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Bruno: la recensione

Pubblicato: 03 nov 2009 da Carla Cigognini

Commenti dei lettori

bruno poster italiano 1Brüno (Brüno, Usa 2009) commedia diretta da Larry Charles con Sacha Baron Cohen, Gustaf Hammarsten, Clifford Bañagale, Chibundu Orukwowu, Chigozie Orukwowu, Trishelle Cannatella, Candice Cunningham, Todd Christian Hunter, Bono, Ben Youcef, Elton John, Sandra Seeling, Emerson Brooks, David Hill, Alice Evans, Alexander von Roon.

Bruno (Sacha Baron Cohen) è un presentatore gay 19enne (!) che cura una trasmissione di moda in Austria. Un giorno viene licenziato e decide di volare in America per diventare famoso, persino più di Hitler! Come fare per essere riconosciuto a livello mondiale?

Personalmente trovo Sacha Baron Cohen un bravo attore, un ottimo trasformista (lo ricordate in Sweeney Todd?) e un buon comico e aspettavo Bruno con ansia divertita, purtroppo questo Borat delude per la sua (troppa) grossolana volgarità. Ho amato il suo precedente lavoro da solista, Borat, e mi rendo perfettamente conto che la sua comicità e il suo stile non è per tutti. Qui con Bruno, uno dei suoi personaggi televisivi, arriva al culmine (sarà il culmine poi?) con una pellicola che mangia persino il suo stesso attore facendoci dimenticare che Bruno è solo un personaggio e non una persona reale. Questo, forse, è la pecca principale del film… o forse la sua lode.

Volgare, fracassone, trasgressivo, senza pudore, ironico, coraggioso e provocatorio. Sacha Baron Cohen-Bruno è tutto questo e oltre. Alcune scene del film sono al limite della decenza (il pene in primo piano che balla, i rapporti sessuali con il pigmeo, il pompino simulato a “Milli dei Milli Vanilli”) e potranno far storcere il naso a più di una persona (strano, come mai è vietato solo ai minori di 14 anni?). Ma. C’è un ma.

bruno sacha baron cohen e bimboMa naturalmente se si conosce un minimo la carriera televisiva di Sacha Baron Cohen e del suo Bruno si è preparati… l’attore alza tutto al massimo della provocazione e cerca di portare l’attenzione sul tema dell’omosessualità. E’ sbandierata, con orgoglio e la mette alla berlina di tutti. I pezzi più riusciti sono proprio quelli in cui, parlando e ridendo, riusciamo a pensare alla “problematica gay”: le sue sedute dai gay-converter, gli insegnamenti degli arti marziali (con tanto di vibratori) per difendersi dai ragazzacci gay (”Come si fa a distinguerli?” “A volte si vestono come noi, è difficile”), il passaggio all’Etero Pride (con quello che ne consegue nella gabbia e tra gli spalti) o il tentativo di matrimonio.

Attenzione: il tema dell’omosessualità non è però trattato con razzismo, non dimentichiamoci che sia Sacha Baron Cohen che il regista Larry Charles sono due persone intelligenti (Charles è anche l’autore dello spiazzante documentario Religiolus) e qui usano lo choc e la trasgressione per trattare l’argomento con tutta l’ironia possibile.

Non solo omosessualità, naturalmente. Nella prima parte del film Bruno tenta tutte le carte per diventare famoso e mette alla berlina i cult americani: la beneficenza, l’adozione di bimbi stranieri, lo star system, la moda, i talk show, i baby-provini. Tutti e tutto sono nel mirino di Bruno, persino i rapimenti terroristici. Si prestano a questo sbeffeggiare continuo anche musicisti famosi che con lui cantano la canzone dei titoli di coda (eccola qui, con i sottotitoli italiani): Bono, Elton John, Slash, Snoop Dogg e Chris Martin.

E a proposito di doppiaggio: Pino Insegno (di Cohen ha doppiato Borat e Ali G.) sa fare il suo lavoro ma credo che la versione italiana abbia perso qualcosa. Perché il bimbo di colore si chiama Mike Tyson e nell’originale O.J. (riferito naturalmente a O.J. Simpson, sportivo, attore e accusato dell’omicidio della moglie)? E’ solo un piccolo esempio ma chissà cosa altro hanno cambiato o dimenticato. Inutile negarlo, meglio rivederlo in originale.

Nell’attesa consiglio Bruno a chi non ha paura di ridere con intelligenza. Anche magari sporcandosi un po’. Per gli omofobici meglio evitare.

Voto Carla: 6.5

Una curiosità: l’attore è stato fermato dalla polizia dopo la sua incursione sulla passerella con la tuta di velcro. Leggete qui.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (6 Voti | Media: 2.83 su 5)
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18 commenti

Commenti dei lettori

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    03 nov 2009 - 15:01 - #1
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    Cavolo Carla mi hai fatto venire voglia di vederlo questo film il trailer con quella voce è terrifficante

  • Profilo di lapo

    lapo

    03 nov 2009 - 15:02 - #2
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    a proposito della traduzione
    bisogna adattare il film alla realtà del paese, che utilità ha una battuta se viene tradotta letteralmente ma non capita?
    OJ simpsons (e i suoi misfatti) credo siano meno conosciuti in Italia di mike tyson

  • Profilo di carla---cineblog

    carla---cineblog

    03 nov 2009 - 15:13 - #3
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    @up: la voce del trailer è davvero terrificante ma poi nel film intero rende l’idea di bruno.
    attenzione però: la volgarità può portare a giudizi negativi.

    @lapo: non credo sia un motivo per cambiare una cosa del genere. O.J. é conosciuto in italia, il suo processo ha fatto il giro del mondo. è un dettaglio importante, se hanno cambiato quello (ripeto) chissà cos’altro hanno modificato.

  • Profilo di simona-m

    simona-m

    03 nov 2009 - 15:20 - #4
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    Pur riconoscendo la genialità/follia di Sacha Baron Cohen, ho trovato il film troppo eccessivo, sotto tutti i punti di vista. Va bene la provocazione, va bene il volere uscire dagli schemi, va bene non aver paura di sporcarsi…ma con Bruno si esagera nel voler esagerare. Con un pizzico di buo gusto in più, il film sarebbe stato cento volte migliore.

  • Profilo di carla---cineblog

    carla---cineblog

    03 nov 2009 - 15:37 - #5
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    esatto simona: ecco perché gli ha dato solo 6.5.

  • Mastro di Gioco

    03 nov 2009 - 16:01 - #6
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    Nell’attesa consiglio Bruno a chi non ha paura di ridere con intelligenza.

    Che si rida molto è probabile: almeno, al cinema tutti quelli intorno a me ridevano come matti, quindi posso immaginare che il film faccia ridere molti.

    Di intelligenza ne ho vista ben poca, talmente poca da essere portato a pensare che non ce ne fosse per niente.

    L’unica ragione per vedere questo film è il desiderio di guardare della pornografia omosessuale senza paura di passare per omosessuali, anche se personalmente consiglio di vedere della sana pornografia come si deve.

  • Profilo di carloprevosti

    carloprevosti

    03 nov 2009 - 16:06 - #7
    1 punto
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    Ultimamente è diventato un gioco molto comune sparare sul doppiaggio, ma a volte a sproposito. Ho visto il film il lingua originale e Bruno parla in inglese con un marcatissimo accento “tetesco”. Da quello che si sente nel trailer il doppiaggio ha seguito questa traccia, non esagerano e non epurando lo slang, risatine comprese.

    Personalmente mi fa molto più orrore una “madre tradizionale” che accetterebbe di fare la liposuzione a un bambino di 4 anni che un finto gay che “scandalizza” con esibizioni hard. Il cattivo gusto qui è funzionale al messaggio. Senza non ci sarebbe Bruno.

  • Profilo di carloprevosti

    carloprevosti

    03 nov 2009 - 16:07 - #8
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    Ps: cmq non azzarderei un voto superiore a 6,5.

  • Profilo di alc0r

    alc0r

    03 nov 2009 - 16:08 - #9
    1 punto
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    @Mastro di Gioco: ahahahaha… pornografia omosessuale??? ma di che parli?
    Come gia’ detto in un post precedente, nei film di Cohen non bisogna fermarsi alla volgarita’ perche’ non e’ fine a se stessa. Il succo dei suoi film e’ quello di smascherare il finto politically correct, per cui deve provocare anche fino all’estremo.

  • Mastro di Gioco

    03 nov 2009 - 16:22 - #10
    -1 punto
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    la volgarita’ […] non e’ fine a se stessa. Il succo dei suoi film e’ quello di smascherare il finto politically correct, per cui deve provocare anche fino all’estremo.

    Appunto: è solo un po’ di finta trasgressione buona a scandalizzare le signorine e i benpensanti e a scombussolargli un po’ gli ormoni.

    Il riferimento alla pornografia gay invece è totale: forse tu non conosci il genere, ma praticamente è un inno al pornogay. Ovviamente è tutto pensato per le signorine e i benpensanti, e tutte le cose interessanti vengono eliminate.

    Il problema è che se non ti fai influenzare dalla finta trasgressione del film, se vedere un enorme pene moscio ti annoia, se non hai particolari problemi personali con il mondo gay, di questo film non ti rimane niente se non la volgarità e la noia.

  • Lizardo82

    03 nov 2009 - 17:05 - #11
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    Invece attorno a me non rideva nessuno.
    Io ho sogghignato parecchio e riso di tanto in tanto, quanto basta per definirlo divertente.
    A suo modo S.B.C. è geniale ed è piacevolmente eccessivo.
    Bruno è un esercizio di stile se vogliamo un “lo faccio perchè posso farlo e perchè so farlo” e io, in tutta franchezza, taluni esercizi di stile li apprezzo.

    Il commento sulla pornogrfia omosessuale è quanto di più ridicolo abbia letto su questo lungometraggio.
    Non c’è traccia di pornografia (intesa come rappresentazione di soggetti osceni) in tutto il film, la pellicola è semplicemente densa di satira…non satira al italien: satira.
    Non saperlo distinguere, anche se quantomai comune, è assai è triste.

  • Mastro di Gioco

    03 nov 2009 - 18:09 - #12
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    Non c’è traccia di pornografia (intesa come rappresentazione di soggetti osceni) in tutto il film

    A parte che la pornografia non è questo, io non ho detto che è pornografia: se fosse pornografia mi sarebbe piaciuto. E’ costante il riferimento al pornogay.

    la pellicola è semplicemente densa di satira…non satira al italien: satira.
    Certo, la graffiante satira del film. Il ricchione con un falso accento tedesco che vuole essere più famoso di Hitler. Mi sto ammanzzando dalla risate. Perché non è mica “italiana” eh, è in inglese, e allora ha la patente di satirismo (ups).

    Non saperlo distinguere, anche se quantomai comune, è assai è triste.

    Perché io so’ io, e voi nun siete un razzo!

  • Profilo di lapo

    lapo

    03 nov 2009 - 18:59 - #13
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    a sto punto pure vacanze di Natale lo considererei satira dell’Italiano moderno, arricchito ignorante cornuto e cornificatore, spendaccione e burino

  • Profilo di simona-m

    simona-m

    03 nov 2009 - 19:03 - #14
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    @Carlo: “Personalmente mi fa molto più orrore una “madre tradizionale” che accetterebbe di fare la liposuzione a un bambino di 4 anni che un finto gay che “scandalizza” con esibizioni hard. Il cattivo gusto qui è funzionale al messaggio. ” Perfettamente d’accordo con te. Ma in Bruno, come ho detto, si esagera nel voler esagerare. In questo modo, al 99% degli spettatori rimarrà nella memoria un c*zzo che sballonzola, anzichè gli agghiaccianti genitori pronti a tutto (la bambina deve perdere 5 kg in una settimana? Non è un problema!). Ecco perchè dicevo che con un po’ di buon gusto in più lo avrei trovato un film migliore.

  • Lizardo82

    03 nov 2009 - 19:11 - #15
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    Precisamente.
    La satira italiana è morta, non ammetterlo è patetico.
    La satira anglosassone, ma anche francese, non lo è.
    Asserire il contrario significa esternare una conoscenza estremamente povera del fenomeno e una percezione dozzinale dello stesso.
    La dimostrazione della percezione rozza sta proprio nell’individuare, nello specifico, oggetto della satira il soggetto del film “Il ricchione con un falso accento tedesco che vuole essere più famoso di Hitler”.

    Ribadisco, il film è abbastanza divertente ed è ben fatto, il doppiaggio lo impoverisce un po’.
    Ad ogni buon conto il pubblico medio italiano (come del resto il pubblico medio americano) non è maturo a sufficienza per apprezzarlo nei dettagli.
    Di sicuro non è capace (in gran parte) di apprezzare la raffinata tecnica attoriale di S.B.C.

  • stelvio

    03 nov 2009 - 19:46 - #16
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    ma di cosa blaterate!?! in luoghi di cinema non si dovrebbe nemmeno perdere tempo a nominare Sacha Baron Cohen, qui vi perdete in discussioni piene di complimenti nei riguardi di sto rizio e di accuse contro gli italiani, il gusto ironico, la satira…di questo film il pubblico non si ricorderà proprio niente visto il sonoro flop mondiale! provocazione, esagerazione…gli americani si stanno ancora frustando per la svista su borat venduto da loro come un capolavoro! andate a studiare va!

  • Mastro di Gioco

    03 nov 2009 - 19:57 - #17
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    La dimostrazione della percezione rozza sta proprio nell’individuare, nello specifico, oggetto della satira il soggetto del film “Il ricchione con un falso accento tedesco che vuole essere più famoso di Hitler”.

    Certo, è un punto di vista.

    Per me invece è indice di rozzitudine considerare un’infilata di scemenze e nudità, imbellettate di critica ai mass-media, un esempio di alta scuola di satira. Perché vuol dire che un’opera noiosa, prevedibile, scontata dall’inizio alla fine, il cui unico scopo è far uscire gridolini di stupore dalle boccuzze a culo di gallina delle signorine, viene considerata uno standard qualitativo elevato.

    D’altro canto, se non riesci nemmeno a vedere le evidenti e volute citazioni pornografiche, hai ben poche possibilità di venire a fare la lezioncina ai presenti.

    Tra l’altro, vista l’attenzione ai dettagli, non riesce nemmeno a parlare un tedesco decente le poche volte che decide di farlo. Raffinata tecnica attoriale…

  • Lizardo82

    03 nov 2009 - 20:14 - #18
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    Certo, del resto scopo del film è interpretare un austriaco che parla perfettamente tedesco.
    Triste a dirsi non si arriva da nessuna parte partendo da questi presupposti.

    Che l’opera faccia uscire “gridolini di stupore” dalla maggior parte del pubblico femminile è certamente innegabile, insieme ad espressioni di disgusto dalla maggior parte del pubblico maschile, tutto ciò è innegabile, gratuito aggiungerei, una constatazione banalotta.

    Pensare che questo sia lo scopo però è sbagliato, il giudizio inoltre esplicita una posizione da spettatore non diversa dallo spettatore medio e disinteressato di cui sopra.
    Per carità, posizione assolutamente dignitosa, non è il caso di crocifiggere nessuno.
    Nell’esaminare un’opera ci si può fermare al livello che si preferisce o, semplicemente, ci si può fermare al termine dei mezzi a nostra disposizione.

    Dal canto mio ribadisco che la tecnica attoriale di S.B.C. è eccellente e innovativa e ricercata, chi dice il contrario è superficiale o semplicemente parla di ciò che non conosce.

    E’ incredibile come, non appena entra in gioco qualsiasi tema di natura sessuale, l’oggettività degli spettatori perda qualsiasi punto di riferimento e confonda la genialità (genialità è troppo, diciamo innovazione, originalità) con la volgarità.
    Ma ripeto, è comprensibile.
    Pazienza.