Not Alone in Here, il nuovo corto di David F. Sandberg

Un nuovo corto dal regista svedese trasferitosi ad Hollywood per girare Lights Out, Annabelle 2 e Shazam!


(Clicca sull'immagine per guardare il cortometraggio)

Che David F. Sandberg sia persona piena di risorse lo dice la sua storia: di fatto qualcuno lì nell'industria dorata lo nota grazie ad uno dei suoi non pochi cortometraggi girati tra le mura domestiche, dandogli modo di trasformare in un film quello che poi diventerà Lights Out - Terrore nel buio. È solo l'inizio.

Il bello è che questo vezzo di girare corti per conto suo non l'ha mai perso, nemmeno ora che è arrivato a dirigere film di quasi cento milioni di dollari. Tutti sulla stessa falsa riga, come l'ultimo, Not Alone in Here, ennesimo racconto breve, volendo adoperare un'analogia letteraria, di un non minuscolo corpo di lavori.

Protagonista, oltre che co-sceneggiatrice, la moglie, Lotta Losten, partner di sempre pure nelle sue scorribande con una macchina da presa in mano. Il tema è sempre lo stesso, ossia una donna sola nel proprio appartamento braccata da presenze che riesce a malapena a percepire. Il resto lo lasciamo ovviamente scoprire a voi.

Al di là dell'aspetto relativo al puro intrattenimento, questi lavori di Sandberg hanno il merito di mostrare fino a che punto sia possibile, oltre che pensabile, creare qualcosa d'interessante con poco. La situazione attuale, in tal senso, non è certo un limite per lui, dato che è proprio da condizioni analoghe che il nostro ha cominciato: un personaggio e una casa.

Non per niente il regista svedese è solito anche pubblicare dei making of, attraverso cui spiega quali mezzi ha utilizzato o a quali tecniche ha fatto ricorso, non di rado improvvisate, dettate dall'ingegno dovuto alle ristrettezze. Insomma, Not Alone in Here non è che l'ultimo tassello di una serie di lezioni ed incoraggiamenti che potrebbe tornare utile pure a chi ha velleità un po' più ambiziose.

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