The Raid 3: il regista Gareth Evans svela la trama di un potenziale sequel

Il regista Gareth Evans descrive nel dettaglio la trama del terzo film con cui avrebbe concluso la trilogia d’azione “The Raid”.

I fan degli action con arti marziali ricorderanno bene The Raid – Redenzione, un brutale film d’azione del 2011 diretto dal regista gallese Gareth Evans che ha introdotto nell’immaginario cinematografico l’arte marziale indonesiana del Pencak Silat e lanciato gli artisti marziali e coreografi di scene di combattimento Iko Uwais (Wu Assassins, La notte su di noi) e Yayan Ruhian (John Wick 3, Yakuza Apocalypse), duo che ritroveremo nel sequel The Raid 2: Berandal del 2014 e che nel frattempo collaborano anche per Star Wars – Il risveglio della Forza e Beyond Skyline.

Durante una recente intervista con il sito Collider, Evans ha parlato della trama di The Raid 3 che apprendiamo non si sarebbe concentrato sul Rama di Iko Uwais, ma su uno dei personaggi secondari di The Raid 2 e una squadra giapponese di killer inviata a Jakarta per eliminare il Boss Goto. Evans ha spiegato il perché non sarebbe stato realistico fare un altro film con protagonista il Rama di Iko Uwais.

[quote layout=”big”]Non riuscivo a capire un altro fottuto motivo per cui avrebbe messo a repentaglio la sua vita e si fosse separato dalla sua fottuta moglie e figlio. Ho pensato, non si può parlare ancora di Rama. Non è possibile, perché se fa qualcosa per allontanarsi di nuovo dalla sua povera moglie e figlio si arriverebbe a pensare che allora meriti davvero di morire. Assumiti delle responsabilità e per una volta fai il padre![/quote]

 

Evans è anche sceso nei dettagli sulla trama di The Raid 3 che prendeva spunto da una breve scena mostrato in The Raid 2.

[quote layout=”big”]La storia sarebbe tornata indietro nel tempo al momento in The Raid 2 quando la banda Goto, la gang giapponese, sta avendo un incontro, e Goto dice al suo braccio destro di occuparsi di spazzare via ogni poliziotto corrotto e politico che avevano sul libro paga e ricominciare da zero. The Raid 3 iniziava con Rama che esce da quell’edificio dopo aver ucciso tutti e dicendo “No, ho chiuso”. Si avvicina al [poliziotto] Bunawar che lo aspetta in macchina, sale e si allontana. E tu rimani con la gang giapponese, che sono tipo: “Che ca**o facciamo adesso? Tutti sono morti, non abbiamo nessuno da uccidere”. Salgono in macchina e mentre guidano all’improvviso quest’altra macchina spunta accanto a loro e li colpisce e le macchine si schiantano. Goto, suo figlio e il suo braccio destro sono gli unici sopravvissuti di quell’attacco, quindi si taglia sui titoli di testa che recitano “The Raid 3”. Quindi si salta indietro nel tempo. L’idea era che il braccio destro, dopo che gli era stato detto di uccidere tutti i politici e gli sbirri e di ricominciare da zero, avrebbe richiamato i capi di Tokio pensando: “Goto è uscito di testa. È una follia, che devo fare?”. La telefonata dal quartier generale gli dice: “Tienilo buono, tienilo vicino, manderemo persone a prendersene cura, e se lo fai per noi, potrai prendere il suo posto”. L’attacco va storto: è una squadra dal Giappone che si è presentata e ha eliminato i Goto. Goto non ha idea che che è il suo braccio destro che lo ha tradito e ha organizzato l’imboscata. Si nascondono e viaggiano fino alle giungle di West Java. Goto organizza l’incontro con questa anziana boss mafiosa (interpretata da) Christine Hakim, che addestra assassini nel suo rifugio nella giungla. Fornisce protezione a Goto perché si conoscono da molto tempo, è lei che lo ha presentato per la prima volta a quelli di Jakarta. L’idea è che questa squadra giapponese che è abituata alle strade di Tokyo improvvisamente deve affrontare il terreno di caccia della giungla, un po’ come accade in Predator. La milizia di Christine, questi bambini guerriglieri, si sarebbero presi cura di questi intrusi giapponesi che hanno sconfinato nella loro terra. Non ho risolto il tutto, ma ad un certo punto il figlio di Goto sarebbe stato ucciso e il boss si sarebbe reso conto che era il suo braccio destro che lo tradiva sin dall’inizio, e avrebbe utilizzato una modalità tribale per nulla piacevole per regolare i conti con lui. Poi Goto e questa banda di guerriglieri assassini indonesiani sarebbero poi tornati a Tokyo per prendersi cura delle persone che avevano ordinato di ucciderlo.[/quote]

 

Evans ha ricordato anche come è accaduto che The Raid 3 è finito in fondo alla sua lista di priorità.

[quote layout=”big”]Prima che me ne rendessi conto, erano passati cinque anni, avevo fatto “Apostolo”, stavamo iniziando a far girare la produzione di “Gangs Of London”. Non riuscivo a vedermi coinvolto per un “The Raid 3”. I miei interessi erano passati ad altri progetti. Lavori con altre persone, incontri altre persone e vuoi lavorare di nuovo con loro, vuoi provare cose diverse, trovi una storia che improvvisamente cattura la tua attenzione e questa è la cosa che vuoi fare dopo. Ti vengono offerte cose che sono difficili da rifiutare.[/quote]

Il prossimo progetto di Evans è appunto Gangs of London, serie tv crime che il regista ha creato e di cui ha diretto due episodi, incluso il pilota. I 9 episodi della prima stagione della serie, che segue la lotta tra bande rivali e altre organizzazioni criminali nell’odierna Londra, andranno in onda nel Regno Unito il 23 aprile 2020 su Sky Atlantic e negli Stati Uniti su Cinemax.