità religiose, non essendo di fatto permesso alle donne di partecipare al rituale. Questo è l’evento realmente accaduto che ci ha fornito lo spunto per Dio è donna e si chiama Petrunya. In molti mi chiedono se è un film femminista, ma ogni film con un personaggio femminile fuori dagli schemi e dai ruoli consueti è un film femminista. È difficile per me anche immaginare di essere una donna e non essere femminista, non fare propri cioè dei principi necessari di giustizia e uguaglianza. Petrunya è un simbolo di modernità che si oppone a ben due poteri consolidati, la Chiesa e lo Stato. È un personaggio che cambia nel corso del film ed è la sua sete di giustizia a farle mettere da parte l’umiltà inziale e trasformarla in ciò che realmente è: una donna consapevole dei propri diritti che incarna la forza del cambiamento.

 

Nata a Skopje, in Macedonia del Nord, da una famiglia di artisti, Teona Mitevska inizia a lavorare nello spettacolo come attrice fin da bambina. Dopo gli studi di grafica e pittura, ottiene un Master in Fine Arts alla Tisch School of Arts di New York. Il suo primo cortometraggio, Veta, viene premiato al Festival di Berlino nel 2002, mentre il suo esordio nel lungometraggio, How I Killed a Saint (Kako ubiv svetec, 2004) è in concorso al Festival di Rotterdam. Il film è anche il primo prodotto dalla “Sisters and Brother Mitevski”, la casa di produzione che Teona fonda insieme alla sorella Labina (che in Petrunya interpreta anche il ruolo della giornalista televisiva) e al fratello Vuk, scenografo. Nel 2007 Teona firma I Am from Titov Veles (Jas sum od Titov Veles), che ottiene il Premio speciale della giuria al Festival di Sarajevo e viene selezionato a Toronto, Berlino (Panorama) e Cannes (nella sezione indipendente ACID). Anche The Woman Who Brushed Off Her Tears è presentato nel 2012 con successo al Festival di Berlino, nella sezione Panorama, mentre l’anno successivo la regista gira Teresa and I, un documentario su Madre Teresa che ne ripercorre vita e opere attraverso il punto di vista di una donna di oggi. Dopo When the Day Had No Name (2017), ancora in concorso a Berlino nella sezione Panorama, Dio è donna e si chiama Petrunya è il primo film di Teona che entra nel concorso principale del festival, ricevendo un’accoglienza entusiastica da parte di pubblico e critica e ottenendo il Guild Film Prize assegnato dai cinema tedeschi e il Premio della Giuria Ecumenica. Teona Mitevska vive attualmente a Bruxelles, con suo figlio Kaeliok.

 

 

 

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