Cannes 2020, il presidente Pierre Lescure fa chiarezza sulla questione assicurativa

Le dichiarazioni di Pierre Lescure non si sono fatte attendere

Come anticipato ieri a conclusione della notizia lanciata da Variety relativa alla mancanza di alcuna copertura assicurativa in caso di cancellazione del Festival, la risposta da parte di Cannes non si è fatta attendere. A farsene carico è il presidente, Pierre Lescure, che ai microfoni del Figaro ha messo i proverbiali puntini sulle i, chiarendo come sono andate le cose con Circle Group.

Anzitutto Lescure si è espresso circa le preoccupazioni in merito alla possibilità che il Festival si svolga regolarmente o meno.

Siamo relativamente ottimisti, sperando che il picco dell’epidemia rientrerà entro la fine di marzo, dandoci modo di riprenderci più facilmente ad aprile. Ma non siamo degli irresponsabili. Se non dovesse andare così, lo cancelleremo.

Detto ciò, ecco la stoccata a quanto riportato da Variety in rapporto alla questione assicurativa, la cui storia evidentemente è stata raccontata a metà.

Quest’offerta ci è stata presentata circa una dozzina di giorni fa ma era del tutto sproporzionata. Ci hanno offerto una copertura fino a un massimo di due milioni di euro, quando il nostro budget è di trentadue milioni. Si tratta di noccioline. […] La compagnia ha solo giocato a fare il cacciatore di taglie ed ovviamente abbiamo rigettato una simile proposta.

Ecco allora che, stando così le cose, il rifiuto in questione appare nient’affatto sconsiderato come a ragion veduta poteva apparire senza questa fondamentale precisazione da parte di Lescure. Quest’ultimo, peraltro, non ci gira attorno, andando dritto al punto.

I fondi a nostra disposizione ci consentirebbero di resistere nel caso di mancate entrate per un anno.

Nessuna rivendicazione, niente rivalsa, implicitamente il presidente conferma che non ci sarà nemmeno bisogno di battaglie legali per stabilire se una fattispecie del genere debba essere coperta o meno. Cannes d’altronde può contare, come evidenziato dallo stesso Lescure, su un forte sostegno sia pubblico che privato, il che effettivamente rende alquanto credibile la possibilità che il Festival possa attutire l’onda d’urto di una decisione che comunque avrà per forza di cose delle ripercussioni, anche al di là dei confini francesi.

via | Screen Daily

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