Il meglio deve ancora venire: trailer italiano della commedia con Fabrice Luchini (al cinema dal 17 settembre)

I registi di “Cena tra amici” tornano nei cinema italiani il 17 settembre con una nuova acclamata commedia.

[Per visionare il trailer clicca sull’immagine in alto]

 

Il 17 settembre arriva nei cinema italiani con Lucky Red la commedia francese Il meglio deve ancora venire con protagonisti Fabrice Luchini e Patrick Bruel presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2019. Il film affronta con garbo, delicatezza e con la comicità data da una serie di malintesi, il tema della malattia e della perdita. Il film è interpretato meravigliosamente da Luchini e Bruel, nei panni di due personaggi con caratteri completamente diversi ma, come spesso accade nella vita, uniti da una profonda amicizia.

 

La trama ufficiale:

Un inno all’amicizia che diverte e commuove. Fabrice Luchini e Patrick Bruel sono due grandi amici di vecchia data, dai caratteri decisamente diversi. A seguito di un colossale malinteso entrambi si convincono che l’altro abbia una grave malattia: decidono così di riprendersi il tempo perduto e godersi insieme i giorni che verranno, tra i ricordi del passato e nuove avventure che lasceranno un segno profondo. Il meglio deve ancora venire è un film sull’amicizia e la morte, ma è soprattutto una buffa celebrazione della vita, con tutto quello che ha di crudelmente ironico e di terribilmente bello.

Il cast è completato da Zineb Triki, Pascale Arbillot, Marie Narbonne, Jean-Marie Winling, André Marcon, Thierry Godard, Martina García, Sébastien Pierre, Philippe Résimont, Rajat Kapoor, Marie-Julie Baup, Yilin Yang, Adèle Simphal, Lilou Fogli, Guillaume Clérice, Laurent Dassault, Maud Le Guenedal.

Il film è diretto e sceneggiato dai cineasti francesi Matthieu Delaporte e Alexandre De La Patellière, autori e registi del film di grande successo Cena tra amici.

 

NOTE DI REGIA

 

Come si può far ridere con il lutto? Come ci si accosta al senso di perdita e lo si tratta in forma di finzione rifiutando di utilizzare le armi del dramma?Autori di commedie, abbiamo sempre cercato di irrorare i nostri progetti con le nostre esperienze personali, consapevoli che spesso è più giusto prendersi gioco di se stessi, delle proprie traversie e del proprio ambiente, per riuscire a commuovere. Cena tra amiciè stato per noi una fotografia, o meglio una radiografia, di una famiglia borghese parigina infagottata nelle sue contraddittorie certezze, sulla soglia dei quarant’anni, della nascita dei figli, in un periodo della vita in cui si rivolge ancora lo sguardo verso l’infanzia per regolare i conti con se stessi e comprendere che cosa si è diventati. Una famiglia come le nostre, disfunzionale, esasperante, ma toccante nella sua capacità di riconciliarsi malgrado le illusioni perdute.Siamo invecchiati come i nostri personaggi. E, come chiunque passi dall’altro versante della montagna della quarantina contemplando l’altro lato con un misto di angoscia e di perplessità, le nostre vite sono state attraversate da lutti. Abbiamo perso amici e famigliari e questo sentimento di perdita è diventato centrale nelle nostre esistenze. Avvicinandoci ai cinquant’anni, questa materia nuova, grezza, intensa, complessa, è giunta a sconvolgere il nostro immaginario: d’ora innanzi non avremmo più potuto parlare della nostra generazione e dell’ironia delle nostre vite senza essere costantemente riassaliti dal quesito della morte che si avvicina. Invece di fuggirla e di eluderla – essendo la scrittura a quattro mani di per sé una pratica psicoanalitica piuttosto divertente – abbiamo deciso di affrontare di petto il tema, consapevoli che al di là della nostra sensibilità nulla è mai più divertente di quello che ci fa realmente paura e che il dramma è l’unica materia valida della commedia. [Matthieu Delaporte & Alexandre De La Patellière]

 

 

 

 

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