Lezione Ventuno (id. - Italia 2008, colore 92 minuti) Regia di Alessandro Baricco, con Noah Taylor, Clive Russell, Leonor Watling, John Hurt, Tim Barlow, Natalia Tena, Andy Gathergood, Daniel Tuite, Rasmus Hardiker, Phyllida Law, Adrian Moore, Matthew Reynolds, Clive Riche, Franco Pistoni, Chiara Paoli, Daniel Harding
Mondrian Killroy è un professore universitario eccentrico e geniale, adorato dagli studenti, che ancora ne ricordano le bizzarre e geniali lezioni. In particolare, ha assunto nel tempo un valore quasi mitico quella che è stata tramandata col titolo di “Lezione 21″ e che era interamente dedicata a smontare, pezzo dopo pezzo, la nona sinfonia di Beethoven. Lezione Ventuno è la ricostruzione di quella lezione, così come l’hanno tramandata gli appunti, i ricordi e la fantasia dei suoi studenti. Ma è anche il racconto dell’ultimo istante di vita di Hans Peters, così come lo raccontava il professor Mondrian Killroy. Peters era un giovane maestro di musica viennese trovato morto assiderato nel 1824 su un lago ghiacciato a trenta chilometri da Vienna. Probabilmente aveva passato gli ultimi istanti della sua vita suonando. Lo trovarono infatti con la mano destra stretta sul manico del suo violino. Così stretta, che non riuscirono più ad aprirgli le dita. Dovettero seppellirlo con il suo violino.
Sofisticato debutto di Alessandro Baricco, passato dietro la macchina da presa dopo che già molte delle sue storie erano state portate al cinema da altri. Opera prima particolare, poetica, multiforme, pittorica, teatrale, onirica…e poco cinematografica. Un film che va visto con il cuore e non con la mente per poterlo comprendere ed apprezzare. Razionalizzare quello che si è visto sullo schermo per poterne scrivere è un compito difficilissimo!

La pellicola si apre e si chiude sul ghiaccio, a passo di danza, con delle figure che ondeggiano lievi pattinando, accompagnate dalla musica di Beethoven suonata da un quartetto d’archi. La fotografia spettacolare ed i colori scelti fanno apparire ogni singolo fotogramma come un dipinto. Baricco ha scelto per Lezione Ventuno un linguaggio visivo onirico, che in alcuni punti sfiora il grottesco; bisogna lasciare la razionalità fuori dalla sala per comprendere ed apprezzare la pellicola che racchiude un mondo reale solo nella mente dell’autore e che, pure, ha una sua logica anche nell’illogico, proprio come i sogni.
Protagonista assoluta è la nona sinfonia di Beethoven (ma nella colonna sonora ci sono anche Vivaldi, Rossini e Strauss), analizzata, sezionata, paragonata ad un duello, ultimo tentativo di riscatto dalla solitudine e dall’oblio. Ne parlano i protagonisti, ne parlano ignote figure, fantasmi del passato con polverose parrucche bianche, volti segnati ed espressioni sofferte, che intervengono nel racconto come testimoni.
Un plauso particolare va a Gherardo Gossi, direttore della fotografia; a Carlo Poggioli per i costumi ed a Marta Maffucci per la scenografia (ed alle location naturali mozzafiato del Trentino). Ottimi tutti gli interpreti, da Noah Taylor, Leonor Watling, John Hurt, fino all’ultima delle comparse. Ciascuno è perfetto nel proprio ruolo.
Voto: 8
carloprevosti
16 ott 2008 - 09:57 - #1Ho trovato Lezione 21 un film presuntuoso. Freddo e calcolato come solo Baricco sa fare, inutile perchè non mi ha comunicato nulla tranne la noia. Non ho percepito un’urgenza, una necessità di comunicare qualcosa tranne che anche lui può fare cinema. Dopotutto l’ha fatto Battiato e anche Zampaglione, il che significa che se hai un nome e un buon direttore della fotografia, il più è fatto.
Dr.Apocalypse
16 ott 2008 - 10:52 - #2Ho sentito pareri discordanti su questo fim… devo sicuramente vederlo, anche se la spocchiosità di Baricco m ha sempre infastidito… la speranza è che nn l’abbia trasportata in sala…
Simona M
16 ott 2008 - 11:10 - #3Credo che questo film dividerà nettamente sia la critica che il pubblico. Non si può restare indifferenti. O lo si ama o lo so odia. Personalmente apprezzo la scrittura di Baricco (anche se non ho letto tutti i suoi romanzi) perciò sono probabilmente partita (positivamente) prevenuta.
Avorio
16 ott 2008 - 13:44 - #4La recensione mi riporta esattamente quanto immaginavo dopo aver visto il trailer.
Dovrò assolutamente vedere questo film, adoro i film che lasciano allo spettatore lo spazio di sognare oltre alle mere immagini, che dice tanto ma non abbastanza, e che lo rendono - secondo me - più protagonista.
Mirna
25 ott 2008 - 10:59 - #5Un film impacciato, borioso, banale, vuoto di significati, spocchioso e con la tipica presunzione del mancato docente universitario. Baricco doveva rimanere a fare le pubblicità della Mulino Bianco, e non provare a essere ciò che non è. Ritengo imbarazzante vedere in un film tutte le aspirazioni mancate del regista, tutte le sue debolezze messe a nudo così atrocemente, e soprattutto senza che lui se ne renda conto… come un vecchio rincitrullito…
dyl
22 apr 2010 - 21:27 - #6francamente mi auguro che tutti questi grandissimi e presuntuosi critici che mi hanno preceduta facciano meglio di lui nella vita. dal canto mio stimo Baricco perchè ha il coraggio di divertirsi nel suo lavoro giocando spesso di fantasia… ma forse nell’era di Moccia e di quell’altro sciagurato di dan brown è difficile che qualcosa di veramente bello sia dichiarato modestamente e onestamente tale.