La città proibita (Curse of the Golden Flower, Man cheng jin dai huang jin jia, Hong Kong/Cina, 2006) di Zhang Yimou con Chow Yun Fat, Gong Li.
Quest’ultimo filmone in costume di Zhang Yimou, autore che ho avuto l’occasione di disprezzare grandemente per il suo barocchismo gratuito nei due Hero e La foresta dei pugnali volanti (quest’ultimo scadeva a più riprese nel comico involontario), è per certi versi una sorpresa e per certi altri una conferma.
La trama è quella degli intrighi di corte, principi che aspirano al trono, imperatori che odiano le loro consorti e un gran numero di complotti tutt’interni alla famiglia reale. Insomma, come ha scritto giustamente un mio amico, siamo sul terreno dello Shakespeare un tanto al kilo.
E’ stata una conferma vedere che Zhang Yimou rimane un regista pacchiano: l’impianto visivo e scenografico deborda kitsch da tutte le parti; ogni quadro, ogni costume, ogni singola immagine è un risplendere di oro, di fucsia, di verdolino e tutti i colori più psichedelici della tavolozza. Se nei primi minuti tutta questa ricchezza ci può anche dare del sollucchero, subito dopo iniziamo a non sopportare più tutta quella ridondanza d’oro e di colore, che oltre a stancare, diviene un mero orpello a basso grado di significazione, che come unico scopo ha quello di meravigliare lo spettatore: io ho smesso di meravigliarmi ben presto.

Ma per la prima volta nei lavori di Zhang Yimou, e devo dire che è stata una piacevole sorpresa, ho visto una regia poco incline all’immagine sensazionalistica, una regia che evita (anche nelle onorevoli scene di combattimento, dove di solito si sbizzarisce in pacchianerie) i mille ralenti a casaccio, i mille movimenti di macchina avvolgenti, prediligendo la linearità alla circolarità, rimanendo vicino ai protagonisti (Chow Yun Fat e Gong Li) con umiltà, preoccupandosi principalmente di farci arrivare le loro emozioni e di costruire delle inquadrature che oltre ad essere “belle belle belle” possano anche dirci qualcosa sui nostri personaggi: mostrandoci l’imperatore e l’imperatrice schiacciati dalla corte e dall’etichetta, soffocati dal colore e dal peso dell’impianto scenografico.
Da questo punto di vista abbiamo visto veramente un buon film.
Tuttavia c’è poco per cui appassionarci, non ci si preoccuppa di portare avanti la storia in modo adeguatamente drammatico e arrivati al succo della questione, quando i nodi dovrebbero venire al pettine, ci si limita a far entrare in scena milioni di soldati ricostruiti (male) in digitale (non preoccupandosi nemmeno di integrare le scene in CGI con quelle in live action) e si risolve la narrazione (che già era deboluccia ma aspirava al massimo della presa emozionale) in modo veramente cheap: una guerra cromatica fra giallo e nero.
In italia uscirà il 25 Maggio.
Voto Gabriele: 7
zuan
21 mag 2007 - 04:13 - #1Non concordo assolutamente con la recesione..
littletoni
21 mag 2007 - 06:54 - #2io concordo sulla foresta dei pugnali volanti e delle stupidagini galoppanti…..
questo regista si perde spessso nel finale “retorico”
non mi disturba il suo barocchismo semmai la scarsa dimisticchezza con alcuni regitri cinematografici, insomma non riesce a dominare il suo cinema barocco ma ne è dominato.
un egsita importantisimmo in ogni caso..e sono certo che maturerà al meglio.
poi c’è uanche una cosa non ovvia…l’esperienza dello spettatore…dubito che il medio pubblico americano digeriscaa il cinema iraniano, sotto questo punto di vista il cinema europeo è piu capace di filtrare tutti i registri possibili (anche se in termini di produzione….)
Jena Plisskin
21 mag 2007 - 08:59 - #3Mah, questione di gusti. Questo film non l’ho visto, ma gli altri 2 citati si. Sono 2 film estetici senza dubbio, forse un pò kitch, ma è una questione anche di culture diverse, quello che in asia è elegante per noi può essere kitch. Hero è un bel film, anche se a malincuore devo ammettere si tratti di un film di propaganda :-(, La foresta ecc ecc è un melodramma, genere molto amato in asia, ammetto che nemmeno a me è piaciuto il finale, ma complessivamente non si tarttava di un brutto film. Il tutto imho ovviamente .
Spiderman 3 batte anche Zodiac!
21 mag 2007 - 10:09 - #4[…] In settimana, in anticipo rispetto agli Usa, come successo per Spiderman 3, arriveranno i Pirati dei Caraibi 3, attesissimo 3° capitolo della saga dedicata a Jack Sparrow, che al 99,9% spodesterà l’Uomo Ragno dal più alto gradino del podio. Uomo Ragno che da venerdì dovrà guardarsi anche le spalle da La città Proibita, nuovo kolossal firmato Zhang Yimou! Settimana calda, caldissima! PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ postato da dr. apocalypse il lunedì 21 maggio 2007 in: […]
il Maltese
21 mag 2007 - 09:16 - #5E’ vero che i due film che citi non sono un granchè, soprattutto da un punto di vista narrativo, ma dire che Yimou è un regista pacchiano, mi sembra un’affermazione quanto meno superficiale. Tue affermazioni come
“Ma per la prima volta nei lavori di Zhang Yimou, e devo dire che è stata una piacevole sorpresa, ho visto una regia poco incline all’immagine sensazionalistica, una regia che evita (anche nelle onorevoli scene di combattimento, dove di solito si sbizzarisce in pacchianerie) i mille ralenti a casaccio, i mille movimenti di macchina avvolgenti, prediligendo la linearità alla circolarità”
mi fanno credere che probabilmente hai visto solo Hero e alla FdPV che sono differenti per molti aspetti dai precedenti film del regista. Guarda Lanterne rosse o Sorgo rosso, e scoprirai quanto queste siano opere da manuale, destinate a rimanere nella storia del cinema. Anche un altro film come “La storia di Qui Ju” che non è proprio un capolavoro (almeno a mio avviso), è comunque un film neorealista molto interessante.
ThirdPlace
21 mag 2007 - 09:25 - #6Che recensione cattiva e senza un minimo di consapevolezza culturale dell’Oriente… Basti pensare che questo è il regista di Lanterne rosse, e con questo ho detto tutto! Per i suoi ultimi film(si molto diversi dalle sue prime opere), c’è un perchè se ci sono guerrieri volanti, spadaccini eroicizzati e colori “kitch”… Informatevi prima di fare e dire cose che non stanno ne in cielo e ne in terra… Oppure continuatevi a vedere Constantine e simili, di sicuro “culturalmente migliori” ;)
littletoni
21 mag 2007 - 09:38 - #7Non so a me Lanterne rosse non è piaciuto molto, l’ho trovato pesante..e a me piacciono molto solitamente i film pesanti!…esteticamente si……per certi versi potrebbe essere paragonato a un spielberg orientale, che si barcamen fra diversi tipi di cinema.
La regia se si avventura nell’epica dovrebbe mantenere una certa sobrietà, e non parlo dei famosi colori, ne dell’intreccio drammatico, ma semplicemente delle logiche del film.
non credo che citare i suoi primi film sia utile..la critica si fa sul “testo”, e in effetti sembra paradossale, ma a dispetto delle sue ambizioni cinematografiche, risulta piu immaturo rispetto i registri che usava precedentemente che ora, doove la materia filmica deve essere amministrata diversamente
infamous
21 mag 2007 - 09:52 - #8@littletoni
“non mi disturba il suo barocchismo semmai la scarsa dimisticchezza con alcuni regitri cinematografici, insomma non riesce a dominare il suo cinema barocco ma ne è dominato.”
quoto. anche se imho lo spettatore americano digerisce meglio questo genere di cose che un il cinema iraniano.
@hero è un film di propaganda guerrafondaia dal primo all’ultimo minuto di film.
non credo poi che film come lanterne rosse (che ho visto) e gli altri che sono stati citati nei commenti (che non ho visto) siano accostabili ai suoi film posthero. sono due cose diverse.
@thirdpalace un po’ di consapevolezza culturale dell’oriente ce l’ho e ti assicuro che non è che mi scandalizzo a vedere qualcuno che combatte volando, non mi sembra di aver accusato il film di quello, i problemi del film sono altri e mi sembra di averli espressi chiaramente.
TiroFisso
21 mag 2007 - 10:51 - #9@Il Maltese
Ci aggiungerei anche “la strada verso casa” ;)
infamous
21 mag 2007 - 17:04 - #10zhang yimou lavora nel suo paese.
Jena Plisskin
21 mag 2007 - 18:33 - #11@Il Maltese: non credo che Wong Kar Wai faccia la stessa fine. Yimou è della Cina continentale (o Mainland) mentre Wai è di Honk Kong, per quanto HK sia ormai cinese ha ancora una certa autonomia e cmq anch’essi hanno una cultura ancora più diversa.
Stanno incasinati stì cinesi :-)
il Maltese
21 mag 2007 - 21:43 - #12@JenaPlisskin
Per la stessa fine intendevo che il livello dei loro film peggiorasse una volta avuti + soldi per la produzione
Zhang Yimou presidente di giuria della Mostra del
22 mag 2007 - 11:58 - #13[…] Potevano non celebrarlo per i 75 anni della mostra? No, obiettivamente non potevano! Così aspettando il 28 agosto, data d’inizio della Mostra, godiamoci il suo ultimo lavoro, La città proibita, nelle sale da venerdì! PUBBLICITÀ PUBBLICITÀ postato da dr. apocalypse il martedì 22 maggio 2007 in: […]
Troll
22 mag 2007 - 11:57 - #14Non ho visto ancora il film, conosco molti dei film precedenti, tuttavia volevo esprimere i miei complimenti per chi ha fatto il commento di apertura a questo sito. Credo che abbia capito appieno la realtà epocale e di costumi che regnavano in Cina oltre mille anni fà durante la dinastia Tang che per quello che so qui viene ambientata. Infondo la conoscenza è per molti ma non per tutti.
Infine quando parla di pacchiano nei lavori di questo regista mi domando se conosce il temine pacchiano o lo usi solo perchè fà tendenza (un modo in uso per autodefinirsi uomini di buongusto è dare del pacchiano ad altri). Se definisce i lavori di Zhāng Yìmóu pacchiani (visto che non si riferisce solo a quest’ultimo file ma anche ai lavori precedenti) mi domando che definizioni da ai più famosi registi made in USA.
Pertanto un commento come quello che ho appena letto scredita ogni valenza (se mai ne avesse avuta) di autorità cinematografica ed intellettuale dell’articolo stesso.
giumig
22 mag 2007 - 19:08 - #15Vedro’ il film stasera, ma credo che se solo vedreste “mille miglia lontano” avreste un opinione del tutto diversa di questo grandissimo regista…
Volano i Pirati anche al botteghino Italiano!
28 mag 2007 - 08:54 - #16[…] L’ottimo Zodiac di Fincher arriva al milione e mezzo di euro, mentre discreto è l’esordio della Città Probita, che esordisce con 335.034,85 euro. Supera il milione di euro L’uomo dell’Anno, mentre Notturno Bus pian pianino ci si avvicina, arriva a sfiorare i 3 milioni Le vite Degli Altri, mentre crolla Breach, che arriva a malapena ai 300.000 euro. […]
Sabina
09 giu 2007 - 08:57 - #17Ma di cosa state parlando? Concordo pienamente con Troll!Inoltre mi ha sconvolto l’associazione Zhang Yimou-Spielberg! Hero, La Foresta dei Pugnali Volanti e quest’ultimo La Città Proibita (la traduzione del titolo poi merita un discorso a parte…)appartengono ad un genere preciso che è quello della cappa e spada e quindi i combattimenti sono così perchè così devono essere, movimenti circolari, la leggerezza dei corpi e il movimento dei tessuti, la forza dello yin e dello yang…(e Quentin Tarantino si sispira a tutt’altri film!!). Capisco che può essere una questione di gusto personale, ma una critica per essere oggettiva non deve tener conto del gusto personale!
Carla - Cineblog
09 giu 2007 - 09:07 - #18ho visto il film ieri sera. molto affascinante. capisco la critica di infamous ma personalmente mi ha molto intrigato. costumi bellissimi, scenografia ricchissima, Chow Yun Fat e Gong Li in grande forma.
Venezia 64: quali film dobbiamo attenderci?
11 giu 2007 - 15:43 - #19[…] Il 26 luglio, data della conferenza stampa con la quale sapremo per certo il programmone di quest’anno, è ancora un po’ lontano, ma già ci sono le prime indiscrezioni sui film del Festival di Venezia 2007. Prima di incominciare a spulciare tra i film “candidati”, facciamo un breve ripasso su quello che già sappiamo per certo: Zhang Yimou (in sala con La città proibita) sarà a capo di una giuria composta da soli registi, proprio per festeggiare il 75° anniversario della mostra; Bill Mechanic sarà presidente della giuria per il Premio Luigi De Laurentiis per la migliore Opera Prima, e Gregg Araki sarà presidente della sezione Orizzonti; ci dovrebbe essere una sezione di film a tematica omosessuale che si candideranno per il Queer Lion (e le polemiche si sono già aperte); il 5 settembre ci sarà la consegna del Leone d’Oro alla carriera a Tim Burton, e di conseguenza anche il Tim Burton Day; le sezioni collaterali prevedono quella sulla Storia segreta del cinema italiano 4 (questa volta si tratta di western scelti da Tarantino) e l’evento dedicato ad Alexander Kluge, padre del Giovane Cinema Tedesco e vincitore di due Leoni d’oro e di un Leone d’argento. […]
Da recuperare: 2046 di Wong Kar-way
17 ott 2007 - 18:50 - #20[…] Il cast è stellare: lo scrittore Chow è Tony Leung, attore feticcio di Wong Kar-wai. Ha interpretato anche film come “L’amante”, “Hero” e il film che ha vinto il Leone d’oro di quest’anno “Lust, caution” di Ang Lee. Bai Ling è interpretata da Ziyi Zhang, già interpretede “La tigre e il Dragone”, “Hero” e Memorie di una geisha”. Non manca l’attrice cinese più famosa e amata in occidente Gong Li, conosciuta soprattutto per la splendida interpretazione in Lanterne Rosse o Addio mia concubina e che abbiamo visto ultimamente in La città proibita. […]