
Negli ultimi giorni lo ’scandalo ad aziendam’ firmato Mondadori ha aperto una lunghissima discussione editoriale, tra autori e non, lanciata da Vito Mancuso. Ad interessarsi della vicenda, ieri, sulle pagine de La Repubblica, Eugenio Scalfari, da tre anni autore dell’Einaudi, società che dal 1994 è controllata dalla stessa Mondadori. Non volendo entrare nel merito della discussione, tanto politica, quanto culturale ed ‘eticamente’ sensibile, torniamo all’intervento di Scalfari per una sua clamorosa ammissione, fatta tra le righe, fino ad oggi rimasta sconosciuta:
“Ho avuto anche un’altra esperienza che forse è utile raccontare perché riguarda pur sempre il settore della comunicazione. Due anni fa la casa cinematografica Medusa di proprietà della Fininvest mi informò che era interessata a fare un film utilizzando come soggetto un mio romanzo intitolato “La ruga sulla fronte”. In quello stesso giro di mesi la Medusa stava realizzando il film “Baarìa” con Giuseppe Tornatore. Accettai la proposta e si arrivò fino alla stesura del copione ma a quel punto accadde un fatto: il presidente della Medusa, Carlo Rossella, intervenendo alla trasmissione televisiva “Ballarò” e pochi giorni dopo a quella di “Porta a porta”, fece affermazioni molto gravi e a mio avviso faziose in favore di Berlusconi e si lasciò andare a veri e propri insulti contro i partiti di opposizione. Scrissi dunque alla Medusa rescindendo il rapporto che avevo con lei. In campo cinematografico questa società è il solo produttore e distributore esistente sul mercato italiano, a differenza del mercato dei libri. Perciò chi rifiuta di lavorare con Medusa rinuncia a veder realizzato il film che lo interessa”.
Detto che Scalfari sbaglia nell’affermare che in Italia esista solo e soltanto Medusa in quanto distributore e produttore, ritenete sia giusto, dal punto di vista di un autore, far entrare la politica, e l’idea che si ha di essa, nel complesso mondo produttivo cinematografico, senza ovviamente tralasciare l’evidente ed ingombrante conflitto d’interessi che caratterizza l’intera Società Italia? D’altronde negli ultimi anni diversi autori, registi ed attori, notoriamente di sinistra, hanno realizzato film con la Medusa di Silvio Berlusconi. Da Sabina Guzzanti, che ci ‘cascò’ con Bimba, fino all’ultimo Tornatore, con Baaria, e a Paolo Virzì, da anni ormai fedelissimo Medusa, senza dimenticare il caso forse più eclatante, ovvero quello di Roberto Benigni, che si affidò alla distribuzione Medusa per il suo Pinocchio. Eugenio Scalfari disse invece no, facendo così morire la possibilità che il suo romanzo La ruga sulla fronte approdasse in sala. Giusto o sbagliato?
Fonte:Repubblica
simosayan
26 ago 2010 - 10:21 - #1“se sei un eroe o muori o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”
Finalmente qualcuno con gli attributi.
riccardone78
26 ago 2010 - 11:25 - #2mah, sicuramente Scalfari ha il diritto di non legarsi a chicchesia per le sue convinzioni politiche, quello che ci rimette economicamente è lui.
Chiaramente mi viene da pensare che la questione non si limiti al “perché la medusa è di berlusconi….” altrimenti non avrebbe mai pubblicato con l’Einaudi. È più facile che non volesse più aver a che fare con Rossella.
aldebaran85
26 ago 2010 - 12:40 - #3medusa produce film schifezza
danyele-world
26 ago 2010 - 16:07 - #4Medusa non è la sola sul mercato italiano, ma dopo i guai di Cecchi Gori, ha chiaramente e palesemente assunto una posizione dominante nel panorama italiano (basta vedere la fatica che fanno altre ottime case come Fandango o 01).
Poi, non penso che tutta la gente in Italia lavori solo con persone che hanno le loro stesse idee politiche… Virzì, Tornatore e Benigni hanno dimostrato che si può lavorare tranquillamente…
..a patto che all’autore sia lasciata piena autonomia creativa!
Evidentemente in questo caso così non è stato… o semplicemente Scalfari ha avuto un rigurgito di “coerenza” e non si è voluto far mettere i piedi in testa, nonostante i soldi che avrebbe ricevuto.
Cmq gli va la mia stima: oggi è raro trovare persone che sono + fedeli ai propri ideali piuttosto che ai soldi.
Giovanni Domenella
31 dic 2010 - 15:26 - #5Scalfari ha la pretesa di essere il gran burattinaio del sistema politico Italiano. Quando l’affare Mondadori gli sfuggì di mano soffrì la sindrome di lesa maestà, gridò l’allarme per la libertà di pensiero, teorizzò il conflitto d’interesse, il berlusconismo e l’antiberlusconismo. Per “Il grande fratello” il dissenso di Rossella é intollerabile. Grande esempio di pensiero chiuso che purtroppo contamina il paese.