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La ricerca della felicità: sincero o irritante?

Pubblicato: 27 gen 2007 da Gabriele C.

Commenti dei lettori

La ricerca della felicità (The Pursuit of Happyness, USA, 2006) di Gabriele Muccino; con Will Smith, Jaden Smith, Thandie Newton, Brian Howe, James Karen, Dan Castellaneta.

Ce ne sarebbero di cose da dire sul primo film americano di Muccino, e se ne potrebbe parlare per ore e ore, davvero. Perchè, anche se La ricerca della felicità è un film molto semplice nella struttura e nella narrazione, apre facilmente più di un debattito. Che significa davvero che ogni abitante degli States può, secondo la costituzione, “cercare la felicità”? E’ davvero un diritto, e in che senso? E la felicità è davvero riuscire a sistemarsi e trovarsi un lavoro stabile?

Partendo dall’ultima questione, la pellicola è molto terra a terra: inutile negare che con un lavoro e un tetto sopra la testa si è già ad un buon punto. In questo, Muccino non è ipocrita: nella società attuale è questo ciò che s’intende per “felicità”, sistemarsi ed avere qualche buona certezza. Anche perchè le terribili disavventure che capitano a Chris Gardner, prima abbandonato dalla moglie poi in costante corsa per riuscire a trovare un lavoro, tra studio e costanti cambiamenti di alloggio per garantire una vita dignitosa al figlio, non sono assolutamente così patetiche come possono sembrare ad un occhio critico.

Alla ricerca del Sogno Americano, quindi, ma molto vicini all’ideologia che accomuna tutti in una società così: la sincerità del film sta in questo. Ma quando si è così sinceri, si rischia qualche scivolone. Muccino vuole costruire una bella favola, una storia edificante, e la storia del vero Gardner ci documenta già prima dell’entrata in sala che tutto è andato bene (anzi, diciamocelo: oggi è miliardario, quindi…): probabilmente se ci fosse stato un regista più coraggioso, avrebbe tradito questa realtà. Perchè “questa realtà” è unica, è rara, e per un Chris Gardener che ce la fa altre troppe migliaia sono ancora lì fuori a lottare e a piangere.
Commovente o irritante? Falso o sincero? Ad ognuno la sua interpretazione, tanto una cosa è sicura: Will Smith qui è davvero bravo.

Voto Gabriele: 6

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19 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di X-

    X-

    27 gen 2007 - 21:48 - #1
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    é a tutti gli effetti una concezione diversa della vita, per gli americani la felicità significa denaro, da questo deriva l’ossessione per le “celebrity”, a dire la gente famosa e con soldi “the famous and rich”, vedi situazioni alla P.Hilton & simili

    non dimentichiamo che gli americani sono TUTTI immigrati, a parte i “natives”, sono tutti arrivati da ogni parte del mondo con la classica valigia di cartone, e come principale desiderio quello di togliersi dalla miseria o dai casini di vario genere da cui, per la maggior parte, se ne erano andati

    Muccino ha dovuto adeguarsi a questa visione delle cose tipicamente americana se voleva continuare a dirigere un film realizzato con i loro soldi, per lo stesso motivo non è facile per attori/attrici europei avere parti importanti nei loro film, arrivano a mettere dei veri e propri veti sindacali, se si vuole lavorare da loro si deve prima diventare americani a tutti gli effetti

    al massimo se uno è gia una star per conto suo, può fare una tournee alla Pavarotti, ma se vuole restare, deve adeguarsi ai loro sistemi, conseguenza, se propio uno non ha “bisogno” (e allora si prende la green card) se ne torna a casa sua, infatti ormai l’immigrazione negli USA è fatta, attualmente, quasi solo da messicani, sudamericani in genere, sud est asiatico e simili, gente che, appunto, ha bisogno di opportunità e di lavoro

  • Profilo di DanieleC.

    DanieleC.

    28 gen 2007 - 00:47 - #2
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    io non soporto muccino, tanto meno smith, ma ho visto il film, per altro ho avuto modo di viverci negli usa per 2 anni e di sapere come va la il mondo del lavoro, e devo dire che ha fatto una fotografia molto realistica, probabilmente molto più di quello che avrebbe potuto fare uno che ci è nato… un 6 mi sembra un po stitico come voto direi 7.5

  • miketrevis

    28 gen 2007 - 01:29 - #3
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    non ha molto senso chiedersi se c’è un legame tra la ricerca della felicità e il lavoro. in questo caso evidentemente sì. La regia è strepitosa e muccino ha fatto un gran lavoro, ci sono scene, primissimi piani, veramente toccanti. Come fai a dargli un sei e soprattutto a far ricadere la colpa su muccino non so…

  • Gel

    28 gen 2007 - 02:18 - #4
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    io l’ho appena visto e secondo me merita un bel 9!
    mi è piaciuto proprio tutto!
    smith grandioso! spero vinca l’oscar!

  • SVEVO

    28 gen 2007 - 14:50 - #5
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    ..film bruttino come se ne vedono a decine ogni anno ad hollywood…regia di muccino anonima, solo perchè è lui qui in italia tutti a notare cose che si trovano in ogni produzione americana..non a caso in patria si è parlato di film su misura per smith.

  • Ivan

    28 gen 2007 - 15:59 - #6
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    La felicità come intesa nel film , non è rappresentata dal lavoro , dai soldi, da un tetto sopra la testa , nè tantomeno dalla celebrità , bensì dal conseguimento dei propri obiettivi.Il film infatti non si sofferma tanto sulla felicità in sè ma più sulla ricerca di questa condizione.
    Detto questo il film seppur ben fatto rimane piuttosto banale , gli darei un 7.

  • Profilo di Mr.money

    Mr.money

    28 gen 2007 - 16:19 - #7
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    chi conosce gli stati uniti sa che il conseguimento dei propri obiettivi (in quanto metafora) significa in realtà: $$$oldi

  • Profilo di Mr.money

    Mr.money

    28 gen 2007 - 16:43 - #8
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    La vera differenza è che in italy un film come questo sarebbe diventato una denuncia sulle ingiustizie e difficoltà della società attuale, occasione per successivo “dibbattito”, negli USA invece ti dicono: se desideri qualcosa, vattelo a prendere, e anche: se sei così furbo, come mai non sei diventato ricco? Quindi il film si chiama: la ricerca della felicità..$$$

  • Jean

    28 gen 2007 - 20:08 - #9
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    Ma qualcuno di voi l’ha visto il film.
    No, perchè mi domando cosa c’entra il buonismo americano e tutte le frolloccate che dite.
    Se è tratto da UNA STORIA VERA, la STORIA E’ VERA.
    Al contrario c’era l’america (con la a rigorosamente minuscola) di Reagan.
    Erani gli inizi degli anni ‘80.
    C’era ancora la guerra fredda.
    C’era ancora molto razzismo (a distanza di venticinque anni poco è cambiato in america).
    Quindi un nero, negli anni ‘80 che trova lavoro in un ufficio di soli bianchi …
    A Reagan molti attribuiscono il merito di aver risollevato il morale ad un paese che aveva iniziato il decennio in un clima pessimista
    Perchè no allora anche al protagonista principale di questa STORIA VERA e cioè il broker/scrittore Chris Gardner?
    E poi solo un regista NON americano poteva capire il sogno americano meglio degli americani stessi.
    Quindi occorreva ad esempio un regista Europeo e a questo punto perchè no ITALIANO.
    Ma queste cose che ve lo spiego a fare.
    Andate a ri-studiare un po’ di storia di quegli anni.
    Dopo aprite bocca e … scrivete meno sciocchezze.
    Muccino … 7 1/2
    Smith …… 8 (da Oscar)
    FILM …….. 8

  • Profilo di Gabriele C.

    Gabriele C.

    28 gen 2007 - 20:47 - #10
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    @Jean: chi ha mai messo in discussione tutto questo? Mi sembra che l’abbia anche detto che la storia è palesemente vera (se io mi devo andare a rileggere un po’ di storia, t’invito a rileggere la mia umile recensione). Ma sai com’è… ogni tanto, per non cadere in banalità annunciate prima dell’entrata in sala, farebbe bene che ogni tanto si cercasse un’altra via. Perchè se sono d’accordo con te che Gardner ce la fa, e alla grande visto tutta la situazione che tu stessa hai descritto, sicuramente altre migliaia no. Anzi, per dirti: dopo la didascalia finale del film, in sala uno si è alzato ed ha detto palesemente: “Ma va in mona de tu mare” (serve che traduco?). Perchè non tutti hanno avuto una così gran fortuna, anzi, ed allora il film resta una bella favoletta tratta da una storia vera, senz’altro, ma che non rappresenta un periodo e una nazione.
    E poi manco avessi detto che è una schifezza, mamma mia…

  • […] Forte dell’esperienza americana Gabriele Muccino assieme a P.J. Hogan, Spike Lee, Todd Holland, Alex Graves e Adam Bernstein avrebbe firmato un contratto per dirigere puntate pilota di nuove serie televisive, previste in America dalla prossima primavera […]

  • Profilo di @go

    @go

    29 gen 2007 - 11:47 - #12
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    Io l’ho visto sabato sera con la mia ragazza. A me è piaciuto abbastanza, Will Smith mi piace molto come attore e sicuramente in questo film ha dato il massimo. Io alla fine non l’ho trovato mai molto commovente però, a parte ovviamente il momento finale di felicità. La mia ragazza invece l’ha trovato decisamente irritante e odia pesantemente il protagosnismo perchè dice che ha portato via il figlio alla madre. Abbiamo passato tutta la domenica a litigare per sto film…

  • Profilo di Manzanarre

    Manzanarre

    29 gen 2007 - 20:55 - #13
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    L’ho visto
    Un film molto serio , come ce ne sono pochi
    Lo consiglio a chi piace il cinema di qualità.

  • Jean

    30 gen 2007 - 22:16 - #14
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    Scusate se mi ri-intrometto.
    Caro @go, scusa se te lo dico, ma la tua ragazza il film l’ha visto oppure si è lasciata andare fra le braccia di “Morfeo”.
    No, scusa perchè non credo che abbia visto esattamente tutta la pellicola.
    Infatti non mi è parso che la mamma abbia fatto molta resistenza nel volersi portare via il figlio. Nessuno dei due l’ha rapito all’altro, magari facendo anche ricatti morali come spesso fanno le femmine (e sottolineo il termine femmine) di oggi che pur di strappare i figli dal padre nel 99,00% dei casi si inventano anche bugie al limite del credibile mettendo il tutto anche sulle attenzioni particolari del padre verso i propri figli (basta aprire i giornali quotidianamente per scoprire che nella quasi totalità dei casi che poi le mamme si sono inventato tutto pur di ottenere l’affido dei figli invece di finire giustamente in galera per falso).
    Ma torniamo al film. in quel caso penso che la mamma non era affatto dispiaciuta di togliersi dalle scatole in un sol colpo di marito e figlio. E poi che razza di donna è che non crede nel proprio uomo. E poi pensiamo al figlio. Oggi come oggi, visto come è andata, se fosse andato con la madre (cameriera in un ristorante a N.Y., e poi “forse”) oggi dove sarebbe? Lasciala parlare alla tua ragazza e occhio per un futuro. Se una donna ragiona così, sarebbe capace di tutto. Vedete di andare d’accordo per tutta la vita, altrimenti … (scherzo, naturalmente).

  • cineblog

    09 set 2007 - 14:49 - #15
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    […] […]

  • .sara.

    09 set 2007 - 21:48 - #16
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    d’accordissimo con jean!

  • […] Cosa ne pensi della diatriba sul cinema italiano recente? Sto male per la questione italiana. Un tempo negli incassi eravamo primi, oggi ci dobbiamo accontentare di un sesto posto. Ho visto La sconosciuta; forse può essere venduto all’estero e avere successo, però rispetto a molti altri film stranieri non ce la fa… Poi oggi si fanno film sui ragazzini in stile I ragazzi del muretto! Bisognerebbe parlare di noi, non solo della mafia, ma del nostro Stato. Mi piace Virzì, ma è un cinema che non può andare oltre l’Italia. Muccino ha avuto fortuna, ma dubito che La ricerca della felicità sia venuto come davvero aveva intenzione di farlo. Bisogna fare del cinema vero, e per ora io do ragione a Tarantino. (nessun voto) 0 Commenti […]

  • valium sale

    15 dic 2007 - 16:15 - #18
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    valiumgladding attached

  • furby90

    06 gen 2008 - 12:07 - #19
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    Non sono assolutamente d’accordo con voi cinici snobboni del film!è stupendo io l’ho guardato e non solo mi ha fa fatto commuovere ma mi ha fatto molto riflettere!La trama è profonda, è sottile, al contrario di ciò che pensa qualche superficialone tra voi…il fatto è che per capirle certe cose ci vuole un pò di patos cosa che ad alcuni di voi evidentemente manca!è una storia piena di significato, poi si può essere scontata se si conosce già la storia del vero Chris Gardner(cosa che nn è scontata),ma il film è una riflessione su uno dei più grandi problemi sociali della comunità americana!Dentro c’è l’essenza del regime capitalista portato ai livelli più estremi che oggi ti fa vivere per strada e domani ti fa navigare nell’oro!!certo questa è un’esagerazione s’intende però questa storia è una finestra sulla realtà americana così incredibilmente dura e contradittoria!Non discuto le scelte di muccino perchè forse anch’io lo preferisco regista di commedie italiane!!Ma Will Smith nn si discute e neanche la riuscita del film!!Forse in mezzo a tutte le porcherie americane:tutti quei film che si sfrozano di essere originali e innovativi ma che alla fine risultano complicati e inconcludenti questo è semplice ma pregno di significato il tutto sta nel coglierne tutte le sfumature,quelle positive e quelle negative!