Logo Blogo

Venezia 2010: Noi Credevamo - La recensione del film di Mario Martone

Pubblicato: 08 set 2010 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

noi-credevamo-poster-italianoNoi credevamo (Italia 2010 - Storico) di Mario Martone con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti.

Domenico, Angelo e Salvatore sin da giovani entrano a far parte della Giovine Italia, e partecipano attivamente anche alle “trasferte” parigine, tra le quali c’è quella destinata ad uccidere Napoleone III. Noi credevamo è il racconto del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della nostra nazione e narrando le storie dei tre ragazzi…

Noi credevamo era senza ombra di dubbio il titolo italiano più atteso della 67. Mostra del Cinema di Venezia. Basta prendere un bravo regista, una grande ed importante fetta della nostra Storia, un nutrito gruppo di bravi attori ed, in seguito, una lunghissima lavorazione soprattutto per quel che riguarda la post-produzione per creare l’attesa.

Il nuovo film di Martone arriva al Lido in una versione di 204 minuti, mentre in tv sarà diviso in più puntate. Chiariamo subito che Noi credevamo è un’opera importante e coraggiosa: su questo non credo ci possano essere dubbi. E’ ancora più coraggiosa ed interessante per le tesi che avanza e che tutti, da chi ha gradito il film a chi l’ha gradito un po’ meno, hanno riscontrato.

noi-credevamo-guido-caprino e luca-zingaretti

In questo percorso che segue tre giovani ammiratori di Mazzini e delle sue idee, che prosegue con le lotte garibaldine (nonostante Garibaldi non si veda mai, o quasi) e che finisce con l’Unità gettandoci sopra un sacco di ombre, c’è soprattutto il modo di poter capire il ruolo di molti, dai Savoia ai Borboni, e soprattutto di provare ad analizzare la situazione del Nord e del Sud, divise già alla nascita…

Progettato, pensato e diretto come un film fortemente improntato sul versante storico, Noi credevamo è un film di elevata complessità, e che per questo si gioca la “solita” partita che ogni film italiano che prova a rivisitare le pagine della Storia deve giocarsi: quella tra cuore e cervello. Abbiamo già visto che a suo modo il film rilegge la nostra situazione di oggi, e quindi chi siamo e cosa siamo diventati proprio attraverso il collegamento diretto col Risorgimento. Una tesi stimolante che contribuisce però a suo modo a far vincere nettamente il cervello sul cuore.

Tornano alla mente Il Gattopardo e il nostro cinema italiano che fu guardando Noi credevamo, e tuttavia Martone non riesce a regalare quelle emozioni e quei sentimenti che un tempo riuscivamo a far nostri senza problemi. Il regista napoletano forse è troppo interessato a poter rendere cinematografici il suo pensiero e le sue idee, con la conseguenza però che il suo film a tratti sa davvero troppo di teatro (di guerra, per usare un po’ di ironia…), visto che molto di quel che capita viene raccontato dai protagonisti e non si vede in campo, e soffra di una strana “ingessatura”.

Ma alcuni momenti sono effettivamente bellissimi, come ad esempio la sequenza d’apertura che ci fa tuffare direttamente nel clima del Risorgimento, con tanto di testa mozzata e impalata. Coinvincente il gruppo di attori, da Luigi Lo Cascio a Francesca Inaudi, da Toni Servillo nel ruolo di Mazzini a Luca Zingaretti nel ruolo di Crispi. E nonostante tutto sia così cinematografico e perfetto, non riesce a staccarsi dagli occhi anche una certa patina televisiva. Non così forte, evidente ed irritante, anzi. E’ quasi invisibile, ma credo di poter affermare che inspiegabilmente è presente…

Voto Gabriele: 6
Noi Credevamo sarà nelle sale italiane dal mese di novembre 2010. Qui il trailer italiano.

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
14 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • ClaudiaSalina

    08 set 2010 - 10:49 - #1
    -1 punto
    Up Down

    Ne so “abbastanza” di Storia essendo quella Risorgimentale la mia specifica. Trattare la materia ed escludere un GRANDE uomo come il Generale Garibaldi è impossibile. E’ come affrontare l’ascesa dei nazisti non citando mai Hitler o recensire Biancaneve della Disney parlando esclusivamente dei sette nani!
    Il Generale Garibaldi non ha mai per i suoi personali interessi approfittato della situazione congeniale che perseguiva e di cui era artefice. Molto più considerato attualmente all’estero morì povero regalando appezzamenti grandi come regioni alla gente del popolo di cui era fieramente parte e da cui non è mai stato tradito. Rileggere oggi gli scritti dei discorsi che Garibaldi fece in Parlamento, abbandonandolo per il disgusto verso la vita politica, ripudiandola in toto, illuminerebbe l’attuale cittadino sulle funzioni reali di chi è chiamato a governare per gli interessi di tutti. Avendo visionato in anteprima la pellicola riscontro in questa omissione la più grave pecca, d’altronde chi fa del bene si ricorda sempre meno di chi fa del male. E’ in questa scelta che traspare l’odiabile snobberia della sinistra italiana, pronta a riempirsi la bocca sulle disgrazie altrui mentre pasteggia in Mercedes, ha il rolex al polso e vive nei centri storici in appartamenti non meno grandi di 120 metri quadri! E Martone ha l’alterigia di chi pontifica mentre a piovra s’inserisce nel tessuto sociale per averne un tornaconto personale.

  • mr.oizo

    08 set 2010 - 11:35 - #2
    1 punto
    Up Down

    Claudia non serve certo essere specializzati in storia risorgimentale per essere a conoscenza del ruolo estremamente decisivo che ebbe Garibaldi nel processo d’unificazione d’Italia. Detto questo, giusto per ridimensionare la tua frase d’apertura - quella si che è alterigia - mi pare che tu stia dimenticando che il film in oggetto sia in fondo pur sempre una fiction, e non un’analisi storiografica, e in quanto tale mi sembra ovvio che debba necessariamente essere incentrata su un singolo evento o personaggio (in questo caso Mazzini) ed essere - ahimè - costretta a tralasciarne molti altri (come Garibaldi o come anche Cavour…altro grande protagonista)

  • baldino79

    08 set 2010 - 11:48 - #3
    1 punto
    Up Down

    L’intento di Martone è quello di raccontare episodi “nascosti” dell’ “unità d’Italia”, di Garibaldi, Cavour, Crispi se ne è parlato tanto in passato esaltandone le gesta quando in realtà la “vera” storia è tutta un’altra. Non penso ci sia nessuna snobberia di sinistra in questo caso, anzi, probabilmente si poteva osare di più ma, probabilmente, sarebbe stato difficile trovare finanziatori, la vera storia dell’unificazione d’Italia è sepolta negli archivi di Stato di Milano e Torino e solo pochi coraggiosi e osteggiati giornalisti hanno avuto il coraggio di scriverne.
    Far conoscere gli orrori perpetrati dal Piemonte e, anche dai Mille di quel “grande” uomo di Garibaldi, non interessa e non si vuole far sapere…

  • Francesco da Torino

    08 set 2010 - 13:16 - #4
    0 punti
    Up Down

    Per me Claudia ha ragione. Neanche prova a parlare che subito la si accusa di cose che io onestamente non trovo. Alterigia? Mah…e poi non solo per lei Garibaldi è ancora per molti italiani un grande uomo ma è l’ignoranza a far parlare gente come baldino 79, il revisionismo storico ha in voi ottimi ignoranti paladini….da quando in qua le guerre si fanno purtroppo senza mietere vittime? Rispondimi a questa semplice domanda e ti accorgerai di come tu sia fuori strada…gli uomini vanno letti sotto altre ottiche specialmente quelli che per unire il nostro paese tristemente si son dovuti sporcare le mani di sangue…ma se loro non l’avessero fatto te non saresti qui, come me del resto e forse è l’unica certezza.

  • Profilo di john_buscema

    john_buscema

    08 set 2010 - 15:45 - #5
    0 punti
    Up Down

    la forza di ogni nazione è il popolo. e questo è un fatto. che in italia prima (e dopo) dell’unità non ci amassimo tra nord e sud non è un mistero. e questo è un altro fatto. andare a studiare negli archivi storici d’epoca, invece che dai libri preconfezionati aiuterebbe non poco a dissipare dubbi e correggere malintesi; tipo: “ma la gente la voleva veramente l’unità d’italia?

    http://www.youtube.com/user/StaffGrillo#p/search/10/9Fq-Yxs0_0w

  • baldino79

    08 set 2010 - 22:38 - #6
    0 punti
    Up Down

    Caro il mio Francesco visto che abiti a Torino potresti andare all’archivio di Stato ed informarti un pò prima di parlare. Revisionismo storico? L’unità d’Italia è stata “voluta” per coprire i debiti e l’economia del Piemonte al collasso, e il Regno delle due Sicilie rappresentava l’unica soluzione in quanto risultava il 3° paese più industrializzato dopo Inghilterra e Francia. Perfino Garibaldi, nei suoi scritti, parlò di “cose da cloaca”. Inoltre le banche borboniche erano molto ricche, come le regge ed i musei saccheggiati a piene mani.
    Sì le guerre si fanno mietendo vittime, ma potresti cercare cosa successe a Gaeta, Pontelandolfo e Casalduni e dirmi se sono vittime di guerra o cosa… Ma informati bene non limitarti ai libri di storia…

  • 0tacovva

    12 nov 2010 - 21:33 - #7
    0 punti
    Up Down

    confermo quanto ha detto baldino 79 con cui sono pienamente concorde! l’unità d’Italia è stata fatta a spese del Sud!
    Garibaldi un eroe? più che altro un distruttore degno del più pieno vituperio da parte di chiunque!
    ma ciò non viene insegnato a scuola dove ahimè (o forse è meglio dire ahinoi) si insegna la storia imposta dal popolo vincitore (il Piemonte) e non dal popolo vinto (il Regno delle due Sicilie)!
    da ciò deriva una visione del Sud come stato retrogrado, povero ed arretrato!
    badate bene! ogni volta che si usa il termine Sud lo si fa in senso dispregiativo!
    ma se il Sud fosse stato povero ed arretrato sul serio, il Piemonte lo avrebbe annesso a se per puro amor patrio? ergo c’era un interesse molto più venale che ha spinto la Nobile Regione del Nord… la ricchezza del SUD.
    ma come ha già detto baldino79 ciò non si vuole far sapere!

  • gabriella de martini

    17 nov 2010 - 00:49 - #8
    0 punti
    Up Down

    Film bellissimo avvincente come un romanzo di cui si vuole arrivare alla fine.Brani d’opera diretti stupendamente da Abbado che contribuiscono a creare quell’atmosfera di eroismo convulso che contraddistingue il nostro Risorgimento.Film epico ma non retorico senza panache o grandeur ma commovente e corale. peccato solo la non sempre facile comprensione ci vorrebbero i sottotitoli anche per il dialetto.

  • GIAN PAOLO COSTA

    18 nov 2010 - 21:38 - #9
    0 punti
    Up Down

    Film faticoso da seguire ma tutto sommato un esempio più che buono di rivisitazione critica. Si può discutere su tutto, sul versante filmico-cinematografico: ma storicamente le cose sono andate così. Uno degli stati più piccoli dell’Italia, culturalmente pressocchè inesistente nei confronti dei “vicini”, a metà ‘800 si è abilmente mangiato tutti gli altri. E un’Unità d’Italia siffatta ha innescato tutti i problemi che 150 anni di storia peninsulare non sono riusciti a risolvere. Anzi: e la ruota continua a girare, ma sempre a vuoto. E una ruota che gira a vuoto di strada ne percorre poca. Chi vedrà, vivrà. Complimenti comunque all’autore per aver portato in porto un film sul Risorgimento senza azione, solo “parlato”! E se il cemento incompiuto ed anacronistico di scenografia è stato voluto … il messaggio ha un suo indubbio fascino!

  • StefanoCastigliano

    19 nov 2010 - 21:18 - #10
    0 punti
    Up Down

    @Claudia sei esperta di storia rinascimentale…allora dovresti sapere che Garibaldi ha sborsato tangenti a metà dei generali dell’esercito delle Due Sicilie perchè altrimenti non si spiegherebbe come 1000 straccioni/avanzi di galera (che in realtà poi erano inizialemnte circa 3000) siano riusciti a sconfiggere un esercito ben organizzato e ben armato che poteva contare su 100.000 uomini; per non parlare della sua appartenenza, provata, a logge massoniche varie e dei saccheggi, stupri ed assassinii che ha permesso durante la spedizione ( scandaloso quello che successe dopo aver occupato Palermo)
    La figura di Garibaldi meriterebbe di essere revisionata a 360° solo che fa comodo vederlo come salvatore della patria.
    Auguri.

  • giuliog02

    27 nov 2010 - 02:15 - #11
    0 punti
    Up Down

    Film assolutamente splendido, anche se con qualche licenza poetica (età di Mazzini), qualche visione profetica poco accettabile (cemento armato), l’eccesso iniziale di dialetto e parlata sottovoce (Occorrevano i sottotitoli), la scala metallica nel carcere francese. Il film non doveva trattare il Risorgimento, ma solo alcuni aspetti e, soprattutto, da un punto di vista ben preciso, quello dei tre giovani. Inoltre, storicamente ho trovato apprezzabile l’inserimento dell’aspetto geopolitico internazionale con le scene di Parigi e Londra. Accompagnamento musicale stupendo, emozionante!

  • Profilo di cats10

    cats10

    27 nov 2010 - 12:50 - #12
    0 punti
    Up Down

    Mah…mi è sembrata la classica fiction Rai per la TV. Tutto: attori, fotografia, regia, aveva il sapore del “già visto” decine di volte in TV.
    L’impressione mia ( e la lunghezza del film sembra darmi conferme in tal senso) è che questo progetto sia nato proprio per il piccolo schermo e sia poi stato dirottato nelle sale cinematografiche, aggiungendo qualche nome importante qua e là per dare un senso a questa scelta. Ma non basta mettere il nome di Toni Servillo sulla locandina per fare di una fiction un film da grande schermo.
    Per quanto mi riguarda una delusione. E dire che l’argomento trattato potrebbe coinvolgere lo spettatore italiano come pochi altri, cosa che questo film secondo me non riesce proprio a fare, se non in rarissime scene (mi riferisco principalmente a quella delle camicie rosse che cantano nel momento in cui vedono arrivare Garibaldi).

  • michele santamaria

    29 nov 2010 - 11:10 - #13
    0 punti
    Up Down

    Sono d’accordo con cats10. E’ una fiction e non un film per sala cinematografica.
    Credo che il film sia stato portato in sala solo perchè c’è l’anniversario dell’Unità Italiana altrimenti non avrebbe proprio significato portarcelo.
    Un film deludente da molti punti di vista. La regia mia pare che si senta troppo, troppe volte gli stessi movimenti di macchina sulle stesse azioni, recitazione e doppiaggio bruttissimi (appena aprono bocca parlano un cilentano stentato), azioni lunghe, lunghissime senza alcun significato. Il cemento armato poi e le grate come polemica sono veramente gratuite. O si fa un film in cui si dichiara che è tutto surreale altrimenti se mi metti solo due o tre punti surreali in mezzo a una fiction storica mi pare solo una cosa gratuita e non una polemica verso l’attuale politica. Poi inquadrature tutte strette per non far vedere che non c’erano molti soldi per girare il film fuori Italia o per pagare la post produzione per fare almeno dei totali di Londra o Parigi.
    Tutto piccolo questo film. Solo la lunghezza e i nomi altisonanti che porta con se sono lunghi, ma non è questo a fare un buon film.

  • truzzettyna4e

    18 apr 2011 - 16:41 - #14
    0 punti
    Up Down

    bellixxxxxxxxxxxxxx