Questa notte è ancora nostra (Italia, 2008) di Paolo Genovese e Luca Miniero; con Nicolas Vaporidis, Ilaria Spada, Valentina Izumi, Massimiliano Bruno, Franco Califano, Maurizio Mattioli.
La moda dei film giovanilistici sembra non voler arrestarsi mai. Nemmeno quella delle notti prima degli esami, di cui non si rinuncia manco al colore e al carattere del titolo scritto sulla locandina. Il pubblico sembra ancora una volta premiare, pur senza esagerare, la nuova commedia scritta da Fausto Brizzi, dopo il flop dello “sperimentale” Cemento armato.
C’è da dire, in realtà, che almeno per quanto riguarda la prima parte, Questa notte è ancora nostra sembra essere più ironico, più brillante e più divertente dei suoi predecessori. Poi però, quando si assiste ad una seconda parte in cui la commedia involve clamorosamente e giunge ad un epilogo di originalità pari a zero (identico a quello di Notte prima degli esami), cascano le braccia.
Fosse questo l’unico problema. Le risate, che pur non mancano soprattutto nella già citata prima parte, sembrano preparate e servite direttamente ad un pubblico che si aspetta esattamente battute del genere, con situazioni in cui abbonda lo stereotipo italiota. Il fastidio può essere altalenante da persona a persona, da chi può passarci sopra a chi non sopporta faciloneria del genere.
Per il resto c’è il solito mix per compiacere il pubblico: strizzatine d’occhio e una colonna sonora che usa brani ben noti ad altri che ben si fondono alle situazioni sono cose su cui andare sul sicuro. I due registi tentano comunque di mantenere un certo brio, e gli attori, soprattutto secondari, fanno il loro ruolo di comici in modo più che azzeccato.
Anche Valentina Izumì, cinese ma romana de’ Roma, è gradevole nella recitazione. Vaporidis, ormai abbonato ai progetti adolescenziali di Brizzi, mi sembra il meno peggio di una serie di attori giovani nata in un periodo poco felice per il cinema nostrano: almeno non ha velleità autoriali (per ora), ed una sua simpatia può avercela.
Voto Gabriele: 5
Paro
29 mar 2008 - 21:12 - #1Non vorrei dire le solite parole, ma possibile che nessuno si renda conto in che pessima situazione sia il nostro cinema? Possibile che nessuno ci investa, al fine di creare una ampia “industria”? (non mi piace questo termine)
E poi i VECCHI registi italiani si lamentano se qualcuno critica il nostro cinema odierno.
Bah.
Spike_13
29 mar 2008 - 21:26 - #2Titolo del prossimo film italiano (che porterà in massa nelle sale ragazzini coi loro cellulari accesi, che non sanno cosa sia il cinema): “E gli aerei volano alti tra New York e Mosca“.
Con eVaporidis, ovviamente.
Paro
29 mar 2008 - 22:30 - #3Umh, ci vorrebbe una manifestazione pacifica per cercare di svegliare un pò i produttori. Ma non credo che serva a qualcosa.
Ero-Sennin
29 mar 2008 - 22:33 - #4solo io confondo vaporidis con germano?
non sono dannatamente uguali?
Soter2
30 mar 2008 - 01:30 - #5Si, li confondi solo tu. Come fai, poi, è un mistero…
paolino
30 mar 2008 - 05:19 - #6Confermo il 5. Soprattutto mi ha dato fastidio l’utilizzo di battute vecchissime e di luoghi comuni triti e ritriti.
clint81
31 mar 2008 - 15:12 - #7Film visto. Purtroppo. Una sequela di battute scontate, già sentite, trite e ritrite da far impallidire anche il meno riuscito degli sketch di Zelig. Che cosa dire, se questo è il presente/futuro del cinema italiano, meglio recuperare qualche vecchio film con Totò.