
Se con Insidious non c’era una casa infestata, ma bensì un bambino, con il suo prossimo film James Wan affronta invece di peso il tema delle case con fantasmi. Il suo prossimo horror, The Conjuring, è infatti ispirato ad un romanzo di Andrea Perron, House of Darkness House of Light: The True Story, basato sugli eventi reali accaduti a Perron e alla sua famiglia.
I Perron vivevano in una cascina a Rhode Island, durante gli anni 70. Dicono di aver incontrato, nella decina d’anni passata in quella casa, parecchi spiriti, alcuni tra l’altro decisamente amichevoli, altri meno… Nel film, un investigatore del paranormale, Ed Warren, dovrà fare i conti con una casa ispirata a quella dei Perron, accompagnato dalla moglie Lorraine.
I due protagonisti saranno interpretati da Patrick Wilson, ancora una volta col regista dopo Insidious, e da Vera Farmiga. La sceneggiatura è curata da Carey and Chad Hayes (La maschera di cera, I segni del male, Whiteout - Incubo bianco). Budget stimato attorno ai 13 milioni di dollari, uscita in sala il prossimo anno.
Foto: TM News
Fonte: Screen Rant
Carla78
24 gen 2012 - 16:31 - #1Caro Gabriele, per scrivere, in generale, bisogna conoscere la lingua italiana.
Non è AMMISSIBILE scoprire blandi ORRORI ortografici o peggio l’uso di DUE CONGIUNZIONI AVVERSATIVE ad inizio post come il tuo “ma bensì un bambino”.
Rifacendomi alla Treccani e all’Accademia della Crusca ( fino al 2002 dopo ogni scusante a fini pubblicitari è stata ottima per legittimare l’ignoranza dilagante ) o usi MA o usi BENSI’, risparmiando anche in caratteri e fruibilità del pezzo.
Con devozione.
carioca
24 gen 2012 - 17:02 - #2Cara la mia Carla, qui cadi veramente come una pera.
Ultimamente anche l’Accademia della Crusca (a dispetto del nome, è la massima istituzione in tema di lingua italiana) ha espresso parere favorevole sul “ma bensì”, cosi come sul “ma però”.
Ti riporto il testo:
“Per chiarezza si può subito anticipare che l’incontro delle due congiunzioni ma però (e di ma bensì) non è da condannare, a dispetto di quanto sostenuto da una certa tradizione grammaticale e spesso dall’educazione scolastica.
Con devozione.
gabriele-c
24 gen 2012 - 17:38 - #3@Carla78: ma questo livore…? Personalmente non uso il “ma però” (suona male, e pensavo fosse davvero scorretto: grazie @carioca! - Ma (ribadisco) non lo userò mai), sono molto propenso ad usare il “ma bensì” perché so che è entrato nella corrente “buona” grammatica, e trovo abbia un suono particolare. Io a volte non capisco cosa possa legittimare certi commentatori a scrivere con certi toni.
Carla78
24 gen 2012 - 17:42 - #4Io non casco come una pera, posso assicurartelo, tant’è che l’avevo anche inserita nel mio commento, specificando la dotta regola risalente a prima della revisione, sempre da loro adottata.
A questo punto oltre a non saper scrivere non sai evidentemente neanche leggere e invece di trarre insegnamento continui baldanzoso nell’utilizzare erronee congiunzioni, oltretutto anche cacofoniche. Ma Internet è paese di chiunque, “Wikipedia” è legge e se lo trovi scritto vuol dire che è vero. Stiamo messi proprio bene! Di cartaceo a tua disposizione solo quello che trovi dentro al bagno…immagino.
Con devozione.
Carla78
24 gen 2012 - 17:47 - #5Il commento al mio commento non era di Gabriele, me ne accorgo ora e chiedo venia. però la sostanza è quella che ho espressa.
Gabriele non ho assolutamente livore, mi dispiace tu percepisca questo ed i miei toni sono fermi ma educati.
Da un sito che leggo con molta frequenza mi aspetto un uso rispettoso della nostra lingua, specialmente da te per aver apprezzato altri articoli in passato che mi hanno colpito per il sapiente utilizzo dei tempi e dei periodi.
gabriele-c
24 gen 2012 - 17:50 - #6Wikipedia l’hai tirato fuori te. L’Accademia della Crusca sarà anche stata buona solo fino al 2002, ma dopo si è resa conto che la lingua evolve. Tra l’altro non dice che “ma bensì” sia giusto: soltanto da non condannare. Che il “ma però” continui a suonare - a me, a te, ad altri - assolutamente sbagliato, è un conto. Sul mio “ma bensì”, oltre a spiegarti le mie ragioni, non so (più) che dire. E provo un filo di imbarazzo per questa situazione, e il modo aggressivo e algido con cui mi vieni contro.
gabriele-c
24 gen 2012 - 17:52 - #7@carla scusami: io avrei potuto farti notare che avevi fuso due risposte provenienti da due commentatori diversi, ma non l’ho fatto perché mi pare puerile. E sono ancora turbato dal fatto che mi dici, in modo evidentemente ironico, che oltre a non saper scrivere non saprei leggere! Io sinceramente mi sento un po’ offeso, da amante della lingua italiana, e dal fatto che provo a spiegare le mie ragioni e sembra che queste non valgano niente.
Carla78
24 gen 2012 - 18:59 - #8Il commento a cui devi prestare fede è quello delle 16:47 il precedente era per chi mi aveva risposto generando l’equivoco fossi te.
E’ proprio perchè si evince nei tuoi articoli l’amore nei confronti della lingua italiana che mi sono permessa di correggerti. Non ho assolutamente scritto il secondo commento avendo sottotesti ironici, posso assicurartelo.
Riguardo invece alla tua suscettibilità, mi dispiace ma non sono d’accordo quando affermi che non comprendi a che titolo possano arrivare detrminati commenti che interpreti in maniera astiosa.
Ti faccio solo un piccolo esempio.
Se ho di fronte una persona verso cui ho totale disinteresse eviterò accuratamente di farmi sentire.
Viceversa se invece leggo degli articoli perchè portano una firma che mi piace e trovo ( per la prima volta ) qualcosa che non funziona, per mia indole e carattere sono portata al miglioramento della stessa.
Così vorrei facesse con me chi mi vuole bene.
gabriele-c
24 gen 2012 - 19:27 - #9Allora ho interpretato male. Credo che una frase come “Caro Gabriele, per scrivere, in generale, bisogna conoscere la lingua italiana”, scritta e non detta a parole, possa essere facilmente fraintendibile. Colpa della “distanza” e della freddezza create dallo schermo: per quello l’ho letta come una frase scritta con livore. Tutto qui.