Fulci for Fake: in streaming il documentario sul regista horror Lucio Fulci

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Lucio Fulci è stato uno di quei registi che hanno reso il cinema di genere italiano, ormai di fatto defunto, qualcosa di fruibile a livello internazionale, prima che l'horror italico venisse ridotto ad una manciata di pellicole di nicchia auto-prodotte.

Noto a livello internazionale come il "Padrino italiano del Gore", il cinema di Fulci visionario, provocatorio e imperfetto ha generato pellicole in origine stroncate dalla critica (poi rivalutate) e nel corso degli anni assurte a film di culto dai fan.  Tra i lavori più noti del regista ricordiamo Zombi 2, la Trilogia della morte (Paura nella città dei morti viventi, ...E tu vivrai nel terrore! L'aldilà e Quella villa accanto al cimitero) e i gialli Non si sevizia un paperino, Sette note in nero e Lo squartatore di New York.

Alcuni mi ritengono completamente pazzo perché tento sempre di uscire dal genere, tento di essere un terrorista del genere. Sto dentro, ma ogni tanto metto la bomba che tenta di far deflagrare il genere. Infatti ne ho trascorsi tanti, di generi...

Lucio Fulci

 

Dopo la morte del regista nel 1996 la mente visionaria, macabra e spesso cruenta di Fulci è rimasta un mistero in gran parte irrisolto, ma ora il documentario Fulci per Fake di Simone Scafidi (disponibile su CHILI) tenta di approfondire l'uomo attraverso una narrazione di stampo biografico con aneddoti personali di coloro che erano più vicini a Fulci tentando di identificare la molla che lo spingeva a creare i suoi controversi cult.

 

 

La trama ufficiale:

 

Fulci for Fake è il primo biopic su Lucio Fulci. Un film che indaga l’uomo e i suoi film attraverso materiali inediti. Lucio Fulci è un enigma. Il suo cinema, nonostante abbia conosciuto grandi momenti di successo (da Zanna Bianca a Zombi 2, vera hit al momento della sua uscita nelle sale statunitensi), ha iniziato a emergere in tutta la sua potenza solo dopo la morte del regista. I suoi film, paradossalmente, paiono diventare via via più sorprendenti nel tempo. Il mistero di Fulci è legato anche alla sua vita personale. Il regista ha parlato raramente di sé nelle interviste. Ma ha raccontato la sua esistenza nei suoi film, che sono un mosaico di tutto ciò che di travolgente e di tragico ha affrontato nel suo percorso umano. La cornice del film vede Nicola, un attore di successo, accettare di interpretare Lucio Fulci in un biopic dedicato al regista. L’attore inizia un viaggio alla scoperta di Fulci. Nicola si interrogherà a fondo sulla vera natura di un uomo che, già in vita, aveva riscritto la propria biografia. Una biografia in cui il mito, la creazione, la leggenda hanno ridefinito una vita esaltante quanto drammatica.

 

Scafidi scava in profondità, ricompone come può il ritratto frammentato di un uomo che ha sofferto e che ha esorcizzato quella sofferenza attraverso il suo cinema esteticamente cruento e visionario. In questo senso i ricordi più personali arrivano dalle figlie Antonella e Camilla, quest'ultima scomparsa poco dopo le riprese del documentario a lei dedicato. L'approccio alla narrazione che si concentra sull'uomo più che sul regista ricorda il documentario For the Love of Spock in cui il figlio di Leonard Nimoy raccontava con schiettezza l'uomo, marito e padre dietro al popolare personaggio di Star Trek.

Ho scoperto il cinema di Lucio Fulci quando avevo quindici anni. A Tortona, dove vivevo, sembrava che lo conoscessi solo io. A distanza di tanti anni, dedicargli un film è come tornare alla nascita della mia passione per il cinema. Toccare i propri amori è sempre rischioso. Ho capito subito che dovevo inseguire l’uomo, sapendo che il mito avrebbe trionfato sulla realtà. Perché Fulci stesso ha abbellito la sua biografia attraverso l’invenzione. La sua vita è stata segnata dalla coesistenza di anime diverse, di film inconciliabili, di genio e di lotta per la sopravvivenza. Tutti elementi che li hanno resi capaci di resistere al tempo. Facendoli diventare più belli e, soprattutto, più inafferrabili.

Simone Scafidi

 

 

 

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