Dopo il matrimonio: il remake disponibile in digitale dal 30 maggio

Il remake americano del dramma danese di Susanne Bier cone Michelle Williams e Julianne Moore è disponibile su MioCinema e Sky.

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E’ disponibile in digitale da oggi sabato 30 maggio, in esclusiva su MioCinema e Sky, il film Dopo il matrimonio, remake americano dell’omonimo dramma danese di Susanne Bier, che vede protagoniste la candidata all’Oscar Michelle Williams e il Premio Oscar Julianne Moore.

 

La trama ufficiale:

 

“Dopo il matrimonio” è il racconto potente di un grande amore, quello che lega due donne ad uno stesso uomo, quello che ogni madre prova nei confronti della propria figlia. Un viaggio improvviso è destinato a cambiare le sorti di tutti i protagonisti della storia. Due donne e due mondi diversi a confronto, l’una manager newyorkese di successo, l’altra un’idealista alla ricerca di fondi per l’orfanotrofio di cui si occupa in India, un mistero da svelare che fa da filo conduttore. Interpretato da due attrici in stato di grazia, Michelle Williams (quattro volte candidata all’Oscar) e Julianne Moore (premio Oscar per Still Alice), il film parla di perdita e rinascita, di passato e futuro, della forza di non arrendersi anche quando la vita sembra renderlo impossibile.

 

Il cast è completato da Billy Crudup, Abby Quinn, Will Chase, Eisa Davis, Doris McCarthy, Azhy Robertson, Alex Esola, Alex Cranmer, Susan Blackwell, Mackenzie Owens e Jeff Kim

Bart Freundlich (The Rebound – Ricomincio dall’amore) dirige “Dopo il matrimonio” da una sceneggiatura scritta con Susanne Bier, basata sulla sceneggiatura originale di Anders Thomas Jensen e Bier. L’originale “Dopo il matrimonio” è uscito nel 2006 con protagonista Mads Mikkelsen.

 

 

NOTE DI PRODUZIONE

 

Quando Joel B. Michaels ha visto Dopo il matrimonio, film della regista danese Susanne Bier candidato agli Oscar, Dopo il matrimonio,è rimasto folgorato dall’intenso dramma umano della storia. “Quello che mi ha colpito del film”, ricorda il produttore,”è che affrontava zone grigie dell’esistenza e l’idea che il confine morale tra giusto e sbagliato possa essere labile. In quanto umani, siamo quasi tutti colpevoli di manipolazioni di piccola o grande portata: tuttavia, anche con le migliori intenzioni, piegare la realtà in funzione della storia personale che ci vogliamo costruire causa spesso enormi danni.”Michaels ha lottato strenuamente per ottenere i diritti del film dalla casa di produzione danese; dopo una lunga battaglia contro altre case cinematografiche, li ha finalmente acquisiti a metà del 2007.Ha fatto scrivere un primo adattamento della sceneggiatura e ha passato anni a cercare il regista giusto.Nel 2016 un amico gli ha suggerito di contattare Bart Freundlich. Michaels sapeva che Freundlich era abilissimo a dirigere storie con scenari emotivi intricati e aveva una meritata fama da regista in grado di assecondare le esigenze degli attori.

“La storia originale era diversa da tutto quello a cui avevo lavorato prima”, commenta Freundlich. “Aveva molti livelli di lettura e una profusione di personaggi diversi e tridimensionali. Era un’ottima opportunità per raccontare cosa significa per queste donne dover prendere delle decisioni di una portata così grande e doverne poi affrontare le numerose conseguenze. “Julianne Moore aveva adorato il film della Bier.Quando Freundlich, suo marito, ha cominciato ad adattare la storia, l’attrice ha pensato che il ruolo di Theresa costituisse una sfida interessante.Mentre Freundlich sistemava la sceneggiatura, la Moore gli ha dato consigli preziosi, fra cui suggerimenti sui personaggi e sui loro legami. “Adoro le storie sulle famiglie e i film sui legami”, spiega, “perché è di questo che è fatta la nostra vita. Credo che tutti noi abbiamo una qualche esperienza di quel mondo e io sono interessata soprattutto alle storie personali.”Quando Freundlich ha completato la sceneggiatura, la Moore ha deciso di interpretare Theresa. “Ilcasting non è mai un processo facile”,sottolinea Michaels, “ma avere Julie a bordo ha reso molto più facile trovare gli altri attori. Lei e Bart sono stati fondamentali per scritturare Michelle Williams e Billy Crudup.

Michelle Williams è stata subito attratta dagli alti e bassi emotivi della storia. “Cerco sempre di fare cose che non ho ancora fatto e che non so ancora bene come gestire”, spiega l’attrice. “È stato emozionante mettermi alla prova per interpretare Isabel, e anche il fatto che quel processo di crescita sia stato un po’ doloroso, perché mi sono ritrovatain situazioni nuove di volta in volta. “La Williamsha poi trovato talmente commovente la profonda fedeltà di Isabel ai bambini dell’orfanotrofioche ha detto al produttore Harry Finkel che sarebbe stata disponibile a lavorare in un’istituzione del genere per un po’ di tempo prima delle riprese.

lL concetto di cosa rende un uomo un “buon” padre gravava sulle spalle di Crudup, che ha discusso spesso con Freundlich dei rispettivi ruoli come genitori. Entrambi si ritrovavano nei temi del film: ciò che un genitore desidera lasciare ai figli, il modo in cui vuole proteggerli e gli sbagli che ogni tanto gli capita di fare nei loro confronti. Crudup ha dichiarato che durante le riprese gli è venuto naturale esplorare a livello creativo quelle che prima erano state interazioni personali tra amici. “È sempre incredibilmente gratificante lavorare per Bart”,racconta Crudup. “Capisce in modo intuitivo che spesso le cose più monumentali si verificano su scala ridotta.Praticamente tutte le nostre conversazioni sul personaggio di Oscar riguardavano il fatto che dovevo mostrare in modo meno evidente il suo tormento interiore. Se l’ho fatto nel modo giusto è stato in larga parte perché Bart sapeva perfettamente come gestire il percorso di Oscar.”

 

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