Roubaix, une lumiere: trailer, trama e foto del poliziesco noir con Léa Seydoux

Dopo la tappa in concorso al Festival di Cannes, arriva nei cinema italiani “Roubaix, une lumiere” di Arnaud Desplechin, un noir ispirato ad un caso di cronaca nera.

[Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

 

Dopo la tappa in concorso al Festival di Cannes, il prossimo aprile Nomad Pictures porterà nei cinema italiani Roubaix, une lumiere (Oh Mercy!), un poiliziesco a tinte noir francese ispirato ad un caso di cronaca nera realmente accaduto a Roubaix nel 2002.

 

La trama ufficiale:

 

Notte di Natale a Roubaix. Il capo della polizia Daoud gira per la città nella quale è cresciuto. Macchine bruciate, liti violente…Alla stazione di polizia, Louis Coterelle è il nuovo arrivato, fresco di accademia. Daoud e Louis dovranno investigare sull’omicidio di un’anziana signora. Due giovani donne vengono interrogate. Claude e Marie – indigenti, alcoliste, amanti…

 

Il film è diretto dal regista Arnaud Desplechin (Racconto di Natale, Jimmy P., I fantasmi d’Ismael) e interpretato da Léa Seydoux, la Bond girl del film Spectre, Roschdy Zem (Alaska), Sara Forestier (A testa alta), Antoine Reinartz (Alice e il sindaco), Sébastien Delbaere, Elléonore Lemattre, Roxane Dubart, Antoni Mignon, Christophe Hennart, Christophe Filbien e Chloé Simoneau.

 

 

[quote layout=”big” cite=”Arnaud Desplechin]Al centro del film c’è la questione dell’inumano. Chi è umano, chi non lo è più? Attraverso lo sguardo dell’ispettore Daoud, tutto si mostra profondamente umano. La sofferenza come il crimine.[/quote]

 

NOTE DI REGIA

 

Come indica il prologo della sceneggiatura: non ho voluto lasciare nulla all’immaginazione, inventare nulla, ma ho voluto rielaborare delle immagini viste in televisione dieci anni fa e che da allora mi hanno perseguitato. Perché non ho mai potuto dimenticare queste immagini? Perché solitamente, riesco a identificarmi solo con le vittime. Non mi piacciono troppo i carnefici. E per la prima e unica volta nella mia vita, in due criminali ho scoperto due sorelle. Ho voluto considerare le crude parole delle vittime e dei colpevoli come la più pura poesia che esista. L’ho considerato come un materiale sacro, cioè: un testo che non finiremo mai d’interpretare. Come spettatore, ho le vertigini di fronte alla colpevolezza e all’ ingenuità di queste due assassine.

Un solo film è stata la mia guida cinematografica: Il ladro di Hitchcock. Una notizia restituita alla sua brutalità, alla sua nudità e al suo enigma. L’enigma della verità. Sappiamo come Hitchcock abbia spinto la sua ossessione per il realismo fino al punto di filmare negli stessi luoghi degli eventi e usando i testimoni nei loro propri ruoli. [Arnaud Desplechin]

 

 

 

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