La passione di Cristo (The Passion of the Christ- USA/Italia 2004)) di Mel Gibson. Con Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Rosalinda Celentano, Claudia Gerini, Sergio Rubini, Mattia Sbragia, Hristo Shopov, Luca Lionello, Christo Jivkov, Sabrina Impacciatore, Francesco De Vito, Toni Bertorelli, Fabio Sartor, Giacinto Ferro, Olek Mincer, Adel Ben Ayed, Luca De Dominicis, Pedro Sarubbi, Chokri Ben Zagdan, Roberto Bestazzoni, Francesco Cabras, Giovanni Capalbio.
Stasera, domenica 23 marzo, ore 21.30 su RaiUno.
Martirio e resurrezione di Cristo, raccontati dal conservatore Mel Gibson.
Si è detto talmente tanto su questo film che, per non creare altra confusione, e parlando da spettatore distratto piuttosto che da appassionato, andrò direttamente a ciò che mi interessa: quale è l’utilità di quest’opera?
La necessità di trovare nuovi proseliti non è un fatto che la chiesa cattolica tende a nascondere visto quanto spesso si lamenta, attraverso i propri rappresentanti, della diminuizione dei matrimoni oppure del numero, sempre decrescente, dei giovani che decidono di indossare l’abito talare. Lo stesso Mel Gibson, pare (del dibattito si che sono stato uno spettatore distratto) ha affermato di aver voluto realizzare questo racconto sulla figura di Cristo allo scopo di scuotere le coscienze, per risvegliare la fede nei troppi cuori sordi al richiamo della bibbia e, in fin dei conti, al fine d’ingrossare le file dell’esercito di Dio.
Premetto che la pellicola del regista statunitense mi è sembrata, dal punto di vista formale, di cattivo gusto, povera di idee, semplicistica come quegli affreschi che, dalle pareti delle chiese, avevano lo scopo di educare e spaventare i fedeli analfabeti e timorati, educati al culto di un dio iracondo e vendicativo. Sono stato infastidito soprattutto dal Male identificato iconograficamente ancora una volta con il brutto, con lo storpio, con il deforme, e mi è sembrato più pericoloso questo aspetto che tante polemiche, forse superflue (per non dire strumentali) relative ad un sentimento antigiudaico che il film avrebbe più o meno espresso.
Non mi ha stupito, devo dirlo, l’assenza di un messaggio evangelico (il bombardamento mediatico mi aveva preparato sufficientemente anche a questo), ma sono stato offeso da un Dio che, pur fattosi uomo, godeva ancora di una resistenza fisica divina di stampo, e di rappresentazione, quasi supereroistica (senza l’ironia, però, di alcuni fumetti che sfruttano ampiamente questo binomio, come il recente “Gesù contro i vampiri”).
Il film, a questo punto posso anche affermare l’evidenza, non mi è piaciuto e per essere un’opera che poneva le proprie basi in quella che è “la più bella storia del mondo”, è riuscito ad annoiarmi (con l’unica eccezione della figura di Pilato, finalmente resa con complessità ed intelligenza) ma, soprattutto in ragione delle reazioni del pubblico in sala, e delle frasi rubate dal “dopoproiezione”, ho dovuto piegarmi di fronte ad un successo ed ad una presa mediatica davvero intense e trasversali, capaci di coinvolgere anche chi, fino a quel momento, si era ritenuto estraneo alla mitologia cristologica ed al messaggio evangelico. Molti esegeti, anche piuttosto occasionali, hanno fatto coincidere il successo del film con il richiamo del sangue, e questo non è di certo possibile escluderlo. Il fedele convinto, lettore appassionato della bibbia, si è trovato di fronte ad una rappresentazione sostanzialmente fedele ai testi (e che ha avuto almeno il merito di mostrare l’altro lato di un Cristo troppo spesso rappresentato come un predicatore mellifluo ed evanescente) e non dovrebbe quindi essersi troppo sorpreso di fronte alle tanto declamate torture.
L’orrore che possiamo immaginare è sempre più terribile di quello che il cinema potrà mostrarci (e Lang ci ha donato un esempio magistrale di questo principio nel suo “M”), altrimenti rigetteremmo questa arte perché non più catartica ma pericolosa per la nostra società; inoltre l’orrore a cui la storia ci ha abituato (e qui mi viene da pensare che lo spettatore medio negli ultimi sessanta anni abbia vissuto in un bunker senza ricevere notizie dall’esterno) supera di gran lunga quello che Gibson, certo con una certa dose di compiacimento, ci ha mostrato nel suo film. Se accettiamo i principi fin qui esposti, viene allora da chiedersi cosa il fedele dell’ultima ora abbia trovato di così coinvolgente in quest’opera.
Il sacrificio è di certo un momento centrale della vicenda di Cristo ma sono sicuro, almeno lo spero, che nessun rappresentante della chiesa cattolica, anche dell’ala più oltranzista, affermerà che questo fatto di sangue, spogliato della sua contestualizzazione evangelica possa bastare a spingere un uomo che ne è privo verso la fede. Quale è il valore che hanno allora queste presunte conversioni? Quanto radicalmente la fede, grazie a questo film, ha sedimentato nei cuori di quegli spettatori che, alzatisi dalla poltrone, hanno sofferto per la vicenda di questo personaggio e con convinzione hanno affermato che “l’ha fatto per noi”? Se il dibattito fosse continuato anche dopo la fine del film, se continuasse tutt’ora, se il centro delle discussioni nei talk show e nei bar si fosse spostato dalla materia cinematografica, dallo scandalo, alla riflessione filosofica e religiosa si sarebbe potuto dire che il film ha avuto una sua utilità.
Chi scrive si accorge che, diversamente, l’entusiamo, come sempre in questi casi, va scemando, che i fiori della fede già seccano e che l’ansia dell’attesa si è già spostata sul prossimo blockbuster impossibile da perdere, da vedere assolutamente. Religione o vampiri che differenza fa? E’ sempre questione di croci.
Intanto sullo schermo, alla fine dei titoli di coda, scorre la frase di rito.
“Nessuno dei personaggi comparsi sullo schermo è esistito veramente, le vicende rappresentate sono frutto di fantasia. Ogni analogia è da considerarsi del tutto accidentale”
Geisha7
23 mar 2008 - 16:39 - #1 (nascondi)una vergogna e un offesa al mondo del cinema…
Carlito
23 mar 2008 - 17:00 - #2La passione di cristo è un grande film.
E smettetela di criticare sempre a vanvera. Giudicate l’opera nella sua totalità! Non c’è film fatto nel 2000 che abbia questa forza cruda e vera come Passion!
Gibson è un grande regista e lo ha confermato anche in Apocalypto! Sono sempre dei film che lasciano spiazzati,senza parole.
Se non li capite andate a vedervi Verdone, Moccia e Muccino!!!
Ah si, quelli sonn grandi film……
clauciui
23 mar 2008 - 17:08 - #3ma c’era quella frase in the passion?!? scusate non capisco :D
comunque io non l’ho visto e non credo che lo vedrò, non sono così masochista.
JackBurton
23 mar 2008 - 18:01 - #4Non avevo dubbi che l’anticlericalismo fosse arrivato anche in questo blog…. Questa è la storia della morte di Cristo così com’è raccontata, punto. Il resto sono solo congetture.
Marco Vega
23 mar 2008 - 18:07 - #5non capisco con che criterio si possa dire che è un’offesa al mondo del cinema…. questo è puro cinema… se non credi in dio è un altro discorso, ma la via crucis quella è e quella è sempre stata, ora perchè si è cercato di riprodurla in modo più fedele e ovviamente più crudo di un dipinto di michelangelo non vedo cosa ci sia di sbagliato… di sicuro non incita alla violenza
simosayan
23 mar 2008 - 18:12 - #6Concordo con gli ultimi due commenti. Se fosse stata la storia di Maometto, per assurdo in un paese cristiano, tutti avrebbero detto che era un bel fim con sani principi religiosi.. mah.
Sulla violenza però delle immagini qualcosa da dire ce l’ho. La flagellazione mostrata è assolutamente esagerata, tanto che chiunque concorda sul fatto che sarebbe sicuramente morto se fosse avvenuta in questo modo.
Gibson è bravo, Apocalypto mi è piaciuto anche se non gli davo 10 lire prima di vederlo. Ha però la tendenza a voler mostrare una violenza un pò sopra le righe, granguignolesche scene di sangue, a volte solo per stupire e fine a se stesse.
Vercingetorige
23 mar 2008 - 18:17 - #7L’assurdità di questo blog..deve criticare x principio tutto ciò che è legato alla religione cristina…mentre se si parla di islam, c’è inneggiamento ad oltranza…che schifo…e meno che si professa l’ateismo…e la neutralità…
beatcippe
23 mar 2008 - 18:25 - #8Ma perchè sproloquiare in questo modo frasi senza capo nè coda? “L’assurdità di questo blog..deve criticare x principio tutto ciò che è legato alla religione cristina…mentre se si parla di islam, c’è inneggiamento ad oltranza”. Ma scherziamo? Nella recensione si è detto che il film di Gibson è uno schifo. Cosa sulla quale concordo. IL FILM, per dio, non si sta parlando d’altro. Si parla di pellicola impressa dalla luce. E il lavoro di Gibson è cinematograficamente osceno. Poteva anche parlare di Maometto, Buddha, Shiva o chi per loro. Il film resta comunque una bruttura, per lo più inguardabile, cinematograficamente ignorante. Sia chiaro, questa è solamente la mia impressione. Ma evitiamo di fare i bambini.
J.J. Drugo
23 mar 2008 - 18:47 - #9A me è sembrato un gran bel film, un pò troppo crudo (ovviamente nessuno sa con precisione se è avvenuto tutto così, meglio o peggio) ma con una bella atmosfera, bravissimi interpreti (Maria, Giovanni, il Diavolo, Pilato) con un’idea veramente meravigliosa, cioè quella di far parlare la gente con la loro vera lingua dell’epoca …. idea veramente coraggiosa …. forse se avesse incassato solo 2 milioni di dollari sarebbe diventato un oggetto di culto per tutti. Il concetto che voleva far passare per me era soltanto che il Dio dei cattolici pur essendo Dio ha subito una penitenza che poteva benissimo non subire e l’ha fatto per salvare gli uomini ….. non ci ho visto dietro nessuna idea di fare proseliti o altro …. storicamente mi sembra perfetto …. io lo consiglio
.:Hellboy:.
23 mar 2008 - 18:49 - #10come non dare ragione a Marco Vega e jack Burton, Passion è un buon film, ottima regia soprattutto…per le critiche le quali dicono che questo non è cinema non ci faccio nemmeno caso…anche perchè una frase non è sufficente per descrivere un film, nel bene o nel male.
infamous
23 mar 2008 - 19:22 - #11imho un film davvero potente. Mel Gibson FTW
Aten
23 mar 2008 - 19:40 - #12Un film meraviglioso. Un film che vuole trasmettere qualcosa e lo fa, che uno sia credente o no, a patto che abbia un briciolo di sensibilità. Un film coraggioso.
Cinematograficamente parlando…ma chissenefrega! Un film va visto nella sua completezza, voi pseudo-critici frustrati che godono nel vedere virtuosismi della regia e capolavori della tecnica riuscite guardare oltre? O siete troppo concretrati a smontare scena a per scena il film da non accorgervi che c’è anche un significato dietro? E che è quello che conta all fine!? Che la tecnica è solo un mezzo? Che il fine è un altro? La passione di cristo aveva un fine, quello di smuovere le coscienze, e ci è riuscito.
Geisha7
23 mar 2008 - 19:41 - #13è una operazione commerciale e sopratutto inutile. che poi sia un bravo regista (in altri film) questo è risaputo…e poi per costruire un film di questa portata non c’è bisogno solo di sangue a valanga e aramaico antico, ma di una ricostruzione storica che rispetti quella reale, e non mi sembra proprio che questa sia nel film.
NikoVR
23 mar 2008 - 19:46 - #14Ciao Andrea….innanzitutto auguri di buona pasqua…..
Stasera, domenica 23 marzo, ore 21.30 su Italia Uno.
Ma non va in onda su RAIUNO??? forse ti sei confuso!
ciao a tutti
PS3FANBOY
23 mar 2008 - 20:19 - #15a mè è piaciuto molto nonostante le critiche che avuto,è molto violento ma secondo mè Mel Gibson ha mostrato piu’ o meno come sono andati i fatti 2000 anni fa,inoltre è anche in lingua latina ed aramaico e lo rende ancora piu’ bello dato che erano le lingue che si parlavano allora in palestina,cmq è davvero bel film io lo consiglierei al di sopra dei 14 anni,comunque buona pasqua a tutti!!
eggenbergurbock 23
23 mar 2008 - 20:36 - #16ma scusate qual’è l’utilità di un qualsiasi film? già oscar wilde diceva “l’arte è inutile” a chi piace un film film sembrerà utile e viceversa … mah … l’ho visto solo quando era uscito e mi era essenzilemente piaciuto, anche se alcune cose sono imbarazzanti … e sia chiaro .. non sono affatto un credente ANZI … non credo che sia un’operazione commerciale ma solo un parto del fanatismo religioso di gibson, l’estrema violenza e la scelta della lingua (lodevole) ne sono una prova secondo me … e la frase dei titoli di coda c’è pure nei film “tratti da una storia vera” quindi qui è più che giustificata visto che i vangeli sono ancora tutti da provare …
renzofra
23 mar 2008 - 20:51 - #17Caro blog, la questione è molto semplice: Gesù Cristo, in quel particolare periodo, non ha fatto una passeggiata e non si è affatto divertito. Si sono divertiti, invece, tutti coloro che hanno maltrattato il suo corpo (lancia nel costato, fustigazioni, aceto in bocca, umiliazioni, ecc…). In poche parole è possibile affermare che Mel Gibson ha semplicemente raccontato con immagini davvero crude, ciò che quest’uomo ha subìto.
Ares_73
23 mar 2008 - 22:43 - #18dunque, scrivo x la prima volta su questo blog, ma visto l’argomento voglio dire la mia, io sono ateo e non credo e non seguo nessun tipo di credo-religione, ma conosco la storia che in questo film viene raccontata e credo che gibson abbia fatto un film diu grande spessore e di grande realismo senza sbagliare praticamente nulla, mostrando quello che e’ stato, senza falsita’ o ipocrisia, viene mostrata la sofferenza del cristo uomo, di cio che ha subito, un film molto bello e di grande valore, diretto da un grande regista come mel gibson.
rick
23 mar 2008 - 22:45 - #19certo che sparare la frase”la chiesa ha bisogno di far proseliti” parlando di the passion..
starlancer
23 mar 2008 - 22:57 - #20grande film, di grande impatto…toccante e crudo. bravo Mel.
Andrea HF
23 mar 2008 - 23:11 - #21Che differenza c’e’ fra questa Recut e la normale uscita inizialmente in DVD?
Marco Vega
23 mar 2008 - 23:12 - #22questo è proprio uno di quei film che bisognerebbe CONSIGLIARE a priori… poi magari non piace, per carità, però almeno lo hai visto e male non ti ha fatto di sicuro… ma Sconsigliarlo proprio no…
Niknik79
23 mar 2008 - 23:21 - #23Come cavolo si fa a dire certe cose???? E’ un film bellissimo, toccante e molto reale. Al cinema ho pianto, ero dentro il film; il regista ha creato un’atmosfera particolare, ha centrato. Io sono cristiano, credo in dio e la passione (a mio parere) è stata rappresentata alla grande. E’ un colossal da CONSIGLIARE ASSOLUTAMENTE! Chi scrive contro questo film come fa ad amare le emozioni e l’arte del cinema? Com’è possibile che non ha lasciato nulla??? E’ impossibile!!! Magari chi scrive contro THE PASSION dicendo che è robetta, è scarso, intento pubblicitario ecc ama film tipo HOSTEL o IL RITORNO DE MORTI VIVENTI. Gibson è un grande attore e regista, non si discute….
Alessando
24 mar 2008 - 00:02 - #24Uno dei film più belli che abbia mai visto, ma chi è che si permette di stroncare un film come questo???
Voi critici potete dire quello che volete, ma questo è assolutamente un film che tocca l’ animo e che fa pensare.
State a casa a guardare Gerry Calà e Massimo Boldi che è meglio e non scrivete certe sciocchezze !!!
Alessando
24 mar 2008 - 00:04 - #25Recensioni VERE del film “La Passione di Cristo”:
http://www.repubblica.it/trovacinema/scheda_critica.jsp?idContent=126499
Kenji_Fujima
24 mar 2008 - 00:30 - #26mah………
giofortis
24 mar 2008 - 00:36 - #27Mi sembra proprio che l’autore di questo post si sia fatto un po’ troppo influenzare da south park.
neodie
24 mar 2008 - 01:33 - #28Caspita, concordo con uno Sconsiglia!
Miracolo pasquale!
tonyclifton
24 mar 2008 - 02:34 - #29Andava visto, ma…
La passione di Cristo è raccontata con un taglio molto holliwoodiano…spettacolare, cruento e con una regia molto patinata che stona con l’argomento.
Anche a me non è piaciuto molto “questo” Mel Gibson…bella l’idea di far parlare l’aramaico e ingenerale ad ognuno la loro lingua (anche se il risultato è a volte un po’ bizzarro…). Bruttina l’idea di inserire nel cast la Bellucci che non c’entrava molto.
Ci sono stati altri film su Cristo molto più convincenti in passato…Brian di Nazareth per esempio! Scherzavo…:)
Non lo ricordo tanto bene ma L’ultima tentazione di Cristo di Scorzese mi sembrava fosse di gran lunga migliore…
cucilì
24 mar 2008 - 11:16 - #30Il film da fastidio perchè mette l’uomo di fronte alla propria coscenza e la sua vanità non può accettare che un Uomo muoia realmente in modo cosi violento per redimere l’umanità.Chi non si è commosso alla scena del bimbo/uomo che cade e viene prontamente soccorso dalla madre?Tanti film hanno scene più violente, ma non hanno ricevuto le critiche di questo come mai?
Catoblepag
24 mar 2008 - 17:18 - #31L’essenza dei fatti e’ semplicissima: l’odio che circonda questa pellicola è del tutto sproporzionato, a causa di alcune dichiarazioni sconsiderate di Gibson (che hanno causato una feroce contro-campagna della comunità ebraica americana) e del malcelato razzismo che ormai circonda qualsiasi cosa sia lontanamente cattolico (e lo dico da agnostico). Se si guarda Passion of Christ senza le solite fette di prosciutto sugli occhi, viene fuori un buon film, ben girato e fotografato, originale nell’aderire scrupolosamente alle scritture. Non si tratta certo di un capolavoro - visto una volta non lascia grandi spunti per ritornarci - ma di un’opera interessante, che ha il diritto di essere criticata come si fa con qualsiasi altro film senza che se ne chieda la sua “utilità”: i film “utili” sono quelli commissionati dalle dittature, il resto è cinema libero che ha il diritto di essere visto e giudicato senza isterismi e boicottaggi di massa.
Miki991
24 mar 2008 - 19:29 - #32“Sono stato infastidito soprattutto dal Male identificato iconograficamente ancora una volta con il brutto, con lo storpio, con il deforme”
Preciso innanzitutto che Satana è stato interpretato da una donna (senza alcun difetto fisico).
La deformità e la bruttezza fisica sono allegorie della deformità e bruttezza spirituale.
Non sono dunque i deformi o i brutti i simboli del male, ma le loro bruttezza e deformità.
D’accordo sul fatto che un film non può convertire, dico che certo ha fatto riflettere sulla crudezza della realtà della passione, e sulla umanità (intesa come complesso delle proprietà umane, non ultime la paura e il dolore) con cui Cristo ha patito.
D’accordo anche sul fatto che la sofferenza di Gesù poteva essere resa più realistica in certi punti, in particolare durante la flagellazione (non un grido, ma solo gemiti e quel “sua resistentia incredibilis est, credere non possum”).
Apprezzabili l’interpretazione della enigmatica figura di Pilato e l’utilizzo delle lingue originali.
Cristo, Pilato e gli altri sono persone realmente esistite.
Eddie
25 mar 2008 - 05:32 - #33Premetto che non sono un cinefilo particolarmente accanito e che in materia ho parecchie lacune, quindi mi accingo a commentare la pellicola da un punto di vista puramente spirituale, se di spiritualità si può ancora parlare oggi come oggi.
“La Passione” è un film che non può essere inquadrato da un punto di vista imparziale (e quindi secondo me non può ASSOLUTAMENTE essere sconsigliato): necessariamente ognuno lo leggerà secondo il proprio orientamento religioso e, inevitabilmente, politico (come ben ci dimostra l’autore dell’articolo).
C’è chi lo ha considerato una mera mossa commerciale in chiave “gore” e chi, come me, l’ho ha vissuto intensamente, con vere emozioni, che non credeva che un film potesse regalare.
Non sono credente, non sono ateo, non sono agnostico, sono in cerca di risposte, ma sono convinto del fatto che il Cristianesimo sia innegabilmente il cemento della nostra cultura occidentale e che dal punto di vista filosofico il suo avvento in Europa sia stato la più meravigliosa e importante rivoluzione di tutta la storia umana.
Questo film riesce a raccontare avvenimenti celeberrimi in maniera nuova e, a mio parere, carismatica, potente.
L’intento dell’autore (ma a chi interessa poi…) non è di certo propagandistico ma è quello di ridestare la sensibilità del pubblico verso qualcosa che è, o forse è stato, una fonte di inesauribile bellezza e parte integrante di ciò che siamo.
Due parole che sono state molto usate sono “poesia” e “offesa”. Secondo me non può essere considerato un film poetico inteso come sublime, anzi, ha tutta la schiettezza della prosa più potente. Tantomeno può essere considerato un’offesa, data la scelta di rimanere estremamente fedeli alle Sacre Scritture.
Concludo consigliando a chiunque di vedere questo lavoro di Mel Gibson, che ha quantomeno il pregio di riportarci davanti agli occhi in maniera abile e ispirata la vicenda che ha rappresentato le vere radici della nostra cultura per due millenni.
P.S. L’arrogante faziosità di cui certi passaggi dell’articolo sono intrisi è ripugnante.
Cips08
25 mar 2008 - 10:57 - #34Che Gibson abbia indugiato sulle scene cruente è indubbio, come pure è indubbio che, dopo aver visto La Passione, molti hanno riflettuto, forse per la prima volta, su cosa abbia dovuto subire Gesù fino alla sua morte sulla croce.
Commoventi le scene finali.
Un film sconvolgente: colpisce per la violenza e travolge con l’amore.
Joe80
25 mar 2008 - 11:37 - #35Un film unico da CONSIGLIARE ASSOLUTAMENTE, proprio perchè in quanto appassionato della storia di Gesù e studioso della Passione, mi sono ritrovato d’avanti la realtà, o sicuramente ciò che più si avvicina alla realtà di quelle ultime ore di vita di Cristo.
Il problema della violenza, comincio a non vederlo più, anche perchè riguardandolo, noto che non è poi così violento rispetto a film ben più sanguinosi, e cosa peggiore che usano la violenza come un gioco o un modo per divertire.
The Passion è un dramma, crudo e reale, non c’è da impressionarsi nel vedere un Cristo così resistente, sono serviti oltre 4 anni alla realizzazione del film, approfondite documentazioni storiche, religiose persino apocrife hanno ispirato il lavoro di Gibson, molte della violenza in primis è stata ispirata alla Sindone (che pochi giorni fa è stato provato che non si tratta di una riproduzione artistica), quindi la ritengo più che giustificata.
E’un film crudele certo, e non pretendo che piaccia a tutti, ma indubbiamente è un film che è rimasto, e un film che rimarrà, già il fatto che a distanza di 4 anni si continuano ancora a scatenare accese discussioni come se il titolo fosse uscito ieri la dice lunga, sull’impatto che il prodotto ha avuto; poi è chiaro che il pubblico è sempre più portato a seguire i blockbuster, è un dato di fatto da oltre 20 anni!
Infine, ribadisco la mia posizione su The Passion, un film straziante, duro, al bando le stupide critiche antisemite (in realtà sono più i romani che infieriscono) e di autocompiacimento della violenza, la storia è questa, lo stesso Gibson ha ribadito più volte di cosa trattava il film, sta allo spettatore la scelta di vederlo o no.
In definitiva questo è il film sulla Passione, il film su un Cristo finalmente più umano e vero!
Deggielen
25 mar 2008 - 11:40 - #36Se c’e’ un film crea tutte queste discussioni vuol dire che ha trasmesso qualcosa a chi e’ piaciuto e anche a chi non e’ piaciuto.
Gibson si e’limitato a trascrivere cinematograficamente cio’ che e’ scritto nelle sacre scritture….se e’ razzista e antisemita lui lo e’ anche cio’ che e’ scritto nella Bibbia allora….se e’ risultato troppo cruento lo e’ anche cio’ che e’ scritto.
Saluti e buone fine feste.
alc0r
25 mar 2008 - 13:18 - #37Personalmente (tralasciando le mie opinioni religiose etc) il film non e’ altro che la versione cinematografica di cio’ che viene raccontato dai vangeli e dalla tradizione legata all’episodio, nel bene e nel male (gli errori “storici” che si sono tramandati nella tradizione permangono).
Ottimi alcuni personaggi e i loro interpreti (Pilato e Satana su tutti, ma anche Gesu’ stesso).
Concordo sull’eccessiva enfatizzazione data alla flagellazione, ma ci puo’ stare.
In definitiva e’ un bel film ma sicuramente non un capolavoro.
vale.o
25 mar 2008 - 14:19 - #38da anticlericale dico che il film secondo me è bello….merita di essere visto per vari motivi: attori, sceneggiatura, regia, e tutto ciò che rede questo film una proposizione godibile di una storia. punto. oggettivamente nn si può dire che sia un brutto film….i brutti film sono altri. (muccino docet)
andreatosti
25 mar 2008 - 20:10 - #39Non posso certo rispondere singolarmente a tutti, ma vorrei chiarire alcuni punti, che spero riassumeranno le critiche che sono state mosse al mio intervento.
1)”La Passione” è un film che non può essere inquadrato da un punto di vista imparziale”. Perché? Questo vale per tutti i film e, più in generale, per tutte le opere dell’ingegno. Il giudizio imparziale è un’astrazione assurda. Si possono però scegliere delle strade per analizzare un’opera senza farsi vincolare strettamente da varie convizioni o fedi. Non professerò qui la mia fede, perché non è importante. Io vedo due cose in questo film: un messaggio e una forma atta a comunicarlo. Da qui passiamo al secondo punto.
2) “O siete troppo concretrati a smontare scena a per scena il film da non accorgervi che c’è anche un significato dietro? E che è quello che conta all fine!? Che la tecnica è solo un mezzo? Che il fine è un altro? La passione di cristo aveva un fine, quello di smuovere le coscienze, e ci è riuscito”. Qui si confonde il mezzo tecnico (che per lo scrittore è la penna) con la forma. La forma è l’unica cosa che tiene in piedi l’opera d’arte. Se ci si accontentasse del messaggio, basterebbe leggere i testi evangelici (in questo caso) o basarsi su affermazioni banali e frettolose. “Cristo ha sofferto tanto e si è sacrificato per noi”. Questo è il messaggio. La forma è la struttura che lo solleva dal livello di chiacchiere da bar, spesso lo analizza, lo complica, lo struttura ad un livello più alto. Se non si guarda alla forma, e solo alla sostanza, tanto varrebbe fermarsi alle frasi dei baci perugina. Il che non significa che la forma salvi un messaggio ambiguo, però certamente gli da potenza. Da appassionato di cinema adoro alcuni filmati propagandistici del periodo nazista (senza approvarne il messaggio naturalmente), e dal punto di vista formale, cioè del linguaggio, il film di Gibson non è niente di più di un facile film di propaganda, di fronte al quale è difficile non commuoversi, allò stesso modo di come è dura non rimanere infastiditi da alcune scene di “Cannibal Holocaust”.
Chi dice poi che la forma di questo film sia interessante, dicendo che è ben sceneggiato, fotografato ecc., non credo che il livello di questa produzione sia molto al di sopra di una qualsiasi produzione hollywoodiana di medio budget.
3) “La verità”: non me ne frega nulla della verità. Quando si racconta la storia, è la storia che conta, al di là di quello che si pensa sia accaduto o meno. In assenza di testimoni oculari e telecamere precog, mi sembra assurdo aggrapparsi alla verità come termine di critica. Non difenderei mai un film di propaganda islamica (questa poi dovete spiegarmela) come spesso è stato detto, ma dire che un film è lodevole perché racconta la verità è un atteggiamento che rasenta il fanatismo becero. A parte che la verità, come diciamo prima (e specialmente per questioni di fede) è un fatto privato, l’importante per me è il punto di vista dell’autore. Un punto di vista che, personalmente, non condivido, e reso con una forma che mi sembra grossolana e propagandistica. Non porto avanti una stroncatura per motivi morali sia chiaro. Alcune cose di questo film le ho apprezzate (il breve flashback della giovinezza di cristo, la figura di pilato), ma altre mi sono sembrate terribile. Ricordo, in particolare, la scena al rallentatore, del dito che solca il terreno, con le particelle di polvere al rallentatore che saltano da tutte le parti che neanche “Armageddon”: altro che uomo, questo è Superman.
Volete un film sulla vita di Cristo perfettamente fedele ai vangeli (e alla presunta verità di molti che qui hanno scritto)? Vedete, per chi non lo ha fatto, il vangelo secondo matteo di Pasolini. Troverete tutto quello che cercate: aderenza perfetta ai testi, verità storica. Ed io troverò uno sguardo originale e critico che riesce a raccontare una storia analizzandola attraverso un punto di vista personale e originale. Senza cercare per forza di portare la fede passando dallo stomaco e dal senso di colpa. Il senso di colpa che molti, restando indifferenti di fronte al film di Gibson, mi hanno confessato di provare. Come se l’essere critici ci trasformasse in delle bestie
GentlemanDriver
25 mar 2008 - 23:49 - #40Da anticlericale quale sono e fiero denigratore del potere temporale della Chiesa, posso dire che ho trovato bellissimo e veramente potente La Passione, nel descrivere con vera e rara crudelta’, cosa Gesu’ Cristo ( cmq personaggio storico realmente esistito ) abbia passato.
Veramente bello.
SUPERMANN
30 mar 2008 - 12:40 - #41un articolo scritto con i piedi, e te lo dice un ateo…
poi come si fa a dire che questo film è patinato ??? mah !!
Peter Pasquer
25 feb 2009 - 17:29 - #42“La Passione” di Mel Gibson è un film sopravvalutato. Da un punto di vista linguistico non raggiunge - ad esempio - la forza, l’originalità della messinscena de “L’ultima tentazione di Cristo” di Martin Scorsese, film tanto vituperato dalla Chiesa per la provocazione lanciata di un Cristo capace di “sbagliare” e di innamorarsi davvero di qualcuno. Inoltre, il film di Gibson paga il dazio ad una sceneggiatura eccessivamente didascalica, incapace di aggiungere alcunché alla storia che già si sa. Quindi, perché raccontarla così? I salti in flashback sono introdotti spesso in modo pretestuoso dando vita ad una continuità narrativa poco fluida. Come vedete non mi sto basando sull’aspetto strettamente contenutistico e morale dell’opera, giacché di questo se ne può parlare a prescindere dal film stesso. Bisognerebbe capire che attaccare un film del genere non vuol dire necessariamente attaccare la figura di Gesù Cristo. Non confondiamoci. Il film di Gibson ha scosso (positivamente o negativamente) i cattolici proprio perché era ben chiara in noi la figura di riferimento. Io cerco di discernere e di giudicarlo solo per quello che è. Un film che, aldilà dei suoi eccessi (giustificati o no), stenta a farsi cinema quanto invece spettacolo. La lacrima (pioggia) in soggettiva (di Dio) sulla croce del Cristo ci dice che come noi la divinità è debole, accusa il dolore per la perdita di un figlio. In poche parole si umanizza. Bello direte. Sarà, ma il punto è proprio questo: il film rapporta tutto il mistero della fede essenzialmente ad un pensiero, ancorché ad un senso estetico, prettamente umano. Mel Gibson non ha avuto il dovuto distacco. Troppo coinvolto, troppo acceso dalla fede, ci ha proposto una versione della Passione di Cristo (la sua, perché ricordiamoci che non è un documentario, non potremo mai sapere se le cose siano andate proprio così…) supponendo ciò che alla maggior parte del pubblico cattolico avrebbe fatto piacere sentirsi raccontare. Un film non dovrebbe dare troppe risposte, bensì porre infinite domande. Innescare dubbi, discussioni poco fideiste.
Saluti
germano b.
11 apr 2009 - 19:32 - #43pedro sarubbi, ritirate!!! guarda che nessuno è invidioso di te, anzi!
sei solo un brufolo nero nel panorama del cinema italiano
Karl82
01 apr 2010 - 16:05 - #44Il film è un capolavoro e Mel è un genio. Punto. Chi lo critica è ovviamente in malafede.