Terminator Salvation – La recensione in anteprima

Terminator Salvation (Terminator Salvation) di McG con Christian Bale, Sam Worthington, Moon Bloodgood, Common, Bryce Dallas Howard, Anton Yelchin, Jadagrace, Roland Kickinger, Helena Bonham Carter, Chris Ashworth, Chris Browning, Michael Ironside. 2018. Il Giorno del Giudizio è arrivato. Le macchine costruite da Skynet hanno distrutto gran parte dell’umanità. Il temuto olocausto nucleare ha sancito la

T4 Christian BaleTerminator Salvation (Terminator Salvation) di McG con Christian Bale, Sam Worthington, Moon Bloodgood, Common, Bryce Dallas Howard, Anton Yelchin, Jadagrace, Roland Kickinger, Helena Bonham Carter, Chris Ashworth, Chris Browning, Michael Ironside.

2018. Il Giorno del Giudizio è arrivato. Le macchine costruite da Skynet hanno distrutto gran parte dell’umanità. Il temuto olocausto nucleare ha sancito la vittoria dei robot sul genere umano, ma pochi individui spinti da un estremo coraggio hanno formato un nucleo di Resistenza e combattono per riconquistare la Terra. Come la profezia aveva anticipato, alla loro guida c’è John Connor, sopravvissuto all’attacco dei Terminator. Il futuro però non è più quello che era stato previsto da Connor. Skynet è cresciuto esponenzialmente e le macchine robotiche erano inimmaginabili fino a pochi anni prima. L’attacco finale di Skynet deve essere anticipato dalla Resistenza che ha un’arma di difesa che potrebbe mettere fuori uso le macchine, ma le speranza sono ridotte al minimo. Un uomo, condannato a morte nel passato, arriva al fianco di John Connor, si chiama Marcus Wright, ma nessuno sa chi sia Marcus, nemmeno lui stesso.

Attenzione: la recensione potrebbe contenere degli spoiler.

Al quarto capitolo della serie (probabile inizio di una nuova trilogia, sebbene i risultati al box-office non siano stati esaltanti), il mondo di John Connor fa un salto avanti nel tempo e ci porta in una landa desolata post apocalittica a metà strada tra Omaha Beach di Salvate il soldato Ryan e i deserti infuocati di Mad Max. La fotografia livida, desaturata e quasi in bianco e nero mostra un mondo devastato dall’olocausto nucleare dove le macchine hanno avuto il sopravvento sull’umanità. Un tripudio di rovine, di città devastate dalla furia della guerra, di macchine da guerra robotizzate di proporzioni mastodontiche sono gli ingredienti del minestrone ipertecnologico condito dal regista videoclipparo McG (“autore” di Charlie’s Angels, ma anche dei video di Korn e The Offsprings) capace di costruire un gigantesco e stupefacente baraccone in cui dare fondo agli oltre 200 milioni di dollari di budget con effetti speciali di ogni tipo.

La prima ora del film è un toboga roboante di esplosioni, inseguimenti, inquadrature ai limiti dell’irrealizzabile (una su tutte il piano sequenza sul primo elicottero abbattuto), mentre la seconda parte deve necessariamente riprendere le fila della trama spazio/temporale tessuta in precedenza. Gli appassionati della serie si mettano però il cuore in pace, McG è un fenomeno di tecnica ma non è un regista come James Cameron. Terminator Salvation ha molti più muscoli dei suoi predecessori, ma non ha nulla delle epiche sfide vis-a-vis dei primi due capitoli, e neppure la tragica ironia del terzo episodio.

La narrazione di Terminator Salvation si basa sul ribaltamento della formula del primo episodio. Non più il padre mandato indietro nel tempo per salvare la vita di quella che poi sarà la madre di suo figlio, ma l’esatto opposto, ovvero il figlio che salva quel padre che sarà mandato nel passato. John Connor inoltre si trova a fronteggiare un nuovo Terminator, un essere in parte robot in parte umano, programmato per compiere un subdolo doppio gioco, ma questa volta non sarà un duello come con il T800, anzi l’animo umano avrà il sopravvento e ci sarà collaborazione. La storia però presenta degli elementi di discontinuità rispetto alla linea temporale costruita con i primi tre film, infatti Kyle Reese avrebbe dovuto sapere già nel primo scontro con il T800 che il figlio che avrebbe avuto (nel passato) con Sarah Connors, sarebbe diventato il capo della Resistenza. Per chiudere ogni problema narrativo è stato inserito l’elemento della disfunzione spazio/temporale che avrebbe creato un mondo diverso rispetto a quello della profezia. Una pezza che sistema tutto nella meraviglia dei mondi possibili post apocalittici, ma con poco stile.

Il cast è proporzionato alle dimensioni del film. Christian Bale si conferma così uno dei migliori corpi attoriali per film d’azione che il cinema americano dispone oggi, una sorta di Harrison Ford dell’epoca digitale. La sua presenza pesa e il suo continuo ripetere alla radio “se ascoltate questo messaggio, allora siete la Resistenza” divetnerà un tormentone, sebbene la sua voce sia al limite della soglia dell’udibile.

Un piccolo brivido percorre la schiena di chi ha amato la saga di Terminator quando una fugace apparizione di un T800 riporta sullo schermo il volto di Arnold Schwarzenegger in versione (photoshoppata) stile Mister Olympia piuttosto che flaccido Governatore della California.

In sostanza ne esce un film da vedere in un multisala con un bidone di pop corn e che mantiene le promesse fatte con lo spettacolare trailer, ma che non è in grado di stupire come aveva fatto Cameron quando ci ha mostrato per la prima volta il corpo liquido di un T1000.

Terminator Salvation uscirà nelle sale il 5 giugno

Voto Carlo 6,5
Voto Federico 5

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