La solitudine dei numeri primi (Italia, Francia 2010 - Drammatico) di Saverio Costanzo con Isabella Rossellini, Alba Rohrwacher, Filippo Timi, Maurizio Donadoni, Luca Marinelli.
Dal best seller di Paolo Giordano, la storia di Alice e Mattia, dall’infanzia alla maturità. Due solitudini che nascondono segreti e dolori del passato, con i fantasmi pronti a tornare perennemente nelle loro vite. Le due esistenze s’incrociano e sono destinate a farlo più e più volte…
I numeri primi sono divisibili soltanto per uno e per sé stessi. E’ questa la filosofia di fondo, la spiegazione del titolo e la linea guida principale per capire i protagonisti del nuovo film di Saverio Costanzo, a qualche anno di distanza dal suo bellissimo e sottovalutato In memoria di me, un film non facile e di grande complessità.
C’era tanta attesa per La solitudine dei numeri primi qui al Lido, vista l’importanza del libro (che, mea culpa, ammetto di non aver mai letto), la bravura del suo regista e soprattutto perché si tratta del quarto ed ultimo film italiano del concorso. Il risultato però ha visto qualche applauso tra fischi e boati alla fine della proiezione stampa in Sala Darsena.

La scelta di Costanzo è quella di trattare la storia a disposizione come un thriller a tinte orrorifiche, un film fortemente psicologico in cui non dominino i dialoghi, che il regista ammette di usare poco anche perché convinto di non essere troppo bravo a scriverli, ma bensì l’aspetto visivo e sonoro. Ambientato in gran parte negli anni ‘80, il film acquista i colori, le musiche e i suoni dei sintetizzatori del periodo.
E’ filologicamente corretto quindi, questo La solitudine dei numeri primi. Che però mette a nudo quello che qualcuno va dicendo da tempo: Costanzo forse punta troppo in alto, e in questo caso cade rovinosamente. Il suo quarto lungometraggio procede per accumulo, lynchanamente, tra ossessioni, ferite, fantasmi, addirittura doppi, in una costruzione non-cronologica che salta continuamente da una parte all’altra.
Ma c’è ancora bisogno di dover usare tanta nebbia e tanta pioggia torrenziale per trasmettere l’angoscia interiore dei personaggi? Alice e Mattia infatti vivono attraverso le ambientazioni e i colori, e attraverso le musiche. Ad esempio il tema principale de L’uccello dalle piume di cristallo e alcune note da Profondo Rosso, giusto per ribadire il concetto che il regista si è rifatto anche al cinema di Dario Argento.

Per non parlare dei pezzi musicali, usati spesso e senza sosta, soprattutto quelli pop. Nella lunga sequenza in discoteca che incomincia con Alice e l’amica bisessuale Viola che scendono a ballare in pista, fino al tentativo di Mattia di togliere letteralmente il tatuaggio dal corpo della protagonista, il martellamento non smette un attimo.
Anche la bellissima Bette Davis Eyes di Kim Carnes sembra usata come riempitivo di un’emozione che non arriva: e non è l’unico caso di musica diegetica, giustificata dal fatto che sono i personaggi ad ascoltarla. Costanzo difende la scelta con la scusa di voler sottolineare lo scarto tra tutto il film e gli ultimi minuti, dove a dominare è il silenzio…
Sagra della psicologia spicciola e catalogo di presunzioni d’autore, con risultati da cortometraggio sperimentale e videoclip, La solitudine dei numeri primi spreca anche un’Alba Rohrwacher dimagrita per l’occasione quasi fino a scomparire (peccato appaia così solo nell’ultimissima parte) e un bravo Luca Marinelli al suo esordio come attore cinematografico. Cosa ricorderemo quindi del film? Un Filippo Timi vestito da clown, inquietante e terribile: lui sì capace di ricordarci in pochi secondi cos’è il brivido.
Voto Gabriele: 3
Voto Federico: 6,5
Il film sarà nelle sale dal 10 settembre, qui il trailer.
theprov
09 set 2010 - 17:48 - #1Voto Gabriele: 3 …ahahahah…. Un filmone, insomma!
drapocalypse
09 set 2010 - 17:50 - #2E te pareva. Prime impressioni confermate, purtroppo.
shinichi2
09 set 2010 - 17:59 - #3capolavoro, insomma.
cmq il libro è difficile da portare sul grande schermo. in effetti visti i caratteri dei protagonisti è ovvio che ci sono pochi dialoghi, nn è una sorpresa insomma.
P.S. ma viola è bisessuale anche nel libro? io nn me la ricordavo questa cosa
messah
09 set 2010 - 18:02 - #4Ommadonna… sinceramente pensavo meglio… una stroncatura…
Ah, ero convinto che l’avesse recensito Apo… :)
kassoit
09 set 2010 - 18:24 - #5Come volevasi dimostrare.
Ora possiamo finalmente dirlo che Costanzo è sopravvalutatissimo o dobbiamo ancora fare finta che il suo cognome non sia il motivo per cui fa il regista?
theprov
09 set 2010 - 18:26 - #6Cmq, io lessi il libro quando ci fu l’ondata clamorosa, due anni fa, mi pare.
Tutti a parlare di sto libro, devi leggere sto libro, l’hai letto sto libro ecc. ecc.
Mi lasciai convincere e lo lessi, lo divorai in due tre giorni (anche perchè se non faccio così io i libri non li finisco mai). Li per li cominciai a dire “bello, stupendo”…col senno di poi, soprattutto valutandolo con mente più libera dall’ondata “promozionale”, diciamo, come libro non è male, ma è angosciante, e soprattutto pesante, non per come è scritto, ma proprio per la storia che racconta.
Appena ho sentito del film, infatti, la prima cosa che ho pensato è che avrebbero fatto una cosa di una pesantezza unica…
Se già questi erano i miei presupposti, letta sta recensione, che comunque evidenzia altri problemi, eviterò la sala come la peste.
Fefer
09 set 2010 - 19:06 - #7Temevo Costanzo e la sua…pesantezza, lui è bravo, ha le carte ma è pesante. Ci sono dei registi che hanno troppa voglia di fare “film d’autore”.
Peccato perchè da quanto ho capito leggendo in giro le interpretazioni sono invece buone, soprattutto Alba Rorhwacher. Comunque lo vedrò.
clauderouges
09 set 2010 - 19:34 - #8Non ho mai capito come avesse fatto questo libro a vincere il Premio Strega. Non è brutto, anzi, ma non è che sia poi questo capolavoro.
bad-moon
09 set 2010 - 19:46 - #9E pensare che al telegiornale oggi ne parlavano come di un filmone…
shinichi2
09 set 2010 - 19:59 - #10mollica ha detto che è bello ( come al solito)
ingloriusbastard
09 set 2010 - 22:08 - #11Mollica è capace di parlar bene anche di “Alex l’ariete”
mattejo
10 set 2010 - 01:01 - #12La cosa più grave secondo me, è il rischio serio di compromettere le qualità del libro attraverso una trasposizione cinematografica indegna…In poche parole, chi non ha letto il libro ed ha assistito solo alla pellicola, cosa penserà dell’opera di Giordano? Un vero peccato…
mic89
10 set 2010 - 08:58 - #13…per quanto mi riguarda, ho letto il libro e mi è piaciuto l’aspetto psicologico e introspettivo…il film non l’ho ancora visto ma devo ammettere che guardando il trailer ho notato delle tinte thriller e horror che secondo me rovinano l’atmosfera del libro…e di conseguenza sono d’accordo con Mattejo…cosa penseranno quelli che non hanno letto il libro?
otherman
10 set 2010 - 09:20 - #14Il libro, anche se ben scritto, alla fine risulta essere una fra le tante storie tutte italiane col vizio dell’inconcludenza: come se bastasse negare un lieto fine per sfuggire alla banalità.
D’accordo, c’è tensione nella storia, ma traformarlo in un thriller? Speravo fosse solo il trailer! (che sembra uno di Maccio Capatonda, con l’unica differenza che non fa ridere)
Viola bisessuale? Il personaggio gay era un altro, e già nel libro era assolutamente inutile e stupidamente ammiccante a realtà che non avevano niente a che fare con la storia. E non c’è nessuna discoteca, anche se rientra nelle manomissioni accettabili; giusto la scena del tatuaggio ha un minimo senso di esistere.
l4d
10 set 2010 - 13:00 - #15impossibile eguagliare le emozioni che suscita il libro…
blablammm
10 set 2010 - 21:11 - #16il film è molto molto molto motlo molto molto molto molto molto motlo molto molto molto molto INTENSO!!!… troppa nebbia effettivamente… un pò troppa angoscia… ancora ce l’ ho addosso.. ma per me è stato un BEL FILM… attori splendidi…o meglio bravissimi… colonna sonora un pò meno bella… un film ke fa riflettere… sulla realtà di oggi e su questa storia stessa…
Da vedere!
croizberg
11 set 2010 - 02:24 - #17film davvero molto bello ed emozionante. pesante come un macigno per l’angoscia ed il senso di solitudine che riesce a trasmettere, anche grazie ai due bravissimi protagonisti. Penso che adesso sicuramente andrò a comprare e a leggere il libro.
Non posso dare un giudiizo generale su Costanzo come regista perchè è il primo suo film che vedo, ma qui è promosso a pieni voti…
croizberg
11 set 2010 - 02:26 - #18dimenticavo di dire che la colonna sonora di mike patton è letteralmente una BOMBA
drapocalypse
11 set 2010 - 02:34 - #19Non sono assolutamente d’accordo con la recensione di Gabriele.
Premessa: ho letto il libro e l’ho apprezzato, ultima parte esclusa.
Detto ciò, il film mi ha stupito, ma in positivo. Ero pronto ad andare incontro ad una porcata, e invece no. Splendido tutto il primo tempo, con calo leggero nella seconda e ripresa nell’ultima parte. Strepitosa Alba Rohrwacher, da Coppa Volpi, inquietante Timi, anche se per pochi minuti, e soprattutto apprezzabilissima l’idea di Costanzo di trasformare il tutto in un semi horror argentiano dei tempi migliori. Non mi capacito delle stroncature veneziane. Film sottovalutato, o forse non capito o forse sopravvalutato dal sottoscritto. D’altronde il cinema è bello anche per questo.
6,5 PIENO.
alices
11 set 2010 - 07:45 - #20temevo la boiata, invece gran bel film. potente e personale.
matiu46m
11 set 2010 - 08:42 - #21ho visto ieri sera il film…..molto molto bello! e sono un pò sconcertato della recensione di gabriele….scusate l’ignoranza, ma chi è gabriele??…lo chiamate tutti per nome…è un giornalista del sito?? comunque…bellissima l’atmosfera, ottimi i tempi cinematografici, bravissimi gli attori…..bravo, bravo , bravo e coraggioso il regista! portare al cinema un libro è quasi sempre una scommessa persa in partenza….i casi di successo si contano sulle dita di una mano (non ti muovere, per esempio). in questo caso per me è tutto riuscito ottimamente….e alla fine rimane addosso proprio una sensazione precisa…quella della solitudine.
matiu46m
11 set 2010 - 08:52 - #22“Sagra della psicologia spicciola e catalogo di presunzioni d’autore, con risultati da cortometraggio sperimentale e videoclip.” “Costanzo forse punta troppo in alto, e in questo caso cade rovinosamente. Il suo quarto lungometraggio procede per accumulo, lynchanamente, tra ossessioni, ferite, fantasmi, addirittura doppi, in una costruzione non-cronologica che salta continuamente da una parte all’altra” AVETE MAI VISTO CARO DIARIO DI NANNI?? QUANDO LEGGE AL GIORNALISTA CHE PIANGE SUL LETTO LE RECENSIONI SCRITTE DAL GIORNALISTA STESSO?? GABRIELE…..CALMA…MI SEMBRI UN PO’ REPRESSO!…CAPISCO CHE CRITICARE GLI ALTRI MENTRE LAVORANO, CIOE’ IL TUO LAVORO, E’ DEPRIMENTE E INUTILE….PERO’ NON TI BUTTARE GIU’ COSI’ TANTO…DAI!!!! FORZA!!!!
BYOB_3.
11 set 2010 - 10:01 - #23Ho letto il libro proprio un mesetto fa, documentandomi ho scoperto che a breve sarebbe uscita la trasposizione cinematografica, quindi ero molto ma molto curiosa…
Il libro mi è piaciuto tantissimo,me lo sono divorato in due giorni e l’ho trovato molto emozionante, anche se molto angosciante…
Ieri sera ho visto il film, e devo dire che la prima cosa che mi ha colpito è stata la differenza tra questo film e quelli che di solito siamo abituati a vedere;
non credo ci sia da stupirsi se l’angoscia accompagna tutto il film, del resto anche il libro era basato su questo tipo di sentimento:la paura, l’angoscia, la solitudine.
Ho apprezzato molto il susseguirsi dei flashback, rendendo molto meno convenzionale la storia. Inizialmente anche a me sembrava che ci fosse troppa “nebbia”, ma ripensandoci è proprio il filo conduttore che accompagna tutto il film:la nebbia di quando Alice cade dagli sci da sola si ripropone in varie scene, a dimostrazione del fatto che quella solitudine non l’ha mai abbandonata.
Cosi ho trovato molto azzeccato l’utilizzo di alcune battute prima da parte di Alice poi di Mattia,e viceversa … Ho colto molto anche attraverso questo aspetto il legame tra di loro.
Finale a dir poco azzeccatissimo, personalmente mi ha lasciato esattamente come mi lasciò il libro. Forse il film, nel finale, lascia qualche speranza in più per Mattia e Alice, mentre il libro categoricamente esclude qualsiasi riavvicinamento, essendo che Mattia poi riparte immediatamente.
Dopo il film sono tornata a casa con una certa ansia addosso, e quindi credo che il regista abbia colto nel segno facendo alzare gli spettatori con ancora un briciolo di “solitudine” addosso.
In sala c’era anche qualcuno che evidentemente non aveva letto il libro, e ho notato molte delusioni…Forse per chi non ha letto il romanzo la storia risulta un po’ pesante al cinema.
Ottimi gli attori; la Rohrwacher molto spontanea, Marinelli strepitoso in un ruolo per nulla semplice.
Nel complesso: ho adorato libro e film.
pimpa678
11 set 2010 - 10:50 - #24Io invece ho visto questo film senza preconcetti e preidee. Ho solo e soltanto letto il libro. Un libro che, per la verità, ho letto in un attimo perchè avvincente, ma che non ho ritenuto bellissimo. Bello sì, ma non bellissimo, un best seller sopra la media ma non di troppo. Ed è per questo che sono andata ieri sera al cinema aspettandomi un film mediocre…. e invece… sorpresa! Quello che avevo davanti era un film davvero interessante. Pregi? L’angoscia e la solitudine ci sono, a palate. Sì è vero, forse a volte sono rese in modo un pò “già visto” (la pioggia), ma in altre…. cavolo. Altre sono state la dimostrazione che l’angoscia esiste anche con una canzone felice di sottofondo. Beh, forse non si considererà un pregio, ma al cinema la catarsi è la catarsi =P e se c’è meglio! Splendido Filippo Timi nel ruolo del clown. E anche i protagonisti, forse più lei che lui (che a volte cade nell’atonia piuttosto di far capire il suo disagio), mi sembravano nel ruolo. La fotografia, non male. I difetti sono invece difficilmente distinguibili se si è già letto il libro. Infatti penso che uno di questi sia un pò l’assenza di un “filo conduttore”, una cronologia dei fatti e una concatenazione di questi ultimi che risulta un pò sfumata e indefinita a chi il libro non lo ha letto. Ad esempio… l’omissione del motivo per cui Alice era andata al matrimonio di Viola, non ci voleva. Come tanti altri importanti dettagli del libro. Infine, due commenti “neutri” (pregio o difetto?): innanzitutto ho notato la presenza di un finale aperto, che ultimamente sta incominciando ad essere strausato sul grande schermo (e penso che se prima poteva essere considerato un virtuosismo cinematografico, ora sta incominciando ad essere quasi prevedibile), e poi la ricerca (anche questa presente già da un pò sugli schermi italiani) di atmosfere, immagini e dialoghi di un certo tipo, finalizzate alla realizzazione del “film d’autore”.
In fondo, vabbè che siamo abituati a vedere di tutto, ma che storia! Io direi interessante, e molto, nei suoi soggetti, nel modo di raccontarla.
Io dico: andatelo a vedere. Non sono 8 euro buttati via. Un film bello e ben fatto (sopratutto se consideriamo tutti i brutti film che ultimamente vediamo in programmazione!)
MaraMara111
11 set 2010 - 16:08 - #25Mi dispiace ma non ci siamo proprio, ci sono argomenti sfiorati dal film e lasciati morire senza nemmeno un cenno, ve ne cito alcuni:
La madre di Alice, si vede in 2 scene piene di angoscia e conflitto interiore e dopo? spiegarci il perchè di tutta questa angoscia e solitudine?
Stessa cosa dicasi per il padre di Alice, di punto in bianco il film se lo perde per strada.
Il rapporto di Alice con Viola, dalla festa sembra avviarsi ad un conflitto/risoluzione, ma non succede più nulla, la rivediamo al matrimonio senza peraltro che ciò serva a qualcosa nella storia.
Il marito di Alice (il medico) dimenticato praticamente dal registra.
Il tema dell’anoressia compare solo alla fine del film.
Insomma, tanti argomenti soltato sfiorati e lasciati marcire nella smania di protagonismo e colpi di originalità presunta del regista.
Deluso Deluso e ancora Deluso!
giuseppe75
13 set 2010 - 20:54 - #26Premetto di non aver letto il libro,mi auguro non sia così insulso e noioso come questo film, sapevo fosse drammatico,ma la ricerca del dramma in ogni cosa mi sa di patetico,parlo delle scene quasi sempre notturne con pioggia battente o nella nebbia, dialoghi inesistenti,primi piani a più non posso,non nego di essere stato tentatato come tanti a lasciare la sala alla fine del primo tempo,mi aspettavo delle risposte a delle domande,ma nemmeno il finale ha un senso.sembrava un noioso film francese
ILCARCIOFOROSSO
17 set 2010 - 22:17 - #27Dire che sono elettrizzato alla prospettiva che non superi i due milioni al botteghino è tanto vero quanto lo è la ripugnante delusione che questi “artisti” sanno infondermi dentro; meno male che doveva essere la bandiera del cinema italiano.
schifezza1703
18 set 2010 - 15:09 - #28Mi fa piacere sapere che il budget del film non è andato sprecato. Vedo che molti di voi l’hanno apprezzato.
Io forse avrei apprezzato il film se non avessi letto le pagine di Giordano. Avendo invece letto (e riletto) il romanzo da cui teoricamente il film è tratto, sono uscita dal cinema con un’incazzatura senza pari.
Perchè? Perchè il film (apprezzabile, come dite voi, per la musica, gli attori, la nebbia, il gotico, le citazioni di Dario Argento e blablabla) non c’entra nulla con il libro.
La frase che da sola regge l’intera storia, che sarebbe farina del sacco di Mattia, almeno nelle intenzioni dell’autore (se non volete leggere tutto il romanzo, è sufficiente la quarta di copertina) viene messa in bocca a un personaggio carogna che non si capisce cosa ne sappia dei numeri primi.
La trama è stravolta, Costanzo inventa di sana pianta scene e situazioni, stravolge gli eventi, passa sul dramma dei protagonisti con una leggerezza che sinceramente sconcerta.
Pessimo. Il 3 di Gabriele mi sembra perfino eccessivo, se vogliamo che questo film continui a chiamarsi “La solitudine dei numeri primi”. Se lo chiamiamo, che so, “Alice&Mattia nella nebbia”, allora forse alla sufficienza ci arriviamo…
Alice.
19 set 2010 - 21:16 - #29Film a dir poco stupendo, una curiosità, come si chiama la canzone di quando cè lei, alla fine, quando Mattia torna dalla Germania! Grazie mille.
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25 set 2010 - 10:43 - #30“la solitudine dei numeri uno”: senza gli attori - paurosamente bravi, la rohrwacher in primis - questo film non esiste. inutilmente pesante. noioso. senza pathos. fotografia da scordare. anzi, già scordata. il libro l’avevo abbondonato a metà.
actress
30 ott 2010 - 23:34 - #31chi mi dice il titolo della colonna sonora please? non davis eye, l’altraaaaaaaaaaaa :) grazie!
Domenico e famiglia
03 ago 2011 - 18:52 - #32Film veramente INDECENTE.
Molto drammatico, sicuramente non adatto a bambini.
Con contenuto veramente scarso.
Insomma non consiglio a nessuno di vedere questo film, al massimo di leggere il libro.
Io come voto darei proprio ZERO anzi SOTTO ZERO!
orrore
09 dic 2011 - 10:41 - #33LA COSA CHE PIù MI HA COLPITO E IMPRESSIONATO è LA BRUTTEZZA DELL’ATTRICE. Avendo letto il libro me la immaginavo claudicante, magra ma carina , invece l’ho rivista ( da adulta almeno) scheletrica da fare schifo bruttissima in netto contrasto con la bellezza del protagonista , ma per avere un attrice profonda si deve per forza puntare sulle brutte? e poi quel corpo scheletrico è un inno alla anoressia non porterei mai un’adolescente a vedere quel film.