• Film

Il Buco: recensione e curiosità del film Netflix

Fantascienza distopica a tinte horror per l’esordio alla regia dello spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia.

Suggestiva ed inquietante parabola sulla società il debutto alla regia dello spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia. Il Buco aka The Platform mette in scena fantascienza distopica a tinte horror in una storia che rievoca a più livelli e per suggestioni pellicole come il cult Cube – Il Cubo, il tedesco The Experiment, il più recente The Belko Experiment e lo Snowpiercer di Bong Joon-ho per una cruda riflessione sulla società umana e la sua involuzione rispetto al benessere condiviso.

La trama segue l’attore Ivan Massagué nei panni di Goreng, un uomo che al contrario dei molti “ospiti” della cosiddetta “Fossa” accetta volontariamente di restare recluso nella struttura per sei mesi così da guadagnare dei benefici a livello sociale. La struttura è una sorta di prigione concepita verticalmente con due detenuti per piano, e al centro di ogni piano un’apertura da cui scende una piattaforma che si ferma per soli due minuti, permettendo ad ogni occupante del piano di alimentarsi. Ci sono però due fattori che rendono questo sistema una sorta di terrificante esperimento sociologico; in primis più la piattaforma scende più il cibo scarseggia lasciando così i detenuti dei piani più bassi a scannarsi per una manciata di avanzi, arrivando al cannibalismo e all’autofagia. Secondo elemento, ogni coppia di detenuti occupa un piano per soli 30 giorni e dopo questo periodo gli occupanti della cella vengono anestetizzati e trasferiti in un altro piano, in una scelta random che potrebbe migliorare la situazione, ma anche peggiorarla ulteriormente cambiando in continuazione gli equilibri della forzosa convivenza.

Galder Gaztelu-Urrutia sceglie una messinscena spartana concentrandosi sui personaggi e sulla parte più disturbante che è il “pasto giornaliero” che di volta in volta diventa un pugno nello stomaco per chi guarda e qualcosa di sempre più indispensabile per il protagonista, con cui lo spettatore può identificarsi nella sua lenta metamorfosi e nella lotta sempre più dura contro l’animalesco e atavico istinto di sopravvivenza, che giorno dopo giorno spinge per uscire e scatenarsi in tutta la sua anarchica violenza.

La Fossa è di fatto un esperimento fallito, come scoprirà sulla sua pelle un altro volontario che durante il film condividerà la cella con il protagonista, un fallimentare laboratorio sugli istinti umani che in qualche modo rispecchia anche l’odierna società ai tempi del Coronavirus. Da una parte ci sono i Goreng che cercano di avere una visione lucida ed etica sul come affrontare un momento in cui le azioni di ognuno ricadono sugli altri, mentre dall’altra un individualismo rampante incapace di discernere l’ego dai bisogni della collettività, generato dal troppo benessere e dall’ignoranza coltivata come virtù, che in questo nostro azzardato paragone possiamo rappresentare con i piani più alti della Fossa, quelli in cui regna sovrana l’incapacità di condividere e di sopravvivere senza sacrificare gli altri, che poi a cascata nel film o soccomberanno o divoreranno il compagno di cella in una escalation di follia che di piano in piano assumerà i toni di una discesa agli inferi.

“Il Buco” si piazza senza dubbio tra i migliori horror del 2020, ma il film di Galder Gaztelu-Urrutia riesce a trascendere i generi e a dare al tutto una connotazione “riflessiva” amplificata dall’estrema crudezza e brutalità della messinscena per un film sicuramente non per tutti, ma vivamente consigliato agli stomaci forti.

 

Curiosità

  • Il film segna l’esordio del regista spagnolo Galder Gaztelu-Urrutia (originario di Abadiño)
  • Il film è stato acquistato da Netflix in seguito al grande successo riscosso dal film al Festival di Toronto.
  • I crediti dell’attore Ivan Massagué (Goreng) includono ruoli in Il labirinto del fauno, Kamikaze e Pongo – Il cane milionario.
  • La colonna sonora del film è della compositrice spagnola Aranzazu Calleja (Friend Zone, Birdboy, Bomb Scared).
  • La piattaforma con gli alimenti rimane ferma 2 minuti per livello. Dal momento che La Fossa ha 333 livelli (senza contare il livello “0” dove il cibo viene lasciato per la sua discesa), la piattaforma impiega 666 minuti (11 ore 1 minuto) dalla superficie al fondo.
  • Il film stabilisce 6 metri di altezza per livello. Dal momento che viene rivelato alla fine del film che La Fossa conta 333 livelli, è profonda 1.998 metri. Compreso il livello “0” e il seminterrato finale dopo il livello 333 (uno spazio al buio di circa tre livelli di altezza), La Fossa ha una profondità complessiva di 2.022 metri.