Coronavirus: il cast di Contagion parla dell'emergenza sanitaria (video)

Con il crescente numero di casi positivi al Covid-19 negli Stati Uniti, nel momento in cui scriviamo i contagi hanno toccato quota 104.839, la Mailman School of Public Health della Columbia University ha collaborato con alcuni attori del cast del film Contagion (Matt Damon, Kate Winslet, Laurence Fishburne e Jennifer Ehle), per una serie di video pubblicati su YouTube in cui forniscono consigli e parlano di fatti relativi al pericolo coronavirus.

Contagion, diretto da Steven Soderbergh, segue un virus letale che inizia a diffondersi rapidamente in tutto il mondo e un team di medici che inizia una corsa contro il tempo per cercare una cura e per controllare il panico che sembra procedere tanto velocemente quanto il virus stesso.

Gli annunci di pubblico servizio sono stati scritti da Scott Z. Burns, sceneggiatore di Contagion, ma anche di Panama Papers, The Bourne Ultimatum e No Time To Die, con il supporto degli stessi esperti medici e virologi che hanno lavorato al film.

 

 

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Matt Damon che in Contagion interpreta Mitch Emhoff, un uomo che ha perso moglie e figliastro e che sembra essere immune al supervirus, è sorpreso ma non troppo dalla popolarità crescente del film sui servizi streaming "Le ragioni sono ovvie, ma è inquietante che scali le classifiche su iTunes". Damon nel video invita tutti a seguire i consigli degli esperti e a rispettare la distanza di sicurezza che è di 1,82 m (un metro è sufficiente se muniti di mascherine).

Quello era un film. Questa è la vita reale. Non ho motivo di credere di essere immune al COVID-19. E nemmeno tu.

 

 

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Laurence Fishburne che nel film interpreta un medico, il virologo Dr. Ellis Cheever a capo dei centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC) descritto come la "voce della ragione", fa un appello a tutti per supportare il personale medico in prima linea.

Se riusciamo a rallentare questa cosa, darà ai nostri dottori e alle nostre infermiere nei nostri ospedali una possibilità di combattere per aiutarci a superare insieme questa cosa.

 

 

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Il terzo video l'ha girato Kate Winslet che nel film interpreta la dottoressa Erin Mears dell'Epidemic Intelligence Service, inviata dal CDC a indagare sulla pandemia nel tentativo di individuare il paziente zero. L'attrice per le ricerche legate al suo personaggio si è recata nella sede centrale del CDC di Atlanta in Georgia: "Queste sono persone che possono essere mandate in zone di guerra dove c'è stato un focolaio di un nuovo virus. La paura non è un'opzione. Se la provano, imparano a metterla da parte". Nel video Winslet esorta gli spettatori a lavarsi le mani "come se la tua vita dipendesse da questo". L'attrice sottolinea inoltre che le mani devono essere lavate con sapone per almeno 20 secondi, e la necessità di disinfettare anche superfici che possono trasportare il virus.

 

 

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Il quarto è ultimo video è dell'attrice Jennifer Ehle che nel film interpreta la Dr. Ally Hextall, scienziata ricercatrice presso il CDC. Ehle ricorda agli spettatori che il virus è nuovo e che al momento non ci sono vaccini o cure, il che significa che nessuno è immune. "Ognuno di noi, indipendentemente dall'età o dall'etnia, rischia di contrarlo". L'attrice sottolinea anche che è essenziale non arrendersi alla paranoia e alla disinformazione (vedi varie fake news e imbarazzanti teorie complottiste) e che solo i fatti contano.

I sintomi più comuni del Covid-19 sono febbre, stanchezza e tosse secca. Alcuni pazienti possono presentare indolenzimento e dolori muscolari, congestione nasale, naso che cola, mal di gola o diarrea. Questi sintomi sono generalmente lievi e iniziano gradualmente. Nei casi più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la morte. Alcune persone si infettano ma non sviluppano alcun sintomo. Generalmente i sintomi sono lievi, soprattutto nei bambini e nei giovani adulti, e a inizio lento. Circa 1 su 5 persone con COVID-19 si ammala gravemente e presenta difficoltà respiratorie, richiedendo il ricovero in ambiente ospedaliero. Le persone anziane e quelle con patologie sottostanti, quali ipertensione, problemi cardiaci o diabete e i pazienti immunodepressi (per patologia congenita o acquisita o in trattamento con farmaci immunosoppressori, trapiantati) hanno maggiori probabilità di sviluppare forme gravi di malattia. #restateacasa.

 

Fonte: Deadline / Ministero della Salute

 

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