Machan: recensione in anteprima

Machan – La vera storia di una falsa squadra (Machan, Sri Lanka / Italia / Germania, 2008) di Uberto Pasolini; con Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal, Mohamed Adamaly, Pubudu Chathuranga, Christian Ebert, Dayadewa Edirisinghe, Malini Fonseka.Due milioni di euro, un film parlato quasi interamente in cingalese, che tratta soprattutto

MachanMachan – La vera storia di una falsa squadra (Machan, Sri Lanka / Italia / Germania, 2008) di Uberto Pasolini; con Dharmapriya Dias, Gihan De Chickera, Dharshan Dharmaraj, Namal Jayasinghe, Sujeewa Priyalal, Mohamed Adamaly, Pubudu Chathuranga, Christian Ebert, Dayadewa Edirisinghe, Malini Fonseka.

Due milioni di euro, un film parlato quasi interamente in cingalese, che tratta soprattutto il tema dell’immigrazione clandestina sotto forma di commedia. La base sembra quella di un film impossibile, almeno per quanto riguarda la sua vita e il suo successo. Certo, il pubblico deciderà se andare a vederlo o meno, ma noi ve lo consigliamo: per sostenerlo e comunque per vedervi un buon film.

Machan è stato presentato alla 65a Mostra del Cinema di Venezia nella sezione Giornate degli autori, ed è uno dei film italiani degni di interesse della scorsa edizione. Prima regia di Uberto Pasolini, nipote di Visconti e produttore del successone Full Monty, il film narra le vicende di un gruppo di cingalesi decisi a cambiare vita. Ma come fare a sfuggire ad una vita che non promette e permette nulla, visto che i nulla osta per l’estero non sono per niente facili da ottenere?

L’idea (tratta da una storia vera!) è geniale: inventarsi una fantomatica prima Squadra Nazionale dello Sri Lanka di pallamano e farsi invitare ufficialmente ad un campionato in Baviera. L’opportunità bisogna coglierla al balzo, ma visto che i problemi non vengono mai da soli, come farà il gruppo (che ovviamente cresce a vista d’occhio, vista la “richiesta” di espatrio) ad affontare le partite?

Possiamo dividere Machan, solo per analisi, in due diversi momenti: prima e dopo la partenza. L’impressione che il film di Pasolini ha lasciato un po’ a tutti è che parta un po’ lentamente per carburare decisamente nella parte ambientata in Germania. E’ anche vero che, nonostante si potesse sfoltire, la parte ambientata in Sri Lanka permette di conoscere bene i protagonisti e la condizione dello Sri Lanka.

Vediamo così la situazione delle baraccopoli di Colombo, la povertà e la speranza per una vita migliore. Il resto, come già detto soprattutto nella seconda parte, è ironico, a tratti davvero esilarante. Non una commedia di denuncia, affatto, bensì una commedia anche toccante che tratta il suo tema principale fondendolo in modo divertente con il tema sportivo.

I “machan” (tradotto significa “amico”) sono interpretati tutti da attori esordienti, tutti appassionati e in parte. La loro storia riesce a coinvolgere e, magari, anche a commuovere. La scommessa di Pasolini, almeno per qualità e nonostante alcuni difetti e difficoltà, è vinta.

Voto Gabriele: 7

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