Logo Blogo

E' falsa la storia di Misha Defonseca - Sopravvivere con i lupi

Pubblicato: 03 mar 2008 da Carla Cigognini

Commenti dei lettori

sopravvivere con i lupi 3m

Vi ricordate di quando vi parlai del film Sopravvivere con i lupi? Vi avevo detto che era tratto dalla vera storia di Misha Defonseca, scampata ai nazisti, alla ricerca dei veri genitori ed allevata in una foresta da alcuni lupi.

Ero in buona fede naturalmente ma è tutto falso. La stessa Misha Defonseca ha confessato che la storia raccontata nel suo libro è una bugia. La bimba descritta non esiste. E l’autrice stessa non è neanche ebrea. E come si sarebbe giustificata? Così:

“Sono cattolica ma mi sento ebrea da sempre… Mi sono da sempre raccontata un’altra vita, lontana dagli uomini che detestavo. E così mi sono appassionata ai lupi… e ho mischiato tutto”.

Bello. Ti passa veramente la poesia a sentire queste cose.

Fonte: IlGiornale

1 stelle2 stelle3 stelle4 stelle5 stelle (3 Voti | Media: 5 su 5)
condividi condividi
12 commenti

Commenti dei lettori

Nascondi commenti anonimi
  • Profilo di celeste

    celeste

    03 mar 2008 - 16:52 - #1
    1 punto
    Up Down

    :’-( Bastarda…
    Ho letto il romanzo anni fa, e mi ha commosso da morire pensare che fosse tutto vero… era molto realistico.
    Devo confessare che se non ci fosse stato scritto sulla copertina del libro che era una storia davvero accaduta, non l’avrei mai comprato…
    Che tristezza, ha speculato sulle sofferenze VERE degli altri…
    Delusa, mi sento tradita e delusa…

  • Profilo di Blogmasterpg

    Blogmasterpg

    03 mar 2008 - 18:39 - #2
    -2 punti
    Up Down

    Bastarda, bugiarda e perchè? Secondo me è un mito assoluto: d’altronde non ha fatto altro che mettere in un libro quello che lei già Lei viveva, e se il libro e il film hanno avuto tanto successo evidentemente Lei è una gran scritrice. Ha mentito per vendere di più? Negli affari e in amore non ci sono regole. D’altronde chi segue principi non potrà mai diventare una persona veramente responsabile. Questa è la mia opinione, naturalmente.

  • Luisa Tanzi

    03 mar 2008 - 18:53 - #3
    0 punti
    Up Down

    e invece diventa una persona responsabile chi non segue alcun principio? non seguo il tuo ragionamento, ma può essere colpa mia, spiegami il concetto, please.
    Il libro può esser bello, ma nasce da una bugia, pare.
    Ora, si può dire tutto, ma non si può negare a gente delusa come Celeste il diritto di lamentarsi e definire bastarda la Defonseca, se è vero che in affari e amore tutto è lecito.
    Che poi il detto è che ‘in guerra e in amore non ci sono regole’, per gli affari esiste tutta una regolamentazione, eh!…è vero che le regole si eludono, ma comunque esistono.

  • Luisa Tanzi

    03 mar 2008 - 19:00 - #4
    1 punto
    Up Down

    Eppoi, se sei una grande e hai talento che bisogno hai di mentire?

  • Profilo di mascal

    mascal

    03 mar 2008 - 19:06 - #5
    0 punti
    Up Down

    “Negli affari e in amore non ci sono regole”

    Ok per l’amore, ma negli affari qualche regola c’è. Altrimenti non sono affari, sono frodi.
    Non che sia questo il caso, secondo me. Che la storia sia vera o meno, m’importa poco. Basta che mi appassioni.
    D’altronde anche ‘Fargo’ dei Coen era stato lanciato come una storia vera e s’è poi scoperto che non lo era affatto. Ma non è che per questo adesso mi piaccia di meno :-)

  • Profilo di neodie

    neodie

    03 mar 2008 - 21:15 - #6
    1 punto
    Up Down

    Bhè, J.T. Loroy docet…

  • Profilo di Marco Vega

    Marco Vega

    04 mar 2008 - 00:27 - #7
    1 punto
    Up Down

    ma dai Fargo non era una storia vera???? Cavolo mica lo sapevo!… mi era piaciuto così tanto quel film proprio per la drammaticità della storia vera…

  • Valentina Carrà

    17 apr 2008 - 21:21 - #8
    0 punti
    Up Down

    il film Sopravvivere con i Lupi, documenta in modo eccezzionale come l’ uomo dal dolore più cupo può risalire. L’ uomo anche il più umile non può rinnegare le proprie origini, egli cerca l’ infinito pur essendo un essere finito, che cerca la libertà per dare un senso alla propria vita. Questo libro e film mi hanno fatto riflettere molto sull’ umanità, che la protagonista rinnega, io penso che tutto derivi da qualcosa di più grande, da Dio, la vera fonte di umanità che egli ha saputo trasmettere a molte delle creature per realizzare un’ opera più grande, ma egli ha potuto guardare giù e osservare la cattiveria dell’ uomo in tutte le sue forme sperando che l’ uomo ascoltasse nel profondo del suo cuore, il grido di infinito che nasce dalla sua anima che lo spinge a realizzare qualcosa di più grande.
    Il cuore dell’ uomo è fatto così: capace di stupore, di cogliere le sfumature della realtà, di tendere verso qualcosa di eterno, capace di una domanda di infinito.
    Sembra che l’ uomo abbia veramente bisogno di un’ unica cosa, un unico bisogno di infinito che lo fa vivere (grido). Il resto in fondo è inutile o comunque non è essenziale.

  • Ernestoche

    19 apr 2008 - 20:09 - #9
    -1 punto
    Up Down

    Non ho letto il libro, probabilmente non andrò a vedere manco il film ma leggendo i vostri commenti, mi fate tristezza voi. Comprate davvero i libri solo se parlano di storie accadute?Che differenza fa se uno scrive una cosa accaduta o meno?VI ha emozionato?E’ arrivato al vostro cuore?VI ha fatto riflettere?Allora smettetela di fare i puristi, gli scrittori inventano e rielaborano ed il loro scopo è arrivare alle persone!
    Mi fa davvero sorridere la gente, definisce “Bastarda” una scrittrice che lavora di fatasia ( e si prende gioco innocentemente dei lettori) e poi non fa un fiato quando si calpestano i diritti più fondamentali ed importanti della vita sociale!
    siete ridicoli e vi meritate altre diecimila Misha Defonseca!

  • Reysan

    09 mag 2008 - 02:07 - #10
    0 punti
    Up Down

    Concordo in pieno con Ernestoche

  • angelamaria

    10 nov 2008 - 19:35 - #11
    0 punti
    Up Down

    definire una bugia un racconto romanzato di un’autrice mi pare davvero superficiale e limitativo. Misha magari non ha vissuto personalmente questa esperienza, l’ha solamente raccontata come se fosse vera, ma ci sono tantissimi bambini che in quegli anni hanno vissuto situazioni come questa o anche peggiori. Basta leggere la vera storia del premio nobel per la medicina Mario Capecchi per rendersi conto di come siamo fortunati tutti noi che non abbiamo attraversato quegli anni. Penso che se una storia, film o libro, riesce ad emozionarti ed a farti riflettere ha ottenuto ciò che voleva ottenere. L’unica verità è quella che ti tocca il cuore.

  • Debe

    31 dic 2009 - 15:31 - #12
    0 punti
    Up Down

    Io questo libro l’ho scoperto per caso e l’ho letto in un paio di volte. L’ho finito ieri sera e proprio oggi, guardando qua e là su internet, ho scoperto che si tratta di un falso. Beh, che dire? Ci sono rimasto molto male, questo è innegabile. Il libro l’ho preso e letto proprio perché oltre ad amare i lupi, pensavo fosse una storia vera. Se sapevo che si trattava di un romanzo di fantasia, sinceramente non so se lo avrei preso, preferisco leggere autori italiani. Resta però il fatto che la storia mi è piaciuta davvero tanto e che mi ha appassionato riga dopo riga, questo non posso ignorarlo solamente perché adesso so che è una burla. Le parole rimangono, il libro è quello. Ha ingannato il mondo prendendosi gioco di una delle cose più terribili della storia, ma questo per me non fa di lei una truffatrice, una “bastarda” come dicono certi di voi, ma semplicemente una persona che ha avuto la debolezza di mentire per raggiungere il suo sogno, che era quello di vendere il suo libro e arrivare al cuore delle persone. Sapendo che la storia è vera, ignorando dunque la verità, ci si immedesima di più nel personaggio, si vivono le esperienze con un occhio differente. Non si dice mai “nooo, che ca**ata…”, ma soltanto “nooo, che cosa straordinaria…” perché si pensa che sia vera, che sia reale. Non metterei dunque alla forca questa donna, anzi, continuerei a ringraziarla per la splendida storia che ci ha regalato, prodotto della sua mente e non semplicemente raccontando cosa le è successo, cosa invece assai più facile.