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Il Concerto: Recensione in Anteprima

Pubblicato: 03 feb 2010 da dr. apocalypse

Il Concerto (Le Concert, Francia, Italia, Romania, Belgio 2009) di Radu Mihaileanu; con Aleksei Guskov, Dmitri Nazarov, François Berléand, Miou-Miou, Valeri Barinov, Anna Kamenkova Pavlova, Lionel Abelanski, Alexander Komissarov, Jacqueline Bisset, Laurent Bateau, Mélanie Laurent.

Un autentico gioiello. Accolto trionfalmente al Festival di Roma, Radu Mihaileanu torna finalmente in sala 12 anni dopo Train de Vie e 5 dopo Vai e Vivrai con questo splendido, divertente e commovente Il Concerto. Giocando con la sua inimitabile ironia, Mihaileanu si conferma il “Benigni rumeno”, portando in sala la stramba, surreale, originale e deliziosa stroria di Andrei Filipov, il più grande direttore d’orchestra dell’Unione Sovietica, licenziato in tronco ed umiliato per essersi rifiutato di cacciare alcuni musicisti ebrei, nel pieno del regime comunista. Un genio musicale che si ritrova così, dopo 30 anni, sempre al Bolshoi, storica Orchestra russa, ma come uomo delle pulizie. Il destino bussa però alla porta di Filipov, con un fax, indirizzato al Direttore del Bolshoi, che finisce casualmente tra le sue mani. La comunicazione arriva da Parigi, dal Theatre du Chatelet, che invita l’orchestra ufficiale a suonare nella capitale francese. Un’occasione più unica che rara per Andrei, da tre decenni desideroso di riscatto ed ora pronto ad approfittarne, riunendo i suoi vecchi amici musicisti, spacciandoli per l’Orchestra del Bolshoi…

Si può rendere un film totalmente incentrato sulla musica classica un piccolo, godibile ed emozionante capolavoro di comicità? Sì, se siete Radu Mihaileanu. Candidato a 6 Oscar francesi, Miglior Film, Regia, Sceneggiatura, Suono, Colonna Sonora, Montaggio, Il Concerto riesce a portare al cinema una fine e sublime metafora del comunismo che fu, con il classico di Cajkovskij chiamato a rappresentare l’equilibrio perfetto tra singolo e collettività, arrivando così all’armonia assoluta, e quindi al benessere sociale…

Un trionfo di emozioni. Al Festival del Cinema di Roma Il Concerto convinse tutti, critica e pubblico, riuscendo tanto a commuovere quanto a strappare sincere risate, esattamente come riuscì a fare 12 anni fa Train de Vie. Giocando con le diversità etniche, Radu Mihaileanu ne ha una “buona” per tutti anche in questa occasione: zingari, rumeni, ebrei, russi, francesi e comunisti, tutti finiscono nel suo grottesco ed ironico calderone, alimentato a tempo di musica classica, partendo da Mozart e finendo con lo strepitoso concerto in re maggiore n° 35 per violino ed orchestra di Cajkovskij. Tanto diversi e sempre pronti ad imbrogliare il prossimo, tutti i protagonisti della pellicola riescono ad abbattere le barriere sociali e culturali che li dividono grazie all’ineguagliabile magia della musica, capace di far così crollare diversità apparentemente insormontabili.

Attraverso uno script fulminante nelle battute, surreale nella sua follia ed esaltante nella sua ‘partitura’ musicale, Il Concerto conferma le qualità di un autore che nel 1998 ebbe solo la ’sfortuna’ di trovare sulla propria strada un certo Roberto Benigni, che con La Vita è Bella andò a toccare con mano proprio il tema trattato dal suo 2° film, Train de Vie, trionfando agli Oscar. Mischiando francese, russo, romeno, inglese e una cascata di dialetti, Mihaileanu si concede ad un cast di attori semi sconosciuti, capitanati da un convincente Aleksey Guskov, nei panni di un sognante direttore d’orchestra, e dalla bella e brava Mélanie Laurent, passata dai Bastardi di Tarantino ai concertisti folli del regista rumeno. Affidandosi ad un sapiente montaggio, Mihaileanu alimenta la storia seminandola d’attesa in vista del roboante, tecnicamente complicatissimo e straordinario concerto finale, pronto ad esplodere in un trionfo di emozioni.

Da vedere possibilmente in lingua originale e con i sottotitoli in italiano (imperdibili alcune storpiature linguistiche) Il Concerto si candida da subito ad autentica sorpresa di questa stagione cinematografica appena iniziata.

Uscita in sala: 5 febbraio

Voto Federico: 8
Voto Gabriele: 8
Voto Simona: 8

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (4 Voti | Media: 4 su 5)
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15 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di giovanny

    giovanny

    03 feb 2010 - 12:35 - #1
    0 punti
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    visto in Francia, divertente e commovente, non so quanto e se verrà rovinato dal nostro doppiaggio. In lingua originale (con dovuti sottotitoli) è fantastico!

  • Okq

    03 feb 2010 - 13:09 - #2
    0 punti
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    Spero lo facciano in più di 10 sale in tutta Italia.

  • Profilo di hachi

    hachi

    03 feb 2010 - 14:40 - #3
    0 punti
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    bella recensione! seguirò il tuo consiglio e lo vedrò in lingua originale :D

  • stelvio

    04 feb 2010 - 11:58 - #4
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    sopravvalutato, soprattutto in italia, ovviamente. in francia non ha convinto pienamente la critica e ai césar ha poche possibilità. ha cmq ottenuto un ottimo successo al botteghino. probabilmente perchè Mihaileanu mischia l’alto con il basso, la musica classica con la farsa, senza troppa finezza e con molta approssimazione rendendo il tutto di facile lettura anche per un pubblico meno preparato che di conseguenza si sente appagato e contento di apprezzare anche cose verso cui mai si era interessato. hai detto bene appunto, come benigni, la stessa roba. certo Mihaileanu almeno un minimo conosce il linguaggio cinematografico, lo dimostra l’ultima parte con il concerto, quella si davvero riuscita.

  • Lp

    04 feb 2010 - 18:38 - #5
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    La critica francese é meglio non ascoltarla mai, specie per noi italiani.

  • Profilo di paolino

    paolino

    10 feb 2010 - 02:38 - #6
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    Un film falso e ruffiano come il mio gatto quando è in cerca di cibo. Ma mi tocca volergli bene. Al gatto e al film.

  • fabrizio78

    15 feb 2010 - 12:25 - #7
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    Uno dei film migliori usciti negli ultimi sei mesi. Peccato che sia uscito in poche sale e che, per quanto riguarda Napoli, sia in programmazione in soli DUE cinema in città per un totale di QUATTRO in tutta la provincia, multiplex compresi.

    Ps
    complimenti per la recensione

  • Profilo di zaffiro79

    zaffiro79

    20 feb 2010 - 09:42 - #8
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    Ottimo film l’ho amato dall’inizio alla fine!

  • Antipapa

    21 feb 2010 - 15:51 - #9
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    Un flm orribile, pieno di errori storici (i Gulag negli anni ‘80!!!!), con una sceneggiatura mediocre e lacunosa. Salvato solo dagli ottimi attori e dalle caratteristiche facce degli orchestrali.

    Non riesco a capire come si possa cadere così in basso dopo un capolavoro come “Train de vie”.

    Sconsigliatissimo! Rivoglio i miei soldi!!

  • ghita

    10 mag 2010 - 21:51 - #10
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    toate filmele de radu mihaileanu sint de calitate.Nu sint filme de duzina.COMPLIMENTI

  • aluette

    14 lug 2010 - 10:44 - #11
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    Un film assurdo! Sono rimasta indignata per il modo in cui il regista rumeno (e forse proprio perchè rumeno!) ha ritratto i russi. Li ha descritti come una banda di scalmanati, amorali, inclini al crimine e anche abbastanza citrulli, con un umorismo da terza elementare (pensato a tavolino per strappare AD OGNI PIE’ SOSPINTO delle risate ad un pubblico di cerebrolesi). Mi rifuto di credere che qualcuno dotato di un maturo senso dell’umorismo, possa aver trovato divertenti le battute grossolane che costellano il film.) Anche la scelta dell’accento eccessivamente marcato con quegli strafalcioni linguistici, talmente macroscopici che nessuno riuscirebbe a riprodurre, nemmeno sforzandosi (penso per esempio ad ‘amenità’ come: prego, io volio acqua CON rubinetto.) La storia esisteva ma è stata letteralmente massacrata dalle scelte di regia e da una sceneggiatura da barzelletta. Mi chiedo che cosa si siano fumati i critici entusiasti di questo film!! Ma che film avete visto??? Ma come si può premiare un’accozzaglia di clichè offensivi verso il popolo russo e di banalità urticanti, con un david di donatello e 1 nastro d’argento??? Sono uscita dal cinema, scandalizzata e indignata per come una storia delicata, con punte di poesia e con la bellezza della musica di Tchaikovsky è stata fatta a pezzi da uno dei registi più intellettualmente DISONESTI che io conosca.

  • marghe *.*

    13 dic 2010 - 15:38 - #12
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    che do bali sto film

  • andrea longobardi

    11 gen 2011 - 18:45 - #13
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    io penso che il concerto sia un bel film sia per il tema principale cioè la passione pe la musica che per altre cose..io lo rivedrei

  • Goukisan

    08 nov 2011 - 18:18 - #14
    0 punti
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    Ho visto questo film in 3° media e me ne sono innamorato subito:l’ ho cercato appena sono tornato a casa,l’ ho trovato e me lo sono gustato come non pochi;sfortunatamente ho trovato solo la versione italiana,perché avrei preferito la versione originale(capisco il francese,quindi potrei confrontarli e vedere cosa hanno cambiato gli italiani).
    L’ unione di tutti i popoli presenti nel film fanno pensare a un grosso miscuglio,ma Mihaileanu é riuscito a tenere tutto in equilibrio grazie alla MUSICA,già all’ inizio del film in cui ritrae il Filipov che sogna quel concerto ogni giorno che và a lavorare,lo mima in ogni minimo dettaglio(segno che quel trauma lo ha colpito profondamente).
    Bello l’aumento del volume quando trova il fax,con il suono della campana che mostra l’arrivo della sua folle ma comica idea.La cosa più comica(ed interessante) che ho notato dall’ inizio é come siano state unite musica e mafia,anche se tutti dicevano che nessuno si interessasse alla musica…e invece trovano il loro sponsor propio in mezzo alla mafia,cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato.

    Propio adesso sto facendo due recensioni,quindi questi siti mi aiutano molto a capire la natura del film e ad intravedere tutte le sfumature presenti.
    Grazie di cuore per aver fatto quest’ onore ad un film magnifico.

  • Goukisan

    08 nov 2011 - 18:20 - #15
    0 punti
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    Ho visto questo film in 3° media e me ne sono innamorato subito:l’ ho cercato appena sono tornato a casa,l’ ho trovato e me lo sono gustato come non pochi;sfortunatamente ho trovato solo la versione italiana,perché avrei preferito la versione originale(capisco il francese,quindi potrei confrontarli e vedere cosa hanno cambiato gli italiani).
    L’ unione di tutti i popoli presenti nel film fanno pensare a un grosso miscuglio,ma Mihaileanu é riuscito a tenere tutto in equilibrio grazie alla MUSICA,già all’ inizio del film in cui ritrae il Filipov che sogna quel concerto ogni giorno che và a lavorare,lo mima in ogni minimo dettaglio(segno che quel trauma lo ha colpito profondamente).
    Bello l’aumento del volume quando trova il fax,con il suono della campana che mostra l’arrivo della sua folle ma comica idea.La cosa più comica(ed interessante) che ho notato dall’ inizio é come siano state unite musica e mafia,anche se tutti dicevano che nessuno si interessasse alla musica…e invece trovano il loro sponsor propio in mezzo alla mafia,cosa che nessuno si sarebbe mai aspettato.

    Giusto adesso sto facendo due recensioni,quindi questi siti mi aiutano molto a capire la natura del film e ad intravedere tutte le sfumature presenti.
    Grazie di cuore per aver fatto quest’ onore ad un film magnifico.

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