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Alpha: il nuovo film di Julia Ducournau, trama e cast

Alpha in concorso a Cannes è il nuovo film di Julia Ducournau, un cast d’eccezion per una favola dark in un passato alternativo

26 Maggio 2025 15:00

Alpha il nuovo film di Julia Ducournau, in concorso a Cannes 2025: una favola nera in un passato alternativo, viscerale e disturbante.

Chi conosce Julia Ducournau sa bene che con lei non si può mai parlare di “film normali”. Ogni suo lavoro è un’esperienza fisica, disturbante, provocatoria, a tratti quasi impossibile da etichettare.

Dopo il successo di Titane, che le è valso la Palma d’Oro nel 2021, la regista francese torna sulla Croisette con Alpha, un progetto di cui si è parlato a lungo e che, fino a pochi mesi fa, era ancora avvolto nel mistero.

Alpha cosa sappiamo sul nuovo film di Julia Ducournau

Ora però, con la presentazione ufficiale al Festival di Cannes 2025, finalmente iniziano ad emergere dettagli più concreti su trama e cast. E da quello che si è potuto vedere e intuire, ci troviamo di fronte a qualcosa che non passerà inosservato.

La storia ruota attorno a Alpha, una ragazzina di tredici anni che vive sola con la madre in una città che non viene specificata, o meglio immaginaria. Non siamo nel futuro, come ci si aspetterebbe da certi scenari distopici ormai diventati cliché. Anzi, Ducournau compie un’operazione molto più sottile e spiazzante: “distopizza” il passato. Siamo nel 1990, un anno che dovrebbe evocare atmosfere conosciute e rassicuranti, ma che qui assume tinte cupe e surreali. Ce ne accorgiamo da piccoli dettagli, come un calendario intravisto su una parete scrostata, ma soprattutto dal contesto in cui si muovono i personaggi.

Alpha Festival di Cannes
Il cast di Alpha al Festival di Cannes (Foto IG @julia_ducournau – cineblog.it)

In quella versione alternativa del 1990, infatti, il mondo è piagato da un virus che non ha nome, ma che tutti intuiscono essere una trasfigurazione dell’AIDS. Il contagio avviene per via ematica o sessuale, ma le conseguenze sono ben più che cliniche: il virus trasforma progressivamente il corpo degli infetti in pietra. Una metamorfosi lenta, crudele, che trasforma le vittime in statue immobili e bellissime, ma anche mostruose. Una metafora potente, che fonde paura, attrazione, morte e bellezza in un’unica, disturbante immagine.

Il cast di un film che non si lascia domare

Il cast è di prim’ordine. A guidarlo c’è Emma Mackey, che conferma ancora una volta di essere molto più di un volto televisivo. Accanto a lei troviamo Golshifteh Farahani, Tahar Rahim, Finnegan Oldfield, Jean-Charles Clichet, Christophe Perez e Mélissa Boros. Un ensemble scelto con cura per dar corpo e voce a un mondo che sfugge alle regole canoniche del realismo. I loro personaggi non sono mai bidimensionali, ma vibrano di tensione interna, di conflitti inespressi, di una carnalità che è da sempre cifra distintiva del cinema di Ducournau.

Quello che colpisce in Alpha è il modo in cui la regista riesce a tenere insieme l’elemento fantastico con quello politico e sociale. Non c’è nulla di casuale nella scelta del tema né nella costruzione dell’ambientazione. Il virus diventa il simbolo di una generazione dimenticata, di un’epoca che si vorrebbe relegare alla memoria e che invece viene riesumata e deformata per farci riflettere. Il corpo, da sempre ossessione centrale nella filmografia di Ducournau, diventa ancora una volta terreno di battaglia, spazio di trasformazione e strumento di denuncia.

Alpha è un film che non si lascia domare, che chiede attenzione e resistenza. Un’opera che scava, ferisce, seduce e respinge nello stesso momento. Forse non piacerà a tutti, e probabilmente è proprio questo il suo obiettivo. Ma senza ombra di dubbio, conferma una cosa: Julia Ducournau è una delle voci più radicali, coraggiose e necessarie del cinema contemporaneo. E Alpha è destinato a far discutere, come tutte le opere che non cercano consensi ma lasciano un segno.