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Venezia accende i riflettori sulle masterclass con Clooney, Burstyn e Besson

Dal 3 al 9 settembre 2026, al Lido di Venezia, tornano le Masterclass della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ospitate alla Match Point Arena allestita al Tennis Club Venezia, con incontri aperti al pubblico e trasmessi anche in livestream sul sito ufficiale della Biennale, per accompagnare il festival con dialoghi ravvicinati

25 Agosto 2026 13:32

Dal 3 al 9 settembre 2026, al Lido di Venezia, tornano le Masterclass della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, ospitate alla Match Point Arena allestita al Tennis Club Venezia, con incontri aperti al pubblico e trasmessi anche in livestream sul sito ufficiale della Biennale, per accompagnare il festival con dialoghi ravvicinati tra autori, attori e professionisti del cinema.

George Clooney apre le Masterclass al Lido di Venezia

Il primo appuntamento è fissato per giovedì 3 settembre alle 16.00, quando George Clooney, attore e regista statunitense e Leone d’oro alla carriera 2026, sarà protagonista della Masterclass inaugurale. L’incontro, secondo il programma diffuso dalla Biennale di Venezia, si terrà nella cornice della Match Point Arena, uno spazio ormai familiare per gli appuntamenti di confronto con il pubblico durante i giorni della Mostra.

Clooney arriva al Lido con una carriera costruita tra cinema d’autore, grandi produzioni e regia, da Good Night, and Good Luck a Le idi di marzo, passando per ruoli che lo hanno reso uno dei volti più riconoscibili di Hollywood. Non sarà, dunque, solo una conversazione celebrativa. Al centro, con ogni probabilità, ci saranno il mestiere dell’attore, il rapporto con i registi, la produzione indipendente e il modo in cui il cinema americano sta cambiando, tra sale, piattaforme e nuove abitudini del pubblico. “Un’occasione di ascolto diretto”, spiegano ambienti vicini all’organizzazione, con quella formula semplice che al Lido funziona: un palco, un moderatore, domande precise. E qualche deviazione inattesa.

Luc Besson ed Ellen Burstyn tra cinema europeo e memoria hollywoodiana

Domenica 6 settembre alle 16.00 sarà la volta di Luc Besson, regista francese che ha attraversato generi diversi, dal thriller al fantasy, dall’azione al racconto visionario. Il suo nome resta legato a film come Le Grand Bleu, Nikita, Léon e Il quinto elemento, titoli che hanno segnato più di una generazione di spettatori e che ancora oggi, anche nei passaggi televisivi, mantengono un’identità visiva molto riconoscibile.

La Masterclass di Besson porterà alla Mostra del Cinema di Venezia una riflessione sul cinema europeo capace di dialogare con il mercato internazionale, tema non secondario in un momento in cui produzioni, distribuzione e pubblico si muovono su confini meno netti rispetto al passato. Due giorni dopo, martedì 8 settembre alle 16.00, toccherà invece a Ellen Burstyn, attrice statunitense e anche lei Leone d’oro alla carriera 2026. Per il pubblico della Biennale sarà un incontro con una figura centrale del cinema americano del secondo Novecento, interprete di film come L’esorcista, Alice non abita più qui e Requiem for a Dream. Burstyn, negli anni, ha spesso parlato del lavoro dell’attore come di una forma di disciplina, non di semplice esposizione. Una frase che al Lido, davanti a studenti, cinefili e addetti ai lavori, potrebbe tornare più che mai attuale.

Chloé Zhao e Lukasz Zal per “The Art and Craft of Cinema”

Accanto alle Masterclass principali, il programma prevede due incontri “The Art and Craft of Cinema”, organizzati da Cartier in collaborazione con la Biennale di Venezia. Il primo si terrà venerdì 4 settembre alle 15.30 e vedrà dialogare la regista cinese Chloé Zhao, premio Oscar e Leone d’oro 2020 per Nomadland, con il direttore della fotografia polacco Lukasz Zal.

I due hanno collaborato a Hamnet, film vincitore di un premio Oscar nel 2025, e l’incontro dovrebbe entrare nel laboratorio concreto della creazione cinematografica: la luce, il paesaggio, i tempi dell’inquadratura, il rapporto tra volto e spazio. Zhao, che con Nomadland aveva portato a Venezia un cinema intimo e aperto sulle strade americane, ha costruito una parte importante del proprio percorso sulla vicinanza ai personaggi e su una regia capace di restare in ascolto. Zal, già noto per il lavoro sulla fotografia in film come Ida e Cold War, porterà invece il punto di vista di chi traduce una visione in immagine. Non teoria astratta, ma mestiere. Tagli, attese, scelte di luce. Quelle cose che lo spettatore spesso sente prima ancora di nominarle.

Luca Guadagnino chiude il ciclo Cartier alla Match Point Arena

Il secondo appuntamento “The Art and Craft of Cinema” è in programma lunedì 7 settembre alle 15.30 e avrà come protagonista Luca Guadagnino, regista italiano premiato con il Leone d’argento per la migliore regia nel 2022 per Bones and All. La sua presenza alla Match Point Arena aggiunge al calendario un confronto con uno degli autori italiani più seguiti all’estero, capace di muoversi tra produzioni internazionali, adattamenti letterari e storie di formazione.

Guadagnino, da Chiamami col tuo nome a Suspiria, fino ai lavori più recenti, ha spesso raccontato il cinema come un territorio di desiderio, corpi, luoghi e memoria. Al Tennis Club Venezia, davanti al pubblico della Mostra, il discorso potrebbe toccare la costruzione dell’atmosfera, la direzione degli attori e il rapporto con musiche, costumi e scenografia, elementi che nei suoi film non restano mai sullo sfondo. Tutti gli incontri saranno seguibili anche in streaming su www.labiennale.org, dettaglio non secondario per chi non potrà essere al Lido nei giorni del festival. La sala, però, resta il cuore dell’esperienza: sedie occupate con anticipo, badge al collo, taccuini aperti. E, per una settimana, il cinema raccontato da chi lo fa.