Zohan – Tutte le donne vengono al pettine: la recensione

Zohan – Tutte le donne vengono al pettine (You Don’t Mess with the Zohan – U.S.A. 2008) di Dennis Dugan con Adam Sandler, John Turturro, Rob Schneider, Emmanuelle Chriqui, Moran Atias, Barry Livingston, Henry Winkler, Mariah Carey, John Farley.Adam Sandler è Zohan, membro delle forze israeliane, soldato impegnato contro il terrorismo. E’ agile, scattante, un

di carla

zohan poster italianoZohan – Tutte le donne vengono al pettine (You Don’t Mess with the Zohan – U.S.A. 2008) di Dennis Dugan con Adam Sandler, John Turturro, Rob Schneider, Emmanuelle Chriqui, Moran Atias, Barry Livingston, Henry Winkler, Mariah Carey, John Farley.

Adam Sandler è Zohan, membro delle forze israeliane, soldato impegnato contro il terrorismo. E’ agile, scattante, un uomo tutto muscoli ed ingegno. Ma ora è stanco di combattere e vuole inseguire il suo sogno: diventare parrucchiere. Così finge la sua morte e scappa in America ma…

Davvero una brutta sorpresa pasticciata questo Zohan. Brutta. Ed è un peccato perché il personaggio di Zohan era davvero un’idea simpatica ed originale ma tutto il divertente si vede nel trailer.

Il film inizia bene, quasi come una parodia dei film militari e d’azione. Sequenze di combattimenti adrenalinici, inseguimenti, lotte, tutto l’armamentario condito con un non-sense che non guasta. Poi però l’azione si sposta in America, dove Zohan vuole diventare parrucchiere presso il famoso Paul Mitchell, e qui inizia il rapido declino.

Zohan riesce, dopo varie peripezie, a trovare lavoro presso una piccola bottega ma è più la sua grossa dote fisica e le sue mossette che il suo talento da parrucchiere a renderlo famoso. E se le allusioni sessuali alle clienti all’inizio possono far sorridere alla lunga stancano. Ed annoiano.

Presto il film si trasforma di nuovo (forse perché andare avanti a battute su leccate ai capezzoli e ripassate alle donne era troppo? decisamente si) e Zohan deve combattere contro chi lo vuole riportare a casa, contro i terroristi e lottare per conquistare l’amata Dalia (Emmanuelle Chriqui), coppia divisa dalla guerra e dalla politica (moderni Romeo e Giulietta palestinesi ed israeliani? Già). Anche questa parte è debole ed il parrucchiere Zohan è presto dimenticato.

Non aiuta di certo il doppiaggio italiano che rende tutto estremamente fastidioso. Prendere in giro la guerra è un’ottima idea ma qui non funziona. Spero decisamente meglio in Tropic Thunder.

Piccola postilla: i cammei di Mariah Carey e Henry Winkler si dimenticano in fretta tanto sono anonimi. Ma soprattutto mi chiedo: John Turturro, perché ti sei prestato? Perché?!

Voto Carla: 4.5
Voto Mario: 6.5

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