Maradona by Kusturica: la recensione in anteprima

Maradona by Kusturica (Maradona by Kusturica – Spagna, Francia -) di Emir Kusturica con Emir Kusturica e Diego Armando Maradona. Emir Kusturica gira un documentario sulla vita, l’ascesa, la discesa ed il mito di Diego Armando Maradona. Un documentario nel documentario che entra nell’esistenza del calciatore, senza filtri e con un affetto spassionato ed appassionato.

di carla

maradona locandina italianaMaradona by Kusturica (Maradona by Kusturica – Spagna, Francia -) di Emir Kusturica con Emir Kusturica e Diego Armando Maradona.

Emir Kusturica gira un documentario sulla vita, l’ascesa, la discesa ed il mito di Diego Armando Maradona. Un documentario nel documentario che entra nell’esistenza del calciatore, senza filtri e con un affetto spassionato ed appassionato.

Perché Kusturica è chiaro fin da subito, fin dalla frase scelta come apertura: “Dio è l’unico essere che, per regnare, non ha nemmeno bisogno di esistere”. (Charles Baudelaire). Perché il film non è altro che il ritratto di un santo. Di un Dio. Di un Dio a cui si perdona tutto.

Agiografia non è un termine a caso. Scopriamo infatti dell’esistenza di una chiesa maradoniana con tanto di cappella, rosario, processione, padre nostro rifatto ad hoc e cerimonie varie. A dir poco imbarazzanti.

Ma l’amore per Diego è quello dei tifosi, quasi spaventoso. Lo idolatrano. Quando poi Diego torna a Napoli per una visita è il vero delirio. Ma ovunque lui vada crea scompiglio. E non solo come dio del pallone. Perché Kusturica scopre ed inquadra un Maradona anche politico.

‘Un rivoluzionario’ lo definisce. E non ha torto. Il carisma di Diego si percepisce a pelle anche se lui non ha mai accettato di entrare in politica perché “non voglio rubare i soldi alla gente”. Niente politica quindi. Ma non è del tutto vero. Maradona usa la sua immagine per esaltare Fidel Castro, Che Guevara e per andare contro Bush (con tanto di maglietta Bush War Criminal), contro Carlo d’Inghilterra e contro tutti quelli che hanno “le mani insanguinate”.

Maradona estremista quindi, in ogni aspetto dalla sua vita. Anche nel capitolo Cocaina che Kusturica non intende tralasciare. Diego è sincero e racconta i suoi sbagli con il cuore in mano, la droga è stata uno sbaglio (e lo sa) ma perché, più che altro, ha rimpianti e rimorsi sulla sua carriera: “Sai che campione sarei diventato senza la cocaina?” e sulle figlie che non ha visto crescere in modo lucido: “Ogni loro compleanno mi drogavo” concludendo con “Io sono la mia colpa e non posso rimediare”.

Un capitolo a parte è dedicato alla moglie Claudia che Diego adora. Un amore a doppio senso. Sostegno, amore ed una adorazione “quasi religiosa”. Kusturica se ne è accorto e non a caso usa la frase (scontata ma vera): “Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”.

Un ritratto agiografico dei più spudorati ma Kusturica è veramente innamorato di Diego. E con un amore così si perdona tutto.

Voto Carla: 7

Il film esce il 30 maggio. Qui trovate il trailer e le curiosità sulla pellicola.

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