Marie Curie: trailer italiano del biopic di Marie Noëlle (Al cinema da 5 marzo)

La storia della scienziata Marie Curie arriva nei cinema italiani il 5 marzo 2020 in una produzione tedesca con protagonista Karolina Gruszka.

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Il 5 marzo Walmyn porta nelle sale italiane Marie Curie – Pioniere. Ribelle. Genio., il film biografico di Marie Noëlle che racconta la vita di Marie Curie, una delle più grandi menti del XX secolo, in lotta per essere riconosciuta da una società e una comunità scientifica che non ammettono il ruolo fondamentale delle donne.

 

La trama ufficiale:

 

Scienziata di fama internazionale e femminista ante litteram. Donna geniale e appassionata amante. Il biopic di Marie Noëlle racconta gli anni più turbolenti della vita di Marie Curie, tra il 1903, quando è a Stoccolma insieme al marito Pierre Curie per il premio Nobel assegnato loro per le ricerche sulla radioattività, e il 1911, quando riceve il suo secondo premio Nobel, per la chimica. Tra i due riconoscimenti, la tragica morte del marito e la relazione col fisico Paul Langevin, che le varrà il giudizio scandalizzato del mondo scientifico. Sfidando il maschilismo dell’ambiente accademico francese, Marie Curie sancirà definitivamente il suo grandioso valore di donna e di scienziata.

 

Il film è interpretato da Karolina Gruszka nei panni di Marie Curie affiancata da Piotr Glowacki nei panni di Albert Einstein, Arieh Worthalter, Charles Berling, Iza Kuna, Malik Zidi, Andre Wilms, Daniel Olbrychski, Jan Frycz e Sabin Tambrea.

 

 

Quando Marie Curie scoprì la radioattività e due nuovi elementi chimici, alla fine del diciannovesimo secolo, come donna era nient’altro che un’attrazione in un mondo scientifico dominato dagli uomini. Le sue scoperte richiesero sacrifici fisici e materiali – e la sua stessa vita. Ma l’ambiziosa Marie dimostrò come fosse possibile raggiungere il successo lavorando duramente e con passione. Le cronache odierne mostrano che nell’ambiente scientifico le donne sono tuttora sotto-rappresentate: globalmente, oggi la percentuale di scienziate è del 29%, e scende ulteriormente man mano che si sale ai massimi livelli della ricerca. “La scienza ha urgente bisogno di donne altamente qualificate”, sostiene l’ex-ministra tedesca all’Educazione Johanna Wanka. Da qui la necessità, ora come non mai, di scienziate che rappresentino modelli di ruolo in grado di motivare molte più giovani donne a cimentarsi nella carriera scientifica e a migliorare la propria partecipazione alla ricerca. Marie Curie è in molti modi appunto un grande modello di questo tipo, una figura di riferimento per le potenti donne di domani. Il suo umanesimo e la sua forza sono fonte d’ispirazione per noi tutte.

 

NOTE DI REGIA

 

Avendo io stessa un background scientifico, ho conosciuto la vicenda di Pierre e Marie Curie che ero ancora molto giovane. Già da studentessa Marie Curie era il mio idolo, e ho divorato molti libri che la riguardavano. Era una donna che, grazie alla propria intelligenza e al proprio talento, riuscì a farsi strada in un ambiente scientifico dominato dagli uomini. Perfino Albert Einstein, celebre per i suoi commenti spesso misogini, dichiarò la propria ammirazione per il suo genio. Alcuni anni fa il mio interesse per la Curie fu risvegliato dalla lettura di un articolo sulla sua storia d’amore con Paul Langevin, che quasi le impedì di ricevere il suo secondo Nobel. Ho sviluppato così un interesse particolare su questa parte della sua vita, diventata di dominio pubblico solo in anni recenti. Profondamente commossa da quanto avevo letto, ho iniziato ad approfondire la mia ricerca e mi sono presto imbattuta in Andrea Stoll, che stava scrivendo un libro sulle “donne forti”, Marie Curie compresa. In breve abbiamo condiviso il desiderio di presentare questo aspetto della vita della Curie in un lungometraggio. Ma piuttosto che limitarci a fornire uno sguardo retrospettivo su una vita fuori dal comune, volevamo raccontare la lotta di una donna per essere riconosciuta, una lotta che l’ha portata a negare molti aspetti del suo essere donna per poter seguire la propria passione per la scienza. Nel 1910 la società francese trasformò il suo “amour fou” per il fisico Paul Langevin in un enorme scandalo, riducendo la brillante scienziata a una banale adultera, come riportano i violenti e aggressivi resoconti della stampa del tempo. All’epoca, l’opinione prevalente negava alle donne con spiccate capacità logiche e analitiche qualsiasi femminilità. Verso le donne che intendevano occuparsi di scienza, ed erano determinate ad avere successo nel loro campo, c’era perfino ostilità e discriminazione. Il successo di Marie Curie fu tollerato fintanto che lei si prodigò devotamente e altruisticamente nelle sue ricerche accanto al marito. Una volta rimasta sola, diede scandalo osando mostrare i propri sentimenti, e fu costretta a imparare che ragione e passione non sono compatibili. L’esperienza di Marie Curie è esemplare per la vita di tutte le donne impegnate in settori tradizionalmente maschili. Perfino al giorno d’oggi. [Marie Noëlle]

 

 

 

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