Volevo nascondermi: 10 pittori al cinema

10 film biografici su grandi pittori: dal Ligabue di Elio Germano al Van Gogh di Willem Dafoe.

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Elio Germano ha recentemente conquistato uno strameritato premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Berlino per il suo intenso ritratto di Antonio Ligabue nel biopic Volevo Nascondermi di Giorgio Diritti. Nel film si racconta vita e arte del celeberrimo pittore e scultore già interpretato in un’altra memorabile performance da Flavio Bucci nello sceneggiato RAI “Ligabue” del 1977.

Abbiamo colto l’occasione del premio a Germano e dell’uscita del film nelle sale, purtroppo molto breve causa emergenza coronavirus, per stilare una classifica con 10 biopic che hanno raccontato vite, tormenti, amori ed estro artistico di altrettanti pittori spesso all’insegna del binomio “genio e sregolatezza”.

 

 

1. Volevo nascondermi (2020)

 

Antonio Ligabue (Elio Germano) viene espulso dalla Svizzera in Italia e per anni vive in povertà nelle pianure alluvionali del Po, ma non rinuncia mai alla sua passione per il disegno. Il film racconta la storia di Antonio Ligabue, un solitario rivoluzionario nell’arte moderna.

Ligabue non visse mai con la sua vera famiglia, in tenerà età venne affidato a Johannes Valentin Göbel ed Elise Hanselmann, una coppia di svizzeri tedeschi senza figli di svizzeri. Sin dall’infanzia il futuro artista attraversò grandi disagi amplificati dalle patologie di cui era affetto (rachitismo e gozzo), condizioni che ne compromisero lo sviluppo fisico, mentale e psichico.

Elio Germano per il ruolo di Ligabue ha vinto il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Berlino 2020.

La storia di Antonio Ligabue è stata già raccontata nei documentari degli anni sessanta “Il paese del sole a picco” (1960) e “Antonio Ligabue, pittore” (1962); nello sceneggiato Rai “Ligabue” del 1977 con protagonista Flavio Bucci; nel film documentario “Antonio Ligabue: fiction e realtà” del 2009 narrato da Flavio Bucci; nel docufilm “Antonio Ligabue, L’Uomo” del 2015. Inoltre il 9 maggio 2019 la casa editrice Chiarelettere ha pubblicato “Il genio infelice” un romanzo del giornalista Carlo Vulpio sulla vita di Antonio Ligabue.

 

 

2. Van Gogh – Sulla soglia dell’eternità (2018)

 

Durante un esilio autoimposto ad Arles e Auvers-Sur-Oise, in Francia, il pittore olandese Vincent van Gogh (Willem Dafoe) sviluppa il suo stile pittorico unico e colorato. Mentre è alle prese con la religione, la malattia mentale e un’amicizia tumultuosa con l’artista francese Paul Gauguin (Oscar Isaac), Van Gogh inizia a concentrarsi sul suo rapporto con l’eternità piuttosto che sul dolore che la sua arte gli provoca nel presente.

Willem Dafoe per il ruolo di Van Gogh in questo film ha ricevuto candidature al Premio Oscar e Golden Globe e vinto una Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile al Festiva di Venezia.

Il film ritrae la teoria proposta da Steven Naifeh e Gregory White Smith, autori della biografia del 2011 “Van Gogh: The Life” che sostengono che Vincent van Gogh non si sparò il 27 luglio 1890, ma credono invece che l’artista sia stato accidentalmente colpito dal fratello di un amico sedicenne.

 

 

3. Il mio piede sinistro (1989)

 

Christy Brown (Daniel Day-Lewis) è nato con una paralisi cerebrale in una grande famiglia povera irlandese. Sua madre, la signora Brown, riconosce l’intelligenza e l’umanità nel ragazzo che tutti gli altri considerano poco più che un vegetale. Alla fine Christy si trasforma in un artista irascibile che usa il suo piede sinistro per scrivere e dipingere.

Daniel Day-Lewis per il ruolo in questo film ha ricevuto la sua prima candidatura all’oscar, una nomination al Golden Globe e ha vinto un BAFTA al miglior attore protagonista.

Il film è Basato sulla vera storia di Christy Brown e adattato dalla sua autobiografia “Il mio piede sinistro”.

Molte scene sono state girate attraverso uno specchio, in quanto Daniel Day-Lewis poteva solo manipolare il piede destro per eseguire le azioni viste nel film. Day-Lewis ha insistito per rimanere sulla sua sedia a rotelle tra una ripresa e l’altra.

 

4. Surviving Picasso (1996)

 

Il film racconta la storia di Françoise Gilot (Natascha McElhone), l’unica amante di Pablo Picasso (Sir Anthony Hopkins) abbastanza forte da resistere alla feroce crudeltà per cui l’artista era noto.

Il film è basato sul libro “Picasso: creator and destroyer” di Arianna Huffington e su alcuni capitoli dal libro “Vivre avec Picasso” di Françoise Gilot.

Il regista James Ivory e la sua casa di produzione Merchant Ivory hanno affrontato forti obiezioni da parte di Françoise Gilot e di suo figlio Claude, durante la realizzazione di questo film. Claude Picasso si è incontrato una volta con il team Merchant Ivory, ma poi ha fortemente obiettato alla realizzazione di questo film, chiedendo allo studio di interrompere la produzione. Gilot aveva scritto la sua storia nel libro “Vivre avec Picasso” nel 1964, che Picasso aveva tentato di non far pubblicare. I cineasti non sono stati in grado di acquisire i diritti così hanno usato “Picasso: Creator and Destroyer” di Arianna Huffington come base per la sceneggiatura di Ruth Prawer Jhabvala.

 

5. Frida (2002)

 

“Frida” racconta la vita che la pittrice messicana Frida Kahlo (Salma Hayek) ha condiviso apertamente con Diego Rivera, mentre la giovane coppia prendeva d’assalto il mondo dell’arte. Dal suo rapporto complesso e duraturo con il suo mentore e marito alla sua relazione illecita e controversa con Leon Trotsky, ai suoi provocanti e romantici rapporti con le donne, Frida Kahlo ha vissuto una vita audace e senza compromessi come rivoluzionaria politica, artistica e sessuale.

La pellicola è un adattamento cinematografico del libro “Frida: A Biography of Frida Kahlo” di Hayden Herrera. Alcuni dei quadri attribuiti nel film a Frida Kahlo sono in realtà stati dipinti da Salma Hayek che per questo film ha ricevuto al sua prima e unica candidatura all’Oscar. Il film ha vinto due statuette: al Miglior trucco e Miglior colonna sonora (Elliot Goldenthal).

La nipote di Frida Kahlo è stata così colpita dal film che ha regalato a Salma Hayek una delle collane di Kahlo.

Salma Hayek ha affermato che il produttore Harvey Weinstein ha minacciato di interrompere la produzione durante le riprese a meno che non avesse accettato una scena di nudo frontale con un’altra donna. Hayek ha quindi avuto un attacco di panico durante le riprese della scena di sesso e ha dovuto prendere un Valium per riuscire a girare. Inoltre durante una proiezione del film, il produttore Harvey Weinstein si è talmente infuriato che ha strappato i moduli per le votazioni del pubblico e li ha lanciati contro la regista Julie Taymor. Secondo Salma Hayek, Weinstein è diventato così violento con Taymor che il compositore Elliot Goldenthal si è messo tra loro perché temeva che Weinstein avrebbe fatto del male alla regista.

 

6. Pollock (2000)

 

Alla fine degli anni ’40 il pittore di Jackson Pollock (Ed Harris), uno dei massimi rappresentanti dell’espressionismo astratto appare sulla rivista “Life”. Il film prende il via nel 1941, periodo in cui l’artista vive con suo fratello in un minuscolo appartamento a New York, bevendo troppo ed esibendo dipinti in occasionali mostre collettive. In quel momento incontra l’artista Lee Krasner, che mette la sua carriera in attesa per essere compagna, amante, promotrice e moglie dell’artista. Per allontanarlo dall’alcol, dall’insicurezza e dallo stress della vita cittadina, la coppia si trasferisce negli Hamptons, dove la natura e la sobrietà aiutano Pollock a raggiungere una svolta nel suo stile: un critico lo elogia, poi arriva la chiamata dalla rivista “Life”. Ma anche i vecchi demoni riaffiorano e portano velocemente ad un epilogo tragico e brutale con un incidente automobilistico mortale i cui morirono Pollock e Edith Metzger, amica di Ruth Kligman, amante di Pollock, entrambe a bordo del veicolo guidato da ll’artista in stato di ebbrezza. Kligman rimase seriamente ferita nell’incidente ma sopravvisse.

Il film prodotto, diretto e interpretato da Ed Harris, al suo esordi da regista, è tratto dal libro “Pollock: an American Saga ” del 1989 di Steven Neifeh e Gregory White Smith, libro regalato ad Harris dal padre in giovane età poiché il figlio somigliava molto a Pollock. Harris ha fatto un’approfondita ricerca su tecniche e materiali utilizzati nello stile di Pollock poichè l’attore nel film dovuto realmente dipingere simulando l’action painting dell’artista (i dipinti di Pollock finiti sono stati riprodotti da una squadra di scenografi). Interpretare e dirigere il film è stato così stressante per Ed Harris che l’attore è crollato sul set ed è stato brevemente ricoverato in ospedale.

 

7. Basquiat (1996)

 

Il film racconta la storia dell’ascesa del giovane artista Jean Michel Basquiat interpretato da Jeffrey Wright. Iniziando come artista di strada, vivendo in Thompkins Square Park in una scatola di cartone, Basquiat diventa una stella in inarrestabile ascesa e parte del circolo artistico di Andy Warhol. Ma il successo ha un prezzo e Basquiat lo paga con le amicizie, l’amore e, infine, la sua vita. L’artista è morto per overdose di eroina nel 1988.

Il cast stellare del film comprende Dennis Hopper, Benicio del Toro, Gary Oldman, Christopher Walken, Willem Dafoe, Courtney Love, Vincent Gallo e David Bowie nei panni di Andy Warhol. Gli eredi di Jean-Michel Basquiat si sono rifiutati di consentire l’utilizzo delle sue opere, così il regista Julian Schnabel ha dipinto personalmente le riproduzioni utilizzate nel film.

Verso la fine del film, Albert Milo (Gary Oldman) mostra a Basquiat (Jeffrey Wright) uno dei suoi dipinti e gli dice che l’ha dipinto per un amico defunto. La dicitura “JMB AUG 12” appare in lettere bianche nell’angolo in alto a destra. Si tratta delle iniziali di Jean Michel Basquiat e la data della sua morte.

 

8. Turner (2014)

 

Il film diretto da Mike Leigh esplora l’ultimo quarto di secolo del grande ed eccentrico pittore britannico J.M.W. Turner (Timothy Spall). Profondamente colpito dalla morte di suo padre, amato da una governante che dà per scontata e che occasionalmente sfrutta sessualmente, Turner stringe una relazione intima con una affittacamere con la quale vive in incognito a Chelsea, dove muore. Durante tutto questo periodo viaggia, dipinge, trascorre del tempo con l’aristocrazia di campagna, frequenta bordelli ed è un membro popolare anche se anarchico della Royal Academy of Arts.

Timothy Spall per il ruolo di Turner film ha vinto il premio per la Miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes 2014. Su richiesta del regista Mike Leigh, Timothy Spall ha trascorso quasi due anni ad imparare a dipingere in preparazione del suo ruolo.

Il film sembra aver generato un nuovo interesse per le opere di J.M.W. Turner. Il 3 dicembre 2014, il dipinto di Turner “Rome, From Mount Aventine” (dipinto nel 1835) è stato venduto all’asta dalla casa d’aste di Sotheby’s per 30,3 milioni di sterline (47,47 milioni di dollari), un record per qualsiasi artista britannico del XX secolo. Il dipinto faceva parte della collezione Rosebery dal 1878 ed era in perfette condizioni.

 

9. Il tormento e l’estasi (1965)

 

Papa Giulio II (Sir Rex Harrison) spinge Michelangelo (Charlton Heston) a dipingere il soffitto della Cappella Sistina. Quando non è sul campo di battaglia per unire l’Italia, il Papa assiste Michelangelo per accelerare il suo faticoso lavoro sugli affreschi.

Il film diretto da Carol Reed è basato sul romanzo omonimo di Irving Stone.

Sir Rex Harrison non andava d’accordo con Charlton Heston durante le riprese, anche se non è necessariamente una cosa negativa visto i due attori nel film interpretano due personaggi antagonisti.

Nella sua autobiografia del 1995 “In the Arena” Charlton Heston nega che Michelangelo Buonarroti fosse omosessuale. Rifiutò anche il permesso di usare scene de “Il tormento e l’estasi” nel documentario del 1995 “The Celluloid Closet” perché disse ai cineasti che aveva fatto molte ricerche per il suo ruolo e poteva assicurare loro che Michelangelo non era gay.

Una delle sculture più celebri di Michelangelo Buonarroti è quella del Mosè. Fu la somiglianza di Charlton Heston con quella scultura che persuase il produttore e regista Cecil B. DeMille a superare la sua riluttanza iniziale a scegliere Heston come il suo Mosè cinematografico in I dieci comandamenti (1956).

 

10. Little Ashes (2008)

 

Nel 1922 nella Spagna franchista c’è aria di cambiamento quando un Salvador Dali (Robert Pattinson) diciottenne arriva all’università di Madrid determinato a diventare un grande artista. La sua bizzarra miscela di timidezza e dilagante esibizionismo attira l’attenzione dello scrittore e poeta Federico Garcia Lorca (Javier Beltrán) e del futuro regista di culto Luis Bunel. I tre formano così un gruppetto di artisti eccentrici e carismatici con il film che ne segue l’amicizia, i conflitti, le carriere artistiche e naturalmente gli amori.

Robert Pattinson ha ammesso in un’intervista di non aver simulato la scena di masturbazione che si vede nel film poiché trovava impossibile fingere un orgasmo e le reazioni del corpo e del viso in quel particolare momento.

Il film mette in scena una relazione amorosa tra Dalí e Federico García Lorca, relazione al centro di speculazioni e dibattiti tra storici e biografi e negata dallo stesso Dalì che ha dichiarato che lui al contrario di Lorca non è mai stato omosessuale e che il poeta era follemente innamorato di lui, sentimento che lui non ricambiava.

Cenicitas / Little Ashes è il titolo di un’opera di Salvador Dalí che il pittore ha realizzato tra il 1927 e il 1928.