La volpe e la bambina: recensione

La volpe e la bambina (Le Renard et l’enfant, Francia, 2007), di Luc Jacquet; con Bertille Noël-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté. Dopo La marcia dei pinguini, con cui vinse l’Oscar ed ebbe un meritato successo internazionale, il documentarista Luc Jacquet decide di fondere ancora di più documentario e narrazione rispetto al suo primo lavoro, con

La volpe e la bambina La volpe e la bambina (Le Renard et l’enfant, Francia, 2007), di Luc Jacquet; con Bertille Noël-Bruneau, Isabelle Carré, Thomas Laliberté.

Dopo La marcia dei pinguini, con cui vinse l’Oscar ed ebbe un meritato successo internazionale, il documentarista Luc Jacquet decide di fondere ancora di più documentario e narrazione rispetto al suo primo lavoro, con una voglia questa volta di spingersi di più verso il secondo versante.

C’è una bambina dai capelli rossi di appena dieci anni che attraversa la foresta per andare a scuola. Incontra una volpe, che non si fida di lei. La bambina allora decide di continuare a cercarla giorno dopo giorno, di conquistarsi la sua fiducia. Dopo giorni e giorni di “corteggiamento”, l’animale si affeziona…

Partendo da Il piccolo principe, Jacquet cerca di raccontare una fiaba dolce, emozionante e con l’occhio, appunto, di un documentarista attento. Rispetto al film precedente, però, forse la voce off si fa più pesante, più inutile: non a caso quei silenzi, quei gesti, quegli sguardi e quei rumori sono cento volte più esplicativi ed affascinanti delle frasi pronunciate, nella nostra versione, da Ambra Angiolini.

Nonostante questo, che comunque rende la visione più zuccherosa, più moral(istica)e, più bambinesca (ma il rischio è che loro si annoino…), l’occhio del regista non mente e non risparmia anche i bimbi, mettendoli di fronte ad una verità nuda e cruda: amare non vuol dire possedere, ed ecco che vengono smorzati tutti i “mamma, voglio anch’io una volpe in casa” sentiti in sala. Vedere infatti il finale, che non ha paura di bagnarsi di sangue.

E a questo si aggiungono una bella fotografia e alcuni momenti di sicuro impatto (la bambina persa nella foresta di notte: la natura è di certo bellissima, ma può essere spaventosa e più potente dell’uomo). Abbiamo un animale stupendo di cui seguiamo varie tappe della esistenza e della sopravvivenza, ed una piccola attrice, Bertille Noël-Bruneau, con un viso che buca lo schermo. Meno riuscito del film precedente, ma piacevole finché si passa sopra ad alcune cose. Educativo.

Voto Gabriele: 7

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